
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Gaetano Braga (1829 - 1907): L’infinito per voce, violoncello e pianoforte. Amor Lilia Perez, mezzosoprano; Galileo Di Ilio, violoncello; Giuseppe Sabatini, pianoforte.
Mario Castelnuovo-Tedesco (3 aprile 1895 - 1968): L’infinito per voce e pianoforte op. 22 (1921). Leonardo De Lisi, tenore; Anna Toccafondi, pianoforte.
Grazie; per me è una vera sopresa, ho letto e amato Leopardi. Due ambientazioni diverse, intensa quella di Braga, ma Castelnuovo mi sembra più vicino allo spirito di Leopardi.
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Anche a me.
Buona serata, Nicola.
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Per una poesia meravigliosa un adattamento musicale che calza a pennello! Mando a te e a Puck (come sta?) un abbraccio e poiché sarò in ritardo vi auguro in znticipo una Pasqua di serenità🦋🌼🐶
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Grazie, contraccambio di cuore 🌹 🙂
Puck sta abbastanza bene: abbiamo da poco iniziato un nuovo trattamento per rendergli meno faticosa e dolorosa la deambulazione, e sembra che abbia un buon effetto. Il mese prossimo compirà 12 anni. Se procede bene, forse a fine aprile potremo fare un viaggio in Francia, fino a Nancy, dove lavora mio figlio (che subito dopo si trasferirà a Birmingham): il ragazzo mi ha fatto capire che ci terrebbe tanto, per lui vedere il cagnetto (e in subordine me) è sempre una gioia 😉
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Croce e tanta delizia questi nostri compagni di vita, figli anch’essi💕
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Assolutamente sì.
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Non fanno più imparare a memoria le poesie, a scuola, se non casi rarissimi (tipo San Martino).
Non capisco il perché.
La bellezza di certe opere ci può accompagnare per tutta la vita, ci regalano emozioni e suggestioni, abbiamo la fortuna di avere poeti che tutto il mondo cin invidia.
Ma le poesie restano sui libri.
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Mia madre a 94 anni suonati ricorda ancora le poesie imparate a scuola e le recita con gioia sottile.
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Perché sono splendide.
Anche il semplice “nel vespero migrar” nasconde mille sensazioni, legate alla vita, alla morte, allo scorrere del tempo e dei ricordi.
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una delle prime poesie imparate a memoria, e come molte altre di certo assai più apprezzata quando agli obblighi scolastici si è sostituita la ricerca del Bello nella propria sfera personale. Due versioni musicate che non conoscevo affatto, piacevole scoprirle
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So di altre composizioni sullo stesso testo, ma non sono disponibili nel web.
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Belle interpretazioni per una poesia sublime!
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D’accordo con te. Buona sera, Luisa.
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Buona serata, Claudio caro 🌹
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Infinita grazia
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