John Alden Carpenter (28 febbraio 1876 - 1951): Adventures in a Perambulator, suite sinfonica (1914, rev. 1941). Eastman-Rochester Symphony Orchestra, dir. Howard Hanson.
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L’approfondimento
di Pierfrancesco Di Vanni
John Alden Carpenter tra affari e pentagrammi
Un’identità musicale tra modernismo e spirito americano
John Alden Carpenter è stato una figura di spicco nel panorama della musica classica statunitense. Il suo stile compositivo, definito come un “modernismo moderato” fuso a influenze impressioniste, mirava a catturare e trasmettere la vera essenza dello spirito americano. Fu un vero pioniere, tra i primissimi compositori classici a integrare nei propri spartiti elementi del jazz e del ragtime. Oltre alle composizioni d’avanguardia, il suo repertorio patriottico include opere come The Home Road, che testimoniano il suo profondo legame con la nazione.
La doppia vita: formazione d’eccellenza e carriera imprenditoriale
Nato il 28 febbraio 1876 a Park Ridge, nell’Illinois, figlio di un facoltoso industriale, Carpenter crebbe in un ambiente colto e musicale. La sua educazione accademica fu di prim’ordine: studiò alla prestigiosa Harvard University sotto la guida di John Knowles Paine, diventando anche presidente del Glee Club e scrivendo musica per il teatro universitario. Il suo talento in ascesa fu affinato da lezioni con il grande Edward Elgar durante un viaggio a Roma nel 1906, e successivamente con Bernhard Ziehn a Chicago fino al 1912. Parallelamente alla musica, Carpenter condusse una vita borghese e agiata: dal 1909 fino al suo pensionamento nel 1936, lavorò come vicepresidente nell’azienda di famiglia, specializzata in forniture marittime. Questa solidità economica gli permise di comporre con libertà, specialmente dopo il ritiro dagli affari. Uomo di grande sensibilità, si dedicò anche alla filantropia, ricoprendo il ruolo di presidente della Children’s Home Society dell’Illinois. Si spense a Chicago il 26 aprile 1951.
Lavori celebri: dal balletto jazzistico alla musica sinfonica
La produzione di Carpenter è ricca e variegata, spiccando in particolar modo nel balletto e nella musica orchestrale. Tra i suoi tre balletti, due hanno segnato la storia della musica americana: Krazy Kat: A Jazz Pantomime (1922), basato sull’omonimo fumetto, che fu la prima opera da concerto a includere la parola jazz nel titolo; e il celeberrimo Skyscrapers (1926), presentato al Metropolitan Opera, un’opera ispirata dal dinamismo urbano di New York e della sua nativa Chicago. Un altro caposaldo del suo repertorio è la suite orchestrale impressionista del 1914, Adventures in a Perambulator, che godette di grande popolarità e fu incisa in stereofonia nel 1956. Scrisse inoltre due sinfonie (la seconda delle quali diretta alla prima esecuzione da Bruno Walter nel 1942 con la New York Philharmonic), e opere celebrative come Song of Faith per il bicentenario di George Washington. Carpenter fu anche un prolifico autore di brani per voce e pianoforte, tra cui spicca il ciclo di canzoni Gitanjali su testi di Tagore e numerosi pezzi pianistici di chiara matrice debussiana.
L’eredità sonora: le rare incisioni storiche
Nonostante vivesse in un’epoca antecedente all’esplosione della registrazione musicale, Carpenter lasciò due rare e preziose testimonianze sonore commerciali. Nel 1927, accompagnò al pianoforte il mezzosoprano Mina Hager nell’incisione di Water-Colors (adattamenti di poesie cinesi) per un’etichetta indipendente di Chicago. Nel 1932 prestò invece la propria voce come narratore nell’incisione di Song of Faith, affiancato dalla Philadelphia Orchestra. Oltre a queste, si ritiene esistano altre registrazioni private o trasmissioni radiofoniche sopravvissute fino a oggi.
Riconoscimenti prestigiosi e vita privata
Il grande contributo di Carpenter alla cultura americana e internazionale gli valse numerosi e prestigiosi onori in vita. Nel 1921 fu nominato Cavaliere della Legion d’Onore francese; ottenne lauree honoris causa da Harvard e dall’Università del Wisconsin, e nel 1947 fu insignito della Medaglia d’Oro del National Institute of Arts and Letters. Sul fronte personale, Carpenter visse due lunghi matrimoni: nel 1901 sposò Rue Winterbotham, da cui ebbe la sua unica figlia, Genevieve. Dopo la tragica morte della moglie nel 1931, il compositore ritrovò l’amore sposando Ellen Borden.
Adventures in a Perambulator
Mirabile esempio di musica a programma americana dell’inizio del XX secolo, Carpenter vi adotta il punto di vista di un neonato che osserva il mondo dal suo passeggino. Lo stile è una fusione affascinante tra l’impressionismo francese (Debussy, Ravel) e un nascente spirito modernista americano, arricchito da spunti ritmici che preannunciano il jazz. Il brano è un gioiello di orchestrazione: Carpenter non si limita a descrivere scene, ma riesce a tradurre in suoni la psicologia della percezione infantile. La suite è un ponte perfetto tra l’Europa di Debussy e l’America di Gershwin, dove la raffinatezza armonica sposa un’ironia e un calore umano profondamente americani.
Il primo movimento descrive il rito quotidiano della preparazione: la musica si apre con un’atmosfera sospesa, quasi d’attesa. Carpenter utilizza legni e archi per creare una trama trasparente che suggerisce l’aria mattutina. Quando il bambino viene adagiato nel passeggino e “allacciato”, la musica acquista un ritmo più regolare e ostinato: è il tema del passeggino, caratterizzato da un andamento cullante ma meccanico. Si avverte la presenza della “nurse” (la nutrice) attraverso temi stabili e rassicuranti nei fiati. L’orchestrazione è ricca di colori (arpa, celesta), che rendono la sensazione di un mondo visto attraverso occhi pieni di meraviglia e ancora privi di malizia.
Nel secondo movimento, Carpenter introduce un elemento di contrasto drammatico. Il bambino incontra un “essere senza precedenti”: il poliziotto. Musicalmente, la figura è resa con una fanfara di ottoni e legni piuttosto solenne ma non minacciosa. Carpenter descrive l’ammirazione del neonato per l’autorità attraverso un’”Enormous Blue March”, dove il ritmo si fa più marcato e squadrato. Tuttavia, l’influenza impressionista impedisce alla marcia di diventare rigida, ma mantiene una fluidità blue, quasi fluttuante. Il dialogo tra il tema del poliziotto (imponente) e quello della nutrice (più leggero e chiacchierino) è reso attraverso scambi vivaci tra le sezioni dell’orchestra.
Il terzo è forse il movimento più pittoresco e tecnicamente brillante. Carpenter imita il suono di un organetto di strada, utilizzando i legni e la sezione delle percussioni per creare un effetto volutamente “scordato” e meccanico, tipico degli strumenti di strada dell’epoca.
La musica cita frammenti di canzonette popolari e valzer, sovrapponendoli in modo quasi caotico (bitonalità). Questo crea una sensazione di eccitazione frenetica per il bambino. Quando il poliziotto interrompe la musica, il ritmo si spezza improvvisamente, lasciando spazio a un senso di “proibito” e di fascino che svanisce lentamente in lontananza.
Il movimento successivo porta al cuore lirico della suite: Carpenter abbandona i ritmi urbani per immergersi in una sonorità puramente impressionista. Gli archi creano un tappeto sonoro tremolante che imita i riflessi del sole sull’acqua. I legni solisti (oboe, flauto) tessono melodie sognanti che rappresentano i “raggi di sole” e le piccole onde che si infrangono sulla sabbia. C’è una grande pace in questa sezione, e Carpenter usa glissandi d’arpa e armonie allargate per trasmettere il senso di immensità che un lago può incutere in un bambino. La narrazione musicale è contemplativa e statica, concentrata sulla purezza del colore timbrico.
Il silenzio del lago viene interrotto bruscamente dal caos gioioso dei cani. Questo movimento è uno scherzo sinfonico rapido e virtuosistico: gli archi eseguono passaggi staccati e frenetici, mentre gli ottoni e i legni bassi sembrano imitare brevi “latrati” o movimenti improvvisi.
Il ritmo è sincopato e imprevedibile, riflettendo il gioco disordinato degli animali. Il compositore gioca con la dinamica, passando da momenti di quasi silenzio a esplosioni orchestrali improvvise, catturando perfettamente l’eccitazione e lo spavento del piccolo osservatore di fronte a tanta energia animale.
La suite si chiude con il ritorno a casa e il momento del sonno. Questo movimento ha una funzione ciclica: Carpenter riprende delicatamente i temi ascoltati in precedenza (il passeggino, il poliziotto, l’organetto), ma trasformandoli. I temi appaiono ora ovattati, frammentati e avvolti in una nebbia sonora (sordine agli archi, uso della celesta e dei campanelli). La melodia della nutrice torna come una ninna nanna suprema e la musica si dissolve gradualmente in un pianissimo estremo, simboleggiando il passaggio dal mondo reale al mondo dei sogni. Il finale è di una bellezza struggente e serena, che sottolinea la vastità del mondo vista dalla prospettiva più piccola possibile.



















Francesco Antonio Bonporti (1672 - 19 dicembre 1749): Concerto a quattro in re maggiore op. 11 n. 8 (c1715). I Virtuosi Italiani. 


Donald Martino (1931 - 8 dicembre 2005): Concerto per clarinetto, clarinetto basso, clarinetto contrabbasso e piccola orchestra (1977). Anand Devendra, clarinetto; Dennis Smylie, clarinetto basso; Leslie Thimming, clarinetto contrabbasso; The Group for Contemporary Music, dir. Harvey Sollberger. 



Oggi vogliamo ricordare un grande direttore d’orchestra, sir Charles Mackerras, nel centenario della nascita (17 novembre 1925 - 2010).