8 pensieri riguardo “Variazioni brillanti

  1. Buongiorno e buon inizio settimana, caro Claudio, grazie per la deliziosa selezione di oggi, veramente l’ideale per iniziare questa nuova settimana 😊.

    A proposito dell’opera di Bloch, questa fu scritta in memoria della madre Sophie, morta due anni prima e fu ispirata non solo dal rabbino Baal Shem Tov e dal chassidismo (al quale, il compositore ebbe modo di avvicinarsi tramite la partecipazione a un servizio sabbatico chassidico, tenutosi nel 1918 nel Lower East Side di New York), ma anche dalla figura del celebre violinista svizzero André de Ribaupierre il quale, durante il concepimento della composizione, visitò il Cleveland Institute of Music, fondato nel 1920 da Bloch e da lui diretto per cinque anni, fino al suo trasferimento al Conservatorio di San Francisco. Ribaupierre diede la prima esecuzione pubblica dell’opera, durante un concerto organizzato dal “Consiglio delle donne ebree”, tenutosi il 6 febbraio 1924 al Tempio B’nai di Cleveland. Soltanto nel 1939, il compositore realizzerà una versione orchestrale dell’opera.

    Il primo movimento, in origine chiamato Meditazione, è una preghiera di pentimento in versione strumentale, la quale si conclude con una tipica cadenza della scala maggiore orientale, conosciuta in ebraico come Ahava Rabba e, in maniera informale, come Freigish.

    Il secondo movimento, originariamente denominato Rapsodia, fu ribattezzato Nigun (“Improvvisazione”). Si tratta di canzoni composte da tzaddikim (“uomini santi” o “sante”), le quali potevano essere metriche o meno e, solitamente, impostate su sillabe non semantiche (per esempio, “ya-ba-ba” in tempo lento o “biri-biri-bim-bom” in tempo veloce). Nonostante il movimento non citi fonti ebraiche, il motivo iniziale del violino segue l’andamento della cantillazione biblica ashkenazita e una delle melodie principali della sezione centrale somiglia molto al tradizionale canto popolare yiddish Vos ost du mir opgeton (“Che cosa mi hai fatto?”).

    L’ultimo movimento, prima chiamato Yiddish Yontef, fu poi ribattezzato Simchas Torah, in onore dell’omonima festa, celebrata alla fine della stagione dei Giorni Santi in autunno e, durante la quale, il canto dell’ultima parte del Deuteronomio è subito seguito da quello della prima parte della Genesi, simboleggiando così il ciclo continuo della cantillazione della Torah, accompagnati da festeggiamenti e danze religiose. La parte centrale del movimento usa i motivi iniziali (alternati tra violino e pianoforte) della canzone yiddish Di Mezhinke Oisegegaybn (“La figlia più giovane sposata”), scritta dal compositore polacco Mark Warshavsky.

    Questa composizione, come le altre di Bloch, rivela molti tratti caratteristici della musica scritta dal compositore durante tutti gli anni ’20, quali rappresentazioni musicali da un estremo di malinconia a uno di estasi, alternanza di intensità acuta e di profonda serenità, nonché ampio spettro di altezze e dinamiche, ritmi potenti e unione di tonalità e modalità.

    Detto ciò, ti auguro buona giornata!

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  2. ascoltare Czerny mi da profondo dolore, all’idea che sono talmente tanti anni che non suono che non mi ricordo neanche più le note, ok, non tutte… solo quelle piene di tagli in testa e in gola… ma tanto… a che serve ricordarle. Ormai…

    Buon pomeriggio Claudio

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