Francisco Correa de Arauxo (16 settembre 1584 - 1654): Segundo tiento de quarto tono por Elami, a modo de canción (pubblicato nel Libro de tientos y discursos de música práctica y theórica de órgano, intitulado Facultad orgánica, 1626, n. 16). Anne-Marie Blondel, organo.

BUON INIZIO SETTIMANA
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Sempre gentile, grazie. Auguro lo stesso a te 🙂
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OK CLAUDIO
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Great composition and interpretation!!
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Ouaip! Ciao, Jean 🙂
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😊
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magnifico! E buongiorno!
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E buon giorno a te 🙂
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Bello! Felice settimana 🩵💗🩵
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Buona settimana, Luisa 🙂
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🙏🤗🙏
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Buongiorno, caro Claudio, grazie di aver condiviso questo bel pezzo per organo, davvero splendido, l’ideale per iniziare con la giusta carica la settimana 😊
A proposito del compositore, l’enorme diffusione del cognome Correa rende difficile chiarire le sue orgini, ma le ultime ricerche musicologiche hanno appurato che si tratta di Francisco Correa del San Juan, battezzato a Siviglia il 17 settembre 1584 nella chiesa parrocchiale di San Vicente Mártir.
In alcune occasioni, arrivò a firmarsi come Francisco Correa de Acevedo e, solo sul frontespizio della sua Facultad Organica (1626), appare come Francisco Correa de Arauxo, il nome con il quale oggi è conosciuto.
La prima notizia nota su di lui è che, dal 1599, iniziò a lavorare come organista della Collegiata di San Salvador a Siviglia, sostituendo l’organista Miguel de Coria, morto da poco. Poco dopo, a seguito della vittoria in un concorso contro un certo organista di origini inglesi di nome Picaforte, fu nominato organista titolare.
Non si sa nulla sulla sua formazione musicale, se non quanto egli afferma nella sua magnum opus:
“Quando cominciai ad aprire gli occhi alla musica non c’era traccia di musica organistica occidentale in questa città [Siviglia]“
Da ciò si può dedurre che abbia studiato a Siviglia nel periodo intorno alla fine del XVI secolo, forse con grandi musicisti del calibro di Francisco Guerrero e Francisco Peraza.
Oltre al lavoro di organista, il compositore si dedicò alla carriera ecclesiastica, divenendo dapprima chierico e poi sacerdote, anche se non si conosce con certezza quando fu ordinato e come completò i suoi studi. Si ritiene che abbia studiato fuori da Siviglia, in quanto alcuni documenti affermano di “ordini” come motivo di assenza dalla città.
In questo periodo, si scontrò con il Capitolo della sua cattedrale, poiché il segretario si rifiutò di certificare il suo titolo di organista. Il documento, necessario per l’ordinazione, fu rubato dalla casa di Correa ma, grazie alla mediazione del prorettore dell’arcivescovado Jéronimo de Leyva, la situazione si risolse positivamente.
Questa fu solo la prima di varie controversie che spinsero Correa a dimettersi dal suo incarico di organista e a lasciare la città.
Dopo aver concorso per un posto di organista alla Cattedrale di Malaga e alla Cattedrale di Toledo, in entrambi i casi fallendo, nel 1636 riuscì a diventare organista della Cattedrale di Jaén. Nonostante la buona situazione, tre anni più tardi Correa optò per il posto di organista della Cattedrale di Segovia.
Nei suoi ultimi giorni di vita, era malato e bisognoso, per cui fu esonerato dai suoi doveri. Fu assistito e sostituito dal nipote Juan Arias Macías.
Morì in povertà tra il 6 ottobre e il 18 novembre 1654 a Segovia.
Il suo Libro de tientos y discursos de música práctica y teórica de órgano, intitolato Facultad orgánica (1626) contiene 63 tientos in tutte le tonalità e i generi, 4 glosas (variazioni su pezzi sacri) , 4 canti popolari (due dei quali dei polifonisti Thomas Crequillion e Orlando de Lasso), versi per la sequenza Lauda Sion e alcune glosse sul “canto llano de la Inmaculada Concepción de la Virgen María”.
Nel frontespizio dell’opera, Correa viene indicato con il titolo di “maestro”, non nel senso di professore, ma per indicare che aveva acquisito l’abilità di suonare il suo strumento.
Le opere della raccolta sono armonicamente innovatrici, per il libero trattamento della dissonanza e del timbro attraverso l’uso del “mezzo registro”, una caratteristica degli organi spagnoli per la quale sono disponibili diversi colori sonori in ciascuna delle due metà della tastiera.
La raccolta non è solo una compilazione di sue opere, ma è un vero e proprio trattato pedagogico, in quanto fornisce varie indicazioni teoriche, pedagogiche, estetico-interpretative e compositive.
Nell’introduzione, infatti, vi è un ampio prologo di natura teorica, seguito da una breve nota introduttiva sulle caratteristiche di ogni tiento e della sua portata tonale, nonché su aspetti di prassi interpretativa.
Il prologo – Prologo in lode della cifra – espone la visione del compositore sulla teoria modale e sul sistema musicale, attenzionando anche le proporzioni metriche usate, i chiarimenti sui procedimenti costruttivi impiegati nella composizione, come il summenzionato uso più libero della dissonanza.
Annuncia e spiega varie novità, come l’uso delle fusas (note del valore di 1/128) e di alcuni abbellimenti (“quiebros” e “redobles”, rispettivamente trilli e tremoli), oltre a nuovi modi di accordare il monocordo o il clavicembalo, strumenti usati all’epoca dagli organisti per lo studio domestico.
Il carattere pedagogico del libro si nota dall’indicizzazione delle composizioni presenti al suo interno, ordinate per toni e generi e distinte in cinque livelli progressivi, in modo da guidare al meglio gli studenti. Tra le varie indicazioni didattiche, si ricorda anche l’uso di una piccola mano per indicare le dissonanze più innovative, volte a imprimere al discorso musicale un affetto più specifico, denotando l’influenza della retorica nella composizione.
Ciò pone l’opera in un periodo di grande importanza per la musica occidentale, ossia il momento di transizione dal Rinascimento al Barocco. In questo senso, la musica di Correa è stilisticamente d’avanguardia, rompendo e destruttrando l’equilibrio rinascimentale e ponendosi come punto di partenza per la nuova creazione musicale.
Buona giornata e a domani!
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Ho dimenticato di aggiungere che, per chi non lo sapesse, il tiento è una forma musicale di natura libera, affine al ricercare e alla fantasia, molto in voga in Spagna nel periodo compreso tra il XVI e il XVIII secolo.
Inizialmente, il nome indicava pezzi scritti per strumenti molto differenti (arpa, vilhuela (un liuto) e organo) mentre, a partire dalla fine del XVII secolo, il nome passò a indicare delle composizioni per strumenti a tastiera, specialmente organo.
Considerata il precessore dello studio, questa forma musicale si propone di esplorare le possibilità dello strumento e, dato il suo valore tecnico-pedagogico, le composizioni di questo tipo si trovano spesso ordinati in raccolte con difficoltà crescente.
Oltre a Correa, cultori del genere furono Pablo Bruna, Antonio de Cabezón, Juan Cabanilles e Luis de Milán. Nonostante la perdita di popolarità, il genere fu recuperato nel ‘900 da compositori come Cristóbal Halffter e Manuel Castillo.
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Questo, nella fattispecie, è un canone a 4 voci con comes alla 5ª superiore.
Ottimo, Pierfrancesco. A presto e ben rileggerci 🙂
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Sì, l’ho notato dalla foto dello spartito che hai allegato al video🙂
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…e ascoltando, ovviamente 😉
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There is something about organ music that I cannot resist👏👏😊
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I understand your thoughts perfectly, because organ is my favorite musical instrument. Good evening, Ashley 🙂
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So many instruments in one!
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