Isang Yun (17 settembre 1917 - 1995): Ein Schmetterlingstraum per coro misto a 8 voci con percussione ad libitum (1968); testo di Ma Zhiyuan (c1250 - 1321). Groot Omroepkoor; membri del Radio Symfonie Orkest Hilversum, dir. Simon Halsey.
Cento anni di luci e ombre sono come il sogno di una farfalla…

Buona giornata 🦋🦋🦋
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Altrettanto a te 🙂
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🙏💗🙏
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Buongiorno, caro Claudio, grazie di aver condiviso questo bel pezzo così enigmatico, anche se il coro e la melodia suggerivano, a tratti, luoghi e situazioni un po’ inquietanti… come se qualcuno stesse chiedendo aiuto, senza essere ascoltato 🙂
Compositore sudcoreano, Yun iniziò a studiare violino durante l’adolescenza, all’età di tredici anni, quando compose la sua prima melodia. Nonostante l’iniziale opposizione del padre, il ragazzo proseguì la sua formazione con un violinista di una banda militare a Keijō (l’attuale Seoul) e, contemporaneamente, si impegnò in studi economici.
Nel 1935, si spostò dapprima a Osaka per studiare violoncello, teoria musicale e composizione all’Osaka College of Music e, quattro anni più tardi, a Tokyo, dove studiò con Tomojito Ikenouchi.
Durante la guerra del Pacifico, Yun partecipò al movimento per l’indipendenza coreana ma, nel 1943, fu arrestato e incarcerato per due mesi. Al termine della guerra, dopo essersi ripreso da una sopravvenuta tubercolosi, fondò un orfanotrofio per gli orfani di guerra e insegnò musica a Tongyeong e a Busan.
Dopo la fine della guerra di Corea (1953), invece, iniziò a lavorare come insegnante all’Università Nazionale di Seoul mentre, tre anni più tardi, si recò in Europa per completare i suoi studi musicali. Studiò composizione dapprima al Conservatorio di Parigi (1956-1957) con Tony Aubin e Pierre Revel, per poi spostarsi a Berlino Ovest (1957-1959) e alla Musikhochschule di Berlino con Boris Blacher, Josef Rufer e Reinhard Schwarz-Schilling.
Nel 1958 frequentò i Corsi Estivi Internazionali di Musica Contemporanea a Darmstadt e, nel frattempo, iniziò la sua carriera concertistica, con le prime esecuzioni di Musica per sette strumenti e Cinque pezzi per pianoforte.
Seguirono l’oratorio Om mani pdme hum (1965) e Réak (1966), con le quali acquisì rilevanza a livello internazionale.
Con l’ultima composizione, Yun introdusse l’idea sonora della musica cerimoniale coreana e le imitazioni dell’organo a Bocca dell’Asia orientale – Saenghwang (Corea), Sheng (Cina) o Shō (Giappone) – nella musica avanguardista occidentale.
Dal 1959, Yun aveva vissuto in varie città tedesche e, cinque anni più tardi, decise di stabilirsi definitivamente con la sua famiglia a Berlino Ovest.
Qui, a causa di presunti atti di spionaggio, fu rapito nel 1967 dai servizi segreti sudcoreani, i quali lo portarono a Seoul per interrogarlo. Fu imprigionato e torturato, nonché minacciato di morte e condannato all’ergastolo.
Solo grazie a una petizione internazionale, firmata da circa 200 musicisti e compositori, nel 1969 fu rilasciato e potè ritornare alla sua vita a Berlino Ovest.
Negli anni successivi, Yun divenne docente di composizione alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover (1969-1971) e alla Hochschule der Künste di Berlino Ovest (1977-1985).
Dopo il 1979, il compositore tornò a più riprese in Corea del Nord per introdurre la propria musica, insieme a nuove tecniche compositive occidentali. Tentò anche di promuovere un concerto congiunto con musicisti di entrambe le Coree, ma fallì nell’intento.
Nel 1994, invece, fu invitato a partecipare a un festival musicale in suo onore in Corea del Sud, ma si rifiutò dopo che i funzionari sudcoreani gli intimarono di presentare una confessione scritta di “pentimento”.
Morì l’anno successivo a Berlino, a causa di una polmonite.
Yun desiderava unire la musica tradizionale coreana con le tecniche musicali occidentali d’avanguardia. Dopo un periodo di sperimentazione con la dodecafonia, riuscì a sviluppare un proprio stile, condensandolo nelle sue “composizioni sonore” post-seriali dei primi anni Sessanta.
La sua musica presenta diversi elementi della musica tradizionale coreana (glissandi, pizzicati, portamenti, vibrati e numerosi abbellimenti), nonché linee melodiche multiple, da Yun chiamate “Haupttöne” (toni centrali o principali).
Le “composizioni sonore” di Yun consistono in opere nelle quali vengono articolati ed elaborati piani sonori omogenei, come avviene ad esempio in Bara (1960) fino a Overture (1973).
Segue un periodo di concerti strumentali “discorsivi”, iniziante con il Concerto per violoncello e orchestra (1975-1976) e culminante con il Concerto per violino n° 1 (1981).
Tra il 1982 e il 1987, invece, scrisse un ciclo di cinque sinfonie, tra loro correlate, ma strutturalmente diverse. In questo periodo, sviluppò anche un nuovo “tono” intimo nella sua scrittura cameristica.
Yun rimase sempre legato al suo paese natio tanto che, nei primi anni Ottanta, sperava che in Corea del Sud potessse ritornare la pace e potesse stabilirsi una rinconciliazione con la Corea del Nord.
La sua musica esprime questo interesse in composizioni come Exemplum in Memoriam Kwangju (1981) per orchestra – composto per commemorare il massacro di Gwangju – Naui Dang, Naui Minjokiyo (“La mia terra, il mio popolo”, 1987), Engel in Flammen (Angeli in fiamme) ed Epilogo (1994) per soprano, coro femminile e cinque strumenti.
Il suo Ein Schmetterlingstraum (1968-1969) è stato realizzando usando del materiale musicale derivato dai numeri 1 e 7 della sua opera in un atto Butterfly’s Widows (1967-1968), aggiungendo una nuova sezione centrale e la parte per percussione nella sezione finale.
Buona giornata e a presto!
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Ciao, Pierfrancesco, grazie e a presto 🙂
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Di non facile ascolto, ma interessante per originalità,. Buon pomeriggio Claudio
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Un compositore degno di… nota 🙂
Buon pomeriggio a te.
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Molto particolare, con sonorità inconsuete, almeno in questa parte del mondo. Curiosi gli intermezzi di ‘Oh, Angelina!’
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