Quatrième Suitte

Jacques-Martin Hotteterre detto le Romain (29 settembre 1674 - 1763): Suite in mi minore, n. 4 del Premier Livre de pièces pour la flûte traversière et autres instruments avec la basse op. 2 (1715). Eduard Belmar, flauto; Lucine Musaelian, viola da gamba; Ha-na Lee, clavicembalo.

  1. Prélude
  2. Allemande la Fontainebleau [2:24]
  3. Sarabande le Départ [4:08]
  4. Air le Fleuri [6:30]
  5. Gavotte la Mitilde [7:58]
  6. Branle de village l’Auteuil [9:28]
  7. Menuet le Beaulieu [10:08]

4 pensieri riguardo “Quatrième Suitte

  1. Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie di aver condiviso questa meravigliosa suite, davvero un’ottima esecuzione 😊

    Jacques-Martin Hotteterre fu il più noto membro di una famiglia di costruttori ed esecutori di strumenti a fiato. Visse e studiò a Roma (da qui il suo soprannome), trascorrendo due anni (1698-1700) al servizio del marchese Francesco Ruspoli, identificabile in un tal “Monsù Giacomo mastro di flauto”.

    Ritornato in patria nel 1704, succedette al cugino Jacques come “basse de hautbois et taille de violon” alla corte reale mentre, quattro anni più tardi, divenne musicista del re di Francia, entrando a far parte della Grande Écurie reale. Nel 1717, invece, assunse l’incarico di “Jouëur de Fluste de la musique de chambre”.

    La sua fama si deve maggiormente al suo talento nel suonare il flauto, strumento per il quale scrisse parecchio, ampliandone notevolmente il repertorio. Fu anche un ottimo suonatore di fagotto, oboe e musette (una cornamusa), nonché un famoso insegnante di aristocratici.

    La sua opera pedagogica comprende un metodo per il flauto traverso, il flauto dolce e l’oboe (1707), un metodo per la musette (1737) e il trattato L’art de préluder sur la flûte traversière (1719), il primo manuale di flauto in Europa e il primo manuale conosciuto, in qualsiasi lingua, per il flauto traverso.

    Hotteterre viene anche ricordato per essere stato l’iniziatore del repertorio flautistico moderno e il primo suonatore di flauto traverso dell’orchestra della Grand Opéra di Parigi.

    Oltre all’attività concertistica e didattica, il compositore continuò la tradizione familiare della costruzione di strumenti a fiato, forse contribuendo alla modifica del progetto del flauto traverso: prima, esso veniva realizzato in un unico pezzo cilindrico ma, in seguito, venne tagliato in tre pezzi, ossia la testa (con il bocchino), il corpo (con la maggior parte dei fori) e il piede (con un foro unico per il Mi basso).

    Buon proseguimento di giornata e alla prossima!

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