18 pensieri riguardo “Feedback

      1. Comme vous le dites si bien “ont été inclus…”, ont été pris en compléments. Je ne me souviens pas avoir déjà entendu une sonate pour triangle seul 🤓

        Il est vrai que les solos de batterie d’un Art Blakey, Buddy Rich ou Tony Williams se suffisent à eux mêmes… et pourtant certains (pas moi !) traitent encore le jazz de “musique de sauvage”.

        La vie n’est que surprise et contradiction !

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  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie per aver condiviso questa movimentata composizione, davvero molto interessante 😊

    Compositore cileno, Perez-Ramirez si approccia dapprima alla musica tradizionale del suo paese, imparandone con entusiasmo i rudimenti, dopodiché si dedica alla sua istruzione formale, studiando in Francia prima con Alberto Ponce (chitarra classica) e poi con Sergio Ortega (composizione). In parallelo, frequenta l’università, studiando e laureandosi in matematica avanzata.

    Al termine di questi studi, frequenta il corso di computer music e di composizione dell’IRCAM e, nel frattempo, inizia a esplorare i capolavori della musica novecentesca e, in seguito, i repertori romantico, classico e barocco, evitando perciò di basarsi su un’interpretazione storica dell’evoluzione della musica occidentale.

    Presso l’IRCAM, conosce tra gli altri il compositore italiano Luca Francesconi, il quale lo incoraggia a scrivere musica espressiva con grande attenzione nel dare “significato al materiale (musicale)”.

    Tra le sue attività musicali, si ricordano quelle di compositore in residenza presso l’Orchestra Nazionale e l’Opera di Montpellier (2002-2005), per la quale ha scritto le opere orchestrali Du Corps (2002), Achachilas (2004), Cosmogonie (2005) e Atacama (2005), nonché l’opera da camera Rimbaud, la parole libérée (2006-2007). Dal 2006, infine, è compositore in residenza presso l’Orchestra Filarmonica di Strsaburgo.

    Le sue ultime opere gravitano attorno alla nozione di “durata pura”, mentre le sue opere precedenti legano le riflessioni del compositore sul corpo e sulla percezione al trattamento delle nozioni filosofiche di tempo, durata, istinto e intuizione.

    Il suo processo compositivo, infine, non segue modelli o dottrine formali, costituendo un processo “che in nessun modo esisterebbe, nemmeno nella forma del puramente possibile, prima delle sue realizzazioni”.

    Buona giornata e a domani!

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