Vivace e giocoso

Knudåge Riisager (1897 - 26 dicembre 1974): Serenade per flauto, violino e violoncello op. 26b (1936). Mads Johansen, flauto; Per Lund Madsen, violino; Ingemar Brantelid, violoncello.

  1. Allegro concertante
  2. Romanza [3:58] 
  3. Vivace e giocoso [7:15]

6 pensieri riguardo “Vivace e giocoso

  1. Gradevoli e ‘spiritosi’ i duetti flauto-violino, con l’accompagnamento del violoncello, specie nel primo e terzo movimento, intervallati da melodie sognanti e poi cupe, nella Romanza. Grazie per la proposta, pezzo tutto di piacevole ascolto.

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  2. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver portato questo pezzo vivace e giocoso, a parte alcune lievi increspature, un’interpretazione davvero eccezionale! 😊

    Nato in Estonia, dove il padre dirigeva una fabbrica di cemento danese, Riisager trascorse la sua infanzia a Frederiksborg, nel paese natio, una volta che il padre lasciò il suo incarico.

    Dopo essersi diplomato presso la Scuola Superiore “Henrik Madsen” nel 1915, si iscrisse all’università, laureandosi in scienze politiche cinque anni più tardi. Durante gli anni studenteschi, il compositore iniziò a interessarsi alla musica, prendendo lezioni con Otto Mailing e Peder Gram (teoria musicale e composizione), nonché con Peder Møller (violino).

    Al 1919, risale il primo importante risultato dei suoi studi musicali, un quartetto per archi, presentato alla Danish Concert Society dal Peder Møller Quartet. Nello stesso anno, si perfezionò musicalmente studiando storia della musica con Angul Hammerich e partecipando in maniera attiva al dibattito culturale nazionale, scrivendo acute osservazioni sulla musica schoenberghiana.

    Dopo la laurea, Riisager continuò ulteriormente la sua formazione musicale e, attirato dallo spirito della coeva musica francese, tra il 1920 e il 1923 studiò a Parigi con Albert Roussel e Paul Le Flem.

    Durante il soggiorno francese, il compositore conobbe nuove tendenze ancora sconosciute in patria e nella cerchia del gruppo Les Six, maggiore rappresentante dell’espressionismo musicale francese del tempo, Riisager trovò preziosi impulsi per lo sviluppo della propria personalità musicale.

    Dal 1922 al 1924, fu presidente della Società dei Giovani Compositori e, durante questo periodo, organizzò addirittura un gemelaggio musicale con la Francia, tramite un concerto di scambio.

    La sua stessa produzione musicale testimonia la sua preoccupazione per gli accadimenti dell’epoca: la sua prima opera ufficiale, l’ouverture da concerto Erasmus Montanus (1920) presenta echi di nazionalismo, ma anche elementi tipici della musica francese del tempo, quali la grande giocosità e brillantezza, il virtuosismo sentimentale, la tensione ritmica e la predilezione per la politonalità.

    Esempi di queste tendenze si ritrovano anche nella Suite dionysiaque (1924, dedicata all’ex insegnante Roussel), nelle prime due sinfonie (1925 e 1927), nelle Variazioni su un tema di Mezangeau (1926, un ottimo esempio della sua precoce e grande padronanza della strumentazione) e nel “Poème Mechanique” T-DOXC (1926, ispirato al ritmo fortemente scandito in voga all’epoca e apprezzato per i rumori meccanici, con il titolo derivato da un tipo di aereo appena introdotto in Danimarca).

    Nel 1926, invece, iniziò a lavorare al Ministero delle Finanze danese, ricoprendo il ruolo di capoufficio del 3° Ufficio Principale di Revisione Contabile (1939-1950).

    Sei anni più tardi, Riisager affontò un viaggio in Italia e in Germania, allo scopo di perfezionare le sue capacità contrappuntistiche (con Hermann Grabner) e consolidare il suo stile avvicinandosi al neoclassicismo musicale. Esempi del nuovo stile sono il Concertino (1933) per tromba e orchestra d’archi e la Sinfonia concertante (1937).

    Nello stesso periodo, si allontanò sempre più dal genere della sinfonia classicamente inteso, poiché la riteneva un retaggio dell’epoca classico-romantica e, di conseguenza, era inadeguata a rappresentare le tendenze della musica contemporanea.

    Nonostante ciò, utilizzò il termine per riferirsi a una serie di composizioni semplici e innovative, scritte tra gli anni ’30 e ’40, come la Sinfonia (1935), la Sinfonia gaia (1940), la Sinfonietta (1947), la Sinfonia concertante (1949) e la Sinfonia serena (1950).

    Accanto alla produzione orchestrale, Riisager scrisse diversi pezzi cameristici, fra i quali sei quartetti per archi, due sonate per violino, una Serenata (1936) per flauto violino e violoncello, un Concertino (1933) per cinque violini e pianoforte, due quintetti per fiati (1921 e 1927) e un quartetto per fiati (1941).

    Non scrisse molto per pianoforte solista, strumento per il quale si ricordano una Sonata (1931), En glad Trompet (1935) e una Sonatina (1951). Anche la sua produzione di musica vocale è esigua, sebbene abbia composto diverse canzoni corali e solistiche e alcuni pezzi per coro e orchestra.

    Nel suo periodo maturo, invece, il compositore si orientò verso la scrittura di musica per balletto e per il teatro. Si ricordano, in particolare, le musiche dei balletti Benzin (1930), Qarrtsiluni (1938) e Slaraffenland (1936) e le musiche per il piccolo atto unico Susanne (1950).

    Nel 1950, Riisager lasciò il suo incarico ministeriale per dedicarsi maggiormente alla composizione e, sei anni più tardi, divenne direttore dell’Accademia Reale Danese di Musica, migliorando di molto le condizioni dell’istituto.

    La sua posizione lo portò a svolgere varie attività artistico-organizzative a livello internazionale, divenendo presidente dell’Associazione dei Direttori dei Conservatori Europei (1963-1966) e della giuria di composizione del Conservatorio di Parigi. Prima ancora, era stato presidente dell’Associazione Danese dei Compositori (1937-1962).

    Fin dall’inizio della sua carriera, le sue opere furono eseguite a livello internazionale più di qualsiasi altro compositore danese e, grazie soprattutto alle musiche per il balletto Études e per l’opera La signora del mare e ai suoi grandi sforzi di organizzazione musicale, riuscì a essere apprezzato ancora maggiormente all’estero.

    Accanto alla composizione, Riisager fu un grande scrittore e, fin da giovane, scrisse parecchi articoli per giornali e riviste, non solo di argomento musicale, ma anche su questioni culturali e sociali di più ampia portata. Tra i suoi scritti letterari, si ricordano Tanker i tiden (“Pensieri del tempo”, 1952) e Det usylinge mønster (“Il modello invisibile”, 1957).

    Come personalità culturale di spicco, egli fu ampiamente influenze sulla vita musicale e culturale del suo paese e, grazie alle sue composizioni, riuscì a conferire alla musica danese un tocco caratteristico per circa mezzo secolo, più di qualsiasi altro suo connazionale.

    La sua musica, scevra da sentimentalismi, ampi melodismi e armonie brillanti, si caratterizza per la notevole vivacità e acutezza, in termini di temi, sviluppi, ritmi e strumentazione. Nonostante il suo carattere generale festoso ed estroverso, la sua musica può anche arrivare a essere abbastanza seria, senza però diventare mai pomposa.

    Dal punto di vista armonico, il compositore predilige l’impiego della politonalità, ispirandosi al primo Prokof’ev, a Stravinsky e a Milhaud.

    Sebbene si possa notare un apparente evoluzione stilistica all’interno della sua produzione musicale, in realtà nella sua musica non esiste alcun cambiamento stilistico significativo poiché il compositore rimase sempre fedele agli ideali della sua giovinezza.

    Come compositore, Riisager fu isolato nel panorama musicale danese, poiché mantenne le distanze dall’insegnamento e non volle formare una vera e propria scuola. Lui stesso si definì sempre un individualista e un’umanista desideroso che la musica e le arti potessero svilupparsi liberamente.

    Buona serata e a presto!

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