24 pensieri riguardo “Parafrasi del Jarabe tapatío

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso quest’altro excursus sulla musica popolare latino-americana, davvero un’ottima interpretazione (considerando la veneranda età del suo esecutore 😉)

    Wild viene ricordato per le sue trascrizioni di famosi pezzi di musica jazz e di musica colta, specie del repertorio tardo-romantico e di di Gershwin.

    Talento musicale precoce, iniziò la sua formazione musicale in pianoforte con Selmar Janson presso il Carnegie Institute of Technology, proseguendola successivamente con Marguerite Long, Egon Petri e Hélène Barere. Fin dall’adolescenza, accanto a questi studi, associò una vivace attività di trascrizione di musica romantica e di composizione.

    Nel 1931, invece, fu invitato dal presidente Herbert Hoover a suonare alla Casa Bianca. Anche i cinque presidenti successivi (Franklin D. Roosevelt, Harry S. Truman, Dwight D. Eisenhower, John F. Kennedy e Lyndon B. Johnson) lo invitarono spesso, facendo di lui il primo pianista a essersi esibito per sei presidenti consecutivi.

    Nel 1937, Wild iniziò a lavorare come pianista per la NBC Symphony Orchestra mentre, due anni più tardi, ebbe l’occasione di esibirsi in un recitali televisivo, divenendo il primo pianista ad avere un tale privilegio. Di quest’evento, il compositore ricordò successivamente che il piccolo studio dove suonava era così caldo a causa dei riflettori che i tasti d’avorio del pianoforte stavano iniziando a deformarsi.

    Nel 1942, Wild fu invitato dal direttore d’orchestra Arturo Toscanini a eseguire la famosa Rhapsody in Blue di Gershwin, la quale riscosse un grande successo e diede una forte spinta alla celebrità del compositore.

    Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, invece, il compositore lavorò come musicista per la Marina degli Stati Uniti, spesso viaggiando con la moglie di Roosevelt, Eleanor, impegnata a girare per il paese per sostenere lo sforzo bellico. Wild ebbe l’incarico di eseguire l’inno nazionale allo strumento come introduzione ai discorsi della First Lady.

    Poco dopo il termine del conflitto, il compositore passò alla neocostituita American Broadcasting Company, per la quale lavorò come pianista, direttore d’orchestra e compositore, rimanendo qui fino al 1968.

    Durante questo periodo, ma anche dopo, Wild si esibì per la Peabody Mason Concert Series di Boston (1952, 1968, 1971 e 1986). Le sue esibizioni altamente virtuosistiche, nonché le diverse masterclass tenute in tutto il mondo, gli fecero guadagnare ben presto rinomanza internazionale.

    Durante la sua vita, Wild continuò con entusiasmo la sua attività di trascrizione, realizzando diversi arrangiamenti virtuosistici per pianoforte di numerose composizioni dell’epoca romantica, tra cui 14 canzoni di Rachmaninoff (1981), oltre a vari pezzi di Berlioz, Chopin, Fauré, Saint-Saëns e Čajkovskij.

    Si dedicò anche alla realizzazione di varie parafrasi su pezzi del compositore americano George Gershwin, tra le quali si ricorda la Grand Fantasy on Airs from Porgy and Bess (1973), nello stile delle grandi fantasie operistiche lisztiane, la prima parafrasi per pianoforte estesa di un’opera americana. L’opera fu registrata nel 1976 ed eseguita in prima assoluta in un concerto a Pasadena il 17 dicembre dell’anno successivo.

    Da segnalare anche due serie di Virtuoso Etudes after Gershwin (1954 e 1973) – basati su canzoni di Gershwin come The Man I Love, Embraceable You, Fascinating Rhythm e I Got Rhythm – e Theme and Variations on George Gershwin’s Someone to Watch Over Me (1989).

    Tra gli altri arrangiamenti, degni di menzione sono quelli dei compositori barocchi Buxtehude, Bach (Partita per tastiera n° 1 BWV 825, scritta nello stile di Poulenc e, per questo motivo, battezzata Hommage à Poulenc) e Haendel (Aria e variazioni su “Il fabbro armonioso”). Si ricorda anche un’altra fantasia in stile lisztiano, intitolata Reminiscenze di Biancaneve (1995) e basata sulla musica del famoso capolavoro d’animazione disneyiano.

    La sua attività di trascrizione non si limitò al repertorio classico, ma si estese anche alla musica popolare (arrangiando diverse canzoni popolare americane degli anni ’20 per pianoforte) e alla musica per il film (realizzando una versione per pianoforte e orchestra delle musiche di scena del film Slaughter on Tenth Avenue (1967) del compositore Richard Rodgers).

    Come compositore, invece, scrisse varie opere originali, come il grande oratorio pasquale Revelations (1962), l’opera The Turquoise Horse (1975) per coro e percussioni (basata su un poema e una leggenda degli Indiani d’America), le Doo-Dah Variations (1992, su un tema di Stephen Foster), Camptown Races (1992) per pianoforte e orchestra e per due pianoforti (1995), nonché Adventure (1941) per pianoforte e orchestra.

    Da segnare anche un primo concerto per pianoforte (1932), il balletto Persephone (1934), la Sonata 2000 (1934) e una Suite di Danze del Ventre (2004) per pianoforte.

    Negli anni ’50, invece, si dedicò alla scrittura di diverse musiche di scena per vari film muti e di sketch operistici per gli spettacoli televisivi di Sid Caesar mentre, nel decennio successivo, scrisse le musiche per diversi documentari televisivi, commedie televisive e per l’opera teatrale off-Broadway A Stone for Danny Fisher (1960) di Harold Robbins.

    Come pianista, Wild registrò per varie etichette, come la RCA Records, per la quale incise vari pezzi di Liszt e di Gershwin. Registò anche per il Reader’s Digest, incidendo i quattro concerti per pianoforte e la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff.

    Fu anche autore di una registrazione del Concerto per pianoforte e orchestra n° 1 in Si bemolle minore di Xaver Scharwenka, da lui studiato con il suo maestro Janson. Quando, più di 40 anni più tardi, gli fu chiesto di registrarlo, Wild rispose che “Erano quarant’anni che aspettavo al telefono che qualcuno mi chiedesse di suonarlo”.

    Nel 1997, invece, fu il primo pianista a trasmettere una sua esecuzione in streaming sul web.

    Dichiaratamente ateo e omosessuale (sposato con Michael Rolland Davis), morì nel 2010 per una malattia cardiaca congestizia nella sua casa di Palm Springs, alla veneranda età di 94 anni.

    Il soggetto di questa parafrasi di Wild è la famosa Mexican Hat Dance (anche nota come Jarabe Tapatío), la danza nazionale del Messico.

    Si ritiene che alcuni suoi elementi appartengano alla zambra spagnola e al jarabe gitano, due danze molto popolari ai tempi della dominazione spagnola.

    La musica originale fu composta nel XIX secolo dal compositore Jesús González Rubio e poi fu arrangiata soltanto negli anni ’20 del Novecento, la versione più comune e tutt’oggi eseguita.

    Il suo nome deriva dalla parola Jarabe (dall’arabo xarab) – la quale significa “sciroppo” e indica la combinazione di varie musiche (sones) e danze (zapateados) messicane – e dalla parola Tapatío, la quale significa “qualcuno o qualcosa di Guadalajara”.

    È noto che, tra il XVIII e il XIX secolo, in Messico erano diffusi vari balli conosciuti come Jarabe, fra i quali il Jarabe de Jalisco, il Jarabe de atole e il Jarabe moreliano, ma il Jarabe Tapatío era il più famoso ed eseguito.

    A oggi, le origini della danza sono controverse, in quanto si pensa che sia di origini indigene o spagnole e che sia una forma di danza chiamata, in realtà, “tonadilla”. Nonostante le sue origini fumose, la danza è considerata un vero e proprio simbolo dell’identità nazionale messicana.

    Le prime testimonianze note su questa danza risalgono alla fine del XVIII secolo e affermano che, originariamente, essa era ballata da coppie femminili per evitare la disapprovazione della Chiesa. Poco prima della guerra d’indipendenza messicana, però, iniziò a essere eseguita anche da coppie miste, con un’esibizione pubblica nel 1790, tenutasi al Teatro Coliseo a Città del Messico.

    A seguito di questa esibizione, il Jarabe fu proibito dalle autorità coloniali e religiose “sotto le severe pene della scomunica, di alcuni ducati di penalità e di molte frustate, a qualsiasi persona che componga canti o balli”. Ciò perché questa danza era considerata moralmente offensiva, nonché una sfida al controllo spagnolo della regione.

    Nonostante il generale divieto, la danza non smise di essere praticate e, ben presto, si trasformò in un simbolo di protesta e di ribellione, con la gente che organizzava balli illegali nelle piazze pubbliche e nelle feste di quartiere.

    Dopo la fine del periodo coloniale, il Jarabe e altri balli conobbero grande diffusione e popolarità e, a causa del “vuoto musicale” lasciato dalla scomparsa della dominazione della musica iberica, presero vita nuove forze di musica nazionale messicana.

    Con la Rivoluzione messicana, la danza si elevò definitivamente a “danza nazionale” e si diffuse anche tra le classi più umili. Con la sua aggiunta al repertorio della ballerina russa Anna Pavlova, il jarabe conobbe rilevanza internazionale.

    Il Jarabe rimase in voga nel paese fino al 1930 circa, soprattutto nella capitale, ma tutt’oggi viene insegnato in quasi tutte le scuole elementari messicane.

    La danza rappresenta il corteggiamento di un uomo e di una donna, con quest’ultima che dapprima rifiuta le avances del primo e poi le accetta. Per la sua componente sessuale, la danza conobbe in passato la disapprovazione da parte di chi stava al potere.

    Oggi non è più vista come una danza lasciva e i ballerini sono arrivati a indossare abiti altamente rappresentativi della cultura messicana. Per le donne, l’abito tradizionale è la “China Poblana”, una combinazione di camicetta e gonna, la quale deriva il suo nome da una donna indiana giunta in Messico sul Galeone di Manila per lavorare come domestica agli inizi dell’Ottocento. Il suo abito originale è stato riprodotto e poi adattato ai costumi dello stato di Puebla, con la gonna molto ricamata e decorata con motivi patriottici.

    L’abito tradizionale maschile, invece, è il “charro”, generalmente decorato in maniera pesante con colori argento.

    A oggi, la musica viene suonata da gruppi mariachi o da gruppi che suonano solo strumenti a corda, come vari tipi di chitarre, arpe e violini. L’esecuzione prevede una camminata civettuola attorno alla tesa del cappello del partner.

    La popolarità del ballo ha segnato la sua introduzione anche nel mondo dello spettacolo e della musica colta: per esempio, è stato impiegato nella serie TV The Simpsons per fare riferimento all’Uomo Bambo (uno stereotipo di un abitante messicano), nonché nel balletto Billy the Kid del compositore statunitense Aaron Copland, affidato a una tromba solista.

    Buona giornata e a presto!

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