Danserye – III

Ancora un arrangiamento per complesso di strumenti moderni di alcune danze tratte dal Terzo libriccino di musica… (Het derde musyck boexken…) pubblicato da Tielman Susato nel 1551; questa volta si tratta di una gradevole trascrizione per banda, opera di Patrick Dunnigan. University Of Texas Wind Ensemble, dir. Jerry Junkin.

  • La Mourisque
  • Bergerette [2:09]
  • Les quatre branles [4:36]
  • Faggott [7:20]
  • Den Hoboecken dans [8:14]
  • Ronde & Salterelle [10:14]
  • Ronde & Aliud [11:53]
  • Basse danse Mon désir [13:43]
  • Pavane La Battaille [15:54]

3 pensieri riguardo “Danserye – III

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questa splendida selezione di pezzi di danza “fiamminghi”, una trascrizione davvero molto gradevole da ascoltare 😊

    Non si conosce molto della prima vita di questo compositore, compreso l’esatta località di nascita. Gli studiosi, basandosi sull’etimologia del suo cognome, ritengono che possa essere nato nell’omonima città della Westfalia o dei Paesi Bassi.

    La prima ipotesi sembrerebbe più verosimile poiché, in due sue pubblicazioni, Susato fa riferimento a sé stesso come “Tilemannus Susato Agrippinus”, alludendo al toponimo latino della città tedesca di Colonia.

    La sua data di nascita non è certa e la sua stima poggia su un documento del 1565, dove si afferma che il compositore aveva circa 50 anni (“out omtrent L jaren”). Anche le informazioni sulla sue origini non sono certe, essendovi solo poche prove che egli fosse figlio del suo omonimo (in un documento, viene citato come “Thielmanssone”, letteralmente “figlio di Thielman”).

    Basandosi su quanto affermato, si potrebbe ritenere che fosse figlio del musicista cieco Tielman dem blynden, citato in un documento che fa riferimento a una processione del Corpus Domini, tenutasi a Colonia nel 1508.

    Sulle origini di Susato vi è una certa confusione anche a causa del suo riferimento alla lingua olandese come “nostra lingua madre” nel suo primo libro di chanson olandesi (1551). Tuttavia, bisogna tenere presente che questa edizione era destinata al pubblico olandese e che, al momento della sua stampa, il compositore era residente ad Anversa da oltre vent’anni.

    Tra l’altro, nel 1561, compare anche un riferimento nel quale viene descritto come “Thielman Suzato, geboeren van Coelen” (nato a Colonia) mentre, due anni più tardi, viene citato in un carteggio come persona nata all’esterno del territorio imperiale.

    Soltanto a partire dal 1530, si iniziano ad avere notizie su di lui, in quanto compare in vari archivi della città di Anversa come calligrafo (chi scrive con bella grafia ed esercita professionalmente quest’arte) e come maestro scrittore della Confraternita di Notre-Dame. Fu anche un eccellente strumentista, con i documenti menzionanti il suo possesso di alcuni strumenti, come tromba, flauto e piffero tenore.

    Nel 1531, infatti, vi è la notizia che egli si unì al gruppo di musicisti della città, nel quale rimase fino al 1549, come suonatore di sackbut (un antico trombone risalente al XV secolo), tromba, cromorno (uno strumento a fiato rinascimentale ad ancia doppia incapsulata, conosciuto anche come cornamuto torto o storta), flauto e flauto dolce. Come strumentista, tra l’altro, suonava spesso il sackbut durante le funzioni serali della Confraternita di Notre-Dame.

    Nel 1543, Susato fondò ad Anversa la prima casa editrice musicale che utilizzava la stampa a caratteri mobili nei Paesi Bassi. Prima di ciò, la stampa musicale era realizzata prevalentemente in Italia, Francia e Germania ma, grazie al suo lavoro e a quello dei successivi Pierre Phalèse (a Lovanio) e Christopher Plantin (ad Anversa), anche i Paesi Bassi riuscirono ad affermarsi come importante centro di editoria musicale europeo.

    Due anni prima, il compositore era entrato in società con due noti stampatori di Anversa, Hendrik ter Bruggen e Willem van Vissenaken, con i quali compilò la prima raccolta musicale a essere stampata in un unico passaggio, intitolata Quatuor vocum musicæ modulationes (1542).

    Come editore, Susato pubblicò 22 libri di canzoni in due volumi, 3 libri di messe, 19 libri di mottetti in due volumi e 11 libri appartenenti a una serie intitolata Musyck Boexken, tra cui due libri incentrati sul repertorio di canzoni profane olandesi-fiamminghe, destinata a giovani cantanti in erba, distinti per modi e numero di voci.

    Sempre nel 1543, in particolare il 20 luglio, il compositore ottenne la prima licenza di stampa, della durata di tre anni. Dopo la scadenza del privilegio, si dedicò alla stampa di musica sacra, pubblicando diverse serie di messe e mottetti nel tipico stile polifonico-imitativo dell’epoca.

    Un giuramento sulla sua buona condotta cristiana, depositato il 30 giugno 1546, fa pensare che fosse sospettato di eresia. Nonostante questo scandalo, grazie alla raccomandazione del compositore di corte Benedictus Appenzeller, riuscì a ottenere un altro privilegio di stampa tre anni più tardi. Sempre nel 1549, Susato e altri suoi colleghi musicisti furono allontanati dalla città per un reato commesso durante l’ingresso solenne ad Anversa dell’imperatore Carlo V e di suo figlio Filippo.

    Accanto all’attività editoriale, con tutta probabilità Susato gestì un negozio di strumenti musicali e, tra l’altro, tentò numerose volte di collaborare con altri imprenditori in questi ambiti, ma senza successo.

    Dopo aver ceduto la sua casa editrice al figlio Jacob nel 1561, il compositore si trasferì dapprima ad Alkmaar, in Olanda settentrionale, e poi in Svezia. Si hanno notizie su di lui fino al 1570, dopodiché scompare dai registri.

    La sua migliore pubblicazione rimasero gli otto volumi di Souterliedekens del compositore Jacob Clemens non Papa, consistenti in ambientazioni dell’intero salterio e di alcuni inni in olandese, basate su melodie di canzoni popolari. Ebbero una grande diffusione nei Paesi Bassi del ‘500, influenzando diverse generazioni di musicisti e compositori successivi.

    Susato viene anche ricordato come l’autore della prima raccolta di danze strumentali mai stampata nei Paesi Bassi, ossia Het derde musyck boexken… alderhande danserye (1551), anche conosciuta semplicemente come Danserye. Si tratta di una serie di arrangiamenti omofonici e originali nella forma delle più diffuse danze dell’epoca, come allemande, gagliarde, pavane, ecc.

    Queste danze, in numero di cinquantanove, sono basate su melodie popolari del tempo e non sono destinate a organici specifici, suggerendo che le stesse venivano eseguite da qualsiasi combinazione di fiati e archi disponibile. Questa ipotesi viene avvalorata anche da una nota presente sulla raccolta stessa, la quale afferma che risulta “piacevole e appropriato da suonare su strumenti musicali di ogni tipo”.

    Spesso, le corti o le famiglie che utilizzavano queste musiche erano solerti suonare su ogni strumento avessero a disposizione o, addirittura, commissionavano le esecuzioni a qualsiasi musicista potessero ingaggiare, anche il più principiante. La maggior parte delle volte, questi strumenti venivano suonati in gruppi omogenei, detti “consort”.

    All’epoca, la danza era molto apprezzata nel paese, sia tra i membri delle classi più elevate che tra quelli delle classi più umili e, molto spesso, le persone interagivano tra di loro attraverso i balli. La musica che li accompagnava era generalmente divisa in sezioni formali distinte e ritmi chiaramente definiti.

    Gli arrangiamenti di Susato di questi pezzi di danza, anche se sembrano abbastanza improvvisati, sono molto più vicini alla musica d’arte che alle esecuzioni improvvisate molto comuni all’epoca.

    Spesso, il compositore dedicata le sue pubblicazioni a illustri cittadini di Anversa, mentre altre volte i dedicatari erano semplicemente altri compositori, come Pierre de Manchicourt e Thomas Crecquillon. Non c’è nemmeno da sorprendersi se tra i dedicatari vi sono compositori fiamminghi, come Orlando di Lasso, del quale fu uno dei primi a pubblicarne la musica.

    I suoi libri musicali, spesso in formato quarto, quarto oblungo od ottavo oblungo, rivelano che Susato possedeva due caratteri musicali, i quali impiegavano entrambi la tecnica dell’incasellamento. Il primo fu usato fino al 1551 ed è rimasto specifico della sua casa editrice, mentre il secondo è un carattere di minori dimensioni, usato anche da stampatori tedeschi, svizzeri e francesi.

    Questo equipaggiamento tipografico, piuttosto limitato, non fa stupire se esercitò la professione per meno di vent’anni. Tra l’altro, non risulta che abbia prodotto un tipo per le intavolature strumentali.

    Buona giornata e a domani!

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