Karol Kurpiński (6 marzo 1785 – 1857): VI variations per pianoforte (1814). Tomasz Lupa.
- Introduction: Maestoso
- Tema Angloise [0:16]
- Variation 1 [0:57]
- Variation 2 [1:34]
- Variation 3 [2:15]
- Variation 4 [2:56]
- Variation 5: Minore, Un poco più lento [3:57]
- Variation 6: Alla polacca [5:14]
- Episode [6:15]
- Tempo I [7:33]

Grazie Claudio, keep the good job. Scegli le date con intento commemorativo o per comodità di catalogazione?
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A dire il vero, per comodità. Fra le ultime opere che ho curato per la Utet (uscita nel 2006) v’è una cronologia della musica, dal 1000 a.C. al 2000 d.C., di cui mi avvalgo per le mie scelte. Per domani è in programma una super celebrazione dei 150 anni di Ravel 🙂
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Grazie. Aspetto Ravel!
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che meraviglia Claudio! questo Kurpiński me lo annoto, grazie!! 🙂
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Molto bene. Buona giornata, Daniela 🙂
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Buon giorno anche a te 🌞
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Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso queste splendide variazioni, davvero una ottima interpretazione! 😊
Kurpiński viene ricordato come valevole rappresentante del tardo classicismo polacco, nonché come autore della melodia della canzone militare Warszawianka 1831 roku (o La Varsovienne), scritta come sostegno della Rivolta di novembre (1830-1831). Conosciuta anche come Rivoluzione cadetta, fu una ribellione armata contro il dominio dell’Impero Russo in Polonia e in Lituania.
Nato nella famiglia dell’organista parrocchiale Marcin Kurpiński, il giovane prese le prime lezioni di musica dal padre, il quale gli insegnò a suonare l’organo e il violino e, con tutta probabilità, gli diede anche le basi della composizione.
Nel 1797, all’età di soli 12 anni, Kurpiński divenne organista presso la Chiesa di Sarnowa, dove lo zio Karol Wanski era parroco. Grazie alla vicinanza ai piccoli centri musicali del suo paese e al notevole interesse per il folklore polacco, la sua personalità creativa e il suo talento compositivo poterono svilupparsi adeguatamente.
Pur molto talentuoso come compositore, il giovane rimase sostanzialmente un autodidatta e riuscì a migliorare le sue abilità nell’ambito principalmente attraverso la conoscenza della musica degli altri compositori.
Tre anni più tardi, grazie all’intercessione dello zio violoncellista Roch Wanski, Kurpiński fu assunto come secondo violino nell’orchestra di corte dello starosta[1] di Stęgwil a Moszków Felix Polanowski. Grazie alle esecuzioni nell’ensemble amatoriale della corte, ma anche ai suoi frequenti viaggi a Leopoli, il compositore riuscì a costruirsi un ampio repertorio di musica classica.
Dopo lo scioglimento della banda nel 1808, Kurpiński si trasferì a Leopoli, lavorando come insegnante di pianoforte presso la casa del barone Ludwik Rastawiecki. Due anni più tardi, invece, il compositore si spostò a Varsavia, dove lavorò come secondo direttore dell’Orchestra del Teatro Nazionale.
Tra il 1810 e il 1820, Kurpiński sperimentò un periodo creativo molto prolifico, sia come compositore che come critico musicale. Il suo debutto compositivo avvenne il 4 dicembre 1810, con l’esecuzione di una cantata in onore di Napoleone mentre, nel maggio dell’anno successivo, riuscì a far rappresentare la sua prima opera, Due chalet. Seguirono altri tre lavori operistici, ossia Il palazzo di Luciper (1810), Le rovine di Babilonia (1812) e Martinova nel serraglio (1812).
Nel 1820, invece, il compositore iniziò a pubblicare il primo periodico musicale polacco, “Tygodnik Muzyczny” (Il Settimanale Musicale), per il quale scrisse diversi articoli inerenti l’estetica musicale e la storia della musica, ma anche varie recensioni di opere e concerti dell’epoca. Purtroppo, il periodico conobbe breve durata, in quanto dopo un anno e mezzo la mancanza di abbonati causò a Kurpiński notevoli problemi finanziari.
Tra il 1811 e il 1821, Kurpiński fu membro della Massoneria, riuscendo a raggiungere il penultimo grado di iniziazione. Fu anche legato a varie paramassonerie, divenendo direttore dell’Armonia del Grande Oriente Nazionale Polacco (1819) e membro della loggia Astrea (1819) e della Casimiro il Grande (1819-1820).
Nel 1815, invece, divenne membro della Società degli Amici della Scienza di Varsavia e, negli anni seguenti, scrisse e pubblicò diversi testi di carattere didattico, pedagogico e scientifico, tra i quali vanno ricordati Una lezione sistematica sui principi della musica per il clavicordo (1819), Principi dell’armonia dei toni (1821) e Principi dell’armonia insegnati mediante lezioni per gli amanti della musica (1844).
Degni di menzione anche i due trattati storici Wiadomości o kompozytorach polskich (“Notizie sui compositori polacchi”, 1819 – ossia il primo resoconto sulla storia della banda dei rorantisti [2] della Cattedrale di Wawel) e Krótki rys Teatru Narodowego (“Breve descrizione del Teatro Nazionale”, 1831 – ossia una descrizione della lotta nell’ambito del palcoscenico polacco per l’esecuzione del repertorio nazionale e per la conservazione dell’identità culturale locale durante l’occupazione russa).
Grazie al suo lavoro in ambito musicale e non, il compositore godette di grandissima fama all’età di soli 30 anni tanto che, nel 1819, fu addirittura coniata una medaglia d’oro in suo onore. Nello stesso anno, tra l’altro, ricevette anche la nomina a Kapellmeister della corte dello zar Alessandro I.
Accanto a quest’importante incarico, Kurpiński fu anche un rinomato direttore d’orchestra, riuscendo a dirigere quasi tutti i concerti nella capitale, tra i quali la prima assoluta del Concerto per pianoforte e orchestra in Fa minore di Chopin il 17 marzo 1830, con il famoso compositore come solista.
Durante la Rivolta di novembre (1830-1831), il compositore scrisse diverse opere su temi patriottici, nonché otto canzoni militari, tra le quali Warszawianka 1831 roku. Godendo di una grande autorità nel panorama musicale del suo paese, Kurpiński riuscì a mantenere il suo incarico di direttore del teatro d’opera anche dopo la rivolta.
La ribellione, purtroppo, portò alla chisura del Conservatorio di Varsavia e, di conseguenza, Kurpiński decise di spostare l’insegnamento in una sua scuola di canto triennale, avente sede nel locale Gran Teatro. L’istituto garantiva una formazione di elevata qualità, tanto che al suo interno si formarono i futuri interpreti dell’opera Haika del compositore polacco Stanisław Moniuszko.
Nel 1823, come borsista governativo, il compositore partì per un viaggio sul continente europeo in modo da conoscere e studiare l’organizzazione dei teatri d’opera occidentali, allo scopo di replicarne la strategia in Polonia.
Nonostante l’eccezionale popolarità della quale godeva, Kurpiński morì in solitudine nel 1857, presso una casa popolare di Varsavia.
Come compositore, egli operò a cavallo del periodo di transizione tra classicismo e romanticismo e contribuì al repertorio nazionale polacco scrivendo notevoli lavori che combinavano mezzi formali ed elementi della musica classica con elementi del folklore nazionale.
Principalmente, fu autore di opere liriche, scrivendone e mettendone in scena 27, delle quali 18 sono giunte fino a noi. Dapprima, scrisse di banali storie d’amore, su soggetti dell’opera francese ma, in un periodo successivo, passò a temi storici, folkloristici e fantastici. Ogni sua opera ha un elevato livello letterario, con libretti attentamente selezionati e scritti in rime a una nota.
Gli elementi classici della musica di Kurpiński furono mutuati dalla musica di Haydn e Mozart, la cui influenza è davvero evidente nei lavori del compositore, in particolare se si guarda ai modelli formali, alle scelte strumentali e al colore musicale. D’altra parte, però, non sfuggono all’orecchio sonorità popolareggianti tipiche di mazurke, polacche e melodie popolari su testi in lingua o dialetto polacchi.
La sua opera Krakowiacy i Górale (“Gente di Cracovia e Montanari) lo ha elevato definitivamente a compositore di musica nazionale.
Accanto all’ambito operistico, Kurpiński si affermò in ambito vocale, scrivendo diversi pezzi popolari che si distinguono per la semplicità, l’eleganza e l’orecchiabilità delle melodie. In particolare, ebbe grande successo come compositore di canzoni patriottiche, scritte in gran parte negli anni della Rivolta di novembre (1830-1831).
I riferimenti popolari si ritrovano anche nella produzione sacra e nella produzione strumentale del compositore, con forte predominio dei ritmi di polacca. In generale, le melodie di questi lavori hanno una struttura periodica (8+8 battute), mentre le polacche seguono una struttura ABA tipica del XVIII secolo.
In ambito orchestrale, invece, le polacche del compositore sono state meno apprezzate, in quanto ritenute assai schematiche e basate su formule melodico-armoniche banali, ma ciò si spiega con lo scopo utilitaristico-danzante di questi pezzi.
Nel genere concertistico, l’opera migliore di Kurpiński è il Concerto per clarinetto, pervenutoci mutilo, in quanto si è conservato solo il primo movimento. Nel genere sinfonico, invece, spiccano la sinfonia programmatica dedicata a Napoleone La battaglia di Mažaiisk, di gradevole sapore romantico.
La produzione minore del compositore, costituita da pezzi per pianoforte nei generi della variazione, della fantasia e della musica da salotto per la danza, viene considerata di grande valore artistico e paragonabile alle opere di grandi compositori polacchi come Józef Elsner, Franciszek Lessel o Maria Szymanowska.
Degna di nota è la Fantasia in Do minore, sottotitolata Un momento di sonno terribile, nella quale la costruzione del pezzo, grandemente espressivo, si basa su una trasformazione graduale della melodia sincopata introduttiva.
Come direttore teatrale, Kurpiński contribuì al miglioramento delle condizioni dei teatri del suo paese, organizzando un coro permanente, introducendo il raddoppio dei ruoli solistici e nuovi strumenti in orchestra e, infine, battendosi per l’affermazione di un repertorio nazionale. Soffermandosi molto sulla disciplina artistica (purezza dell’intonazione, strumentazione appropriata e correttezza stilistica), egli elevò molto il livello artistico dell’Opera Nazionale.
Grazie al compositore, numerosi musicisti e compositori polacchi godettero di un’eccezionale “scuola superiore” di musica, mentre l’Opera di Varsavia assunse un ruolo di educatrice del pubblico, non solo in ambito musicale, ma anche in ambito patriottico contro la politica imperalista russa.
Anche la rivista di Kurpiński svolse un importante ruolo pedagogico e, grazie ai suoi numerosi articoli, la Polonia godette di un forte sviluppo della propria teoria musicale e della propria estetica musicale. In particolare, il compositore distinse le arti in tre tipi (la musica, “l’immagine di ogni movimento ed emozione”; la pittura, “l’immagine di ogni carne” e la poesia, “l’immagine di ogni esistenza”).
Tra l’altro, il compositore diede un forte impulso alla filosofia della musica nel suo paese, cercando di dare una risposta alle domande inerenti l’essenza dell’opera lirica, la musica tradizionale, i compiti assolti dall’arte e dagli artisti.
Si ricordano anche vari suoi contributi alla vita culturale polacca, discutendo di questioni generali, filosofiche e morali, come nel libro Myśli urywkowe (“Pensieri frammentati”) e nell’opuscolo Rzut oka na moralny stan człowieka (“Uno sguardo alla condizione morale dell’uomo”), nel quale toccò i temi della reincarnazione e del fatalismo.
Nei suoi articoli musicali, infine, il compositore ha inserito silenziosamente molte conquiste del pensiero filosofico dell’epoca, per esempio la filosofia di Hegel sullo sviluppo razionale della storia, quando scrisse “il corso del tempo cambia tutto, e quindi il gusto […] la musica cambia, come sono cambiate le nazioni, i governi, le divinità e tutto ciò che c’è nel mondo”.
Per gli studiosi odierni che vogliono comprendere la società e la musica polacche della prima metà del XIX secolo, è disponibile come fonte preziosa il minuzioso diario del compositore, un resoconto dei suoi viaggi in Europa.
Note:
[1] Lo starosta è un titolo che indica uno status o una posizione di potere, ufficiale o non, utilizzato in vari paesi slavi per indicare un capo di una fazione o, più in generale, un governatore. Attualmente, il termine è impiegato per designare la figura del sindaco ma, ai tempi di Kurpiński, indicava anche un capo elettivo di una fazione di contadini.
In epoca medievale, lo starosta era il capo della comunità slava mentre, fino agli inizi del XX secolo, in Russia indicava il capo eletto dell’obščina (l’insieme delle terre coltivate in comune dai contadini). Dal XIV secolo fino alla spartizione della Polonia (1795), invece, il termine venne impiegato per riferirsi a un ufficiale reale, in tre declinazioni:
Sempre in Polonia, nella prima metà del ‘900, il termine indicò il capo amministrativo del distretto, subordinato al voivoda (un comandante militare), mentre a partire dal 1999, lo starosta divenne il capo del potere esecutivo del distretto, nonché il responsabile dell’amministrazione dello stesso.
[2] I Rorantisti erano un gruppo di persone responsabili di cantare la musica polifonica in occasione delle festività. Essi appartenevano al Collegium Rorantistarum, fondato nel 1543 dal re Sigismondo il Vecchio e avente sede presso la Cattedrale di Cracovia. Questo gruppo, composto esclusivamente da voci maschili, fu attivo fino alla seconda metà dell’Ottocento e, in conformità al suo statuto, proibiva l’uso di strumenti per le esecuzioni. Per questo motivo, in epoca barocca, esso cantava soltanto le nuove opere create nella corrente della “prima prattica”, nonché il repertorio vocale del ‘500, mentre la musica per voci e strumenti veniva eseguita dalla cappella della cattedrale, nata nel 1619.
I più remoti manoscritti sull’attività dei rorantisti sono un graduale monodico (1543) e le elaborazioni di varie parti dell’Ordinarium e del Proprium della Messa per 4 voci, scritte poco dopo. I manoscritti più tardi, invece, mostrano un ampliamento del repertorio, insieme alle modifiche nella liturgia e alla riforma tridentina. Purtroppo, tutti questi manoscritti ci sono pervenuti mutili, poiché mancano intere voci di alcuni pezzi o, addirittura, interi brani.
Buona giornata e alla prossima!
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Ciao, Pierfrancesco. Grazie di tutto e a domani 🙂
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