Buongiorno e buon sabato, caro Claudio, grazie mille di aver portato questa deliziosa toccata per organo 😊
Padovano viene ricordato come uno dei primi compositori a scrivere ricercari (un precedessore della fuga) e toccate per tastiera.
Non si conosce nulla sulla sua famiglia e, secondo una convenzione diffusa all’epoca per gli artisti, il compositore venne designato con il solo toponimo (Padova). Decise di dedicarsi all’arte organistica, forse sotto la guida di Bertoldo Sperindio, organista della cattedrale locale.
Il 30 novembre 1552, invece, Padovano successe a frate Armonio, del quale era stato supplente, come primo organista presso la Basilica di San Marco a Venezia. Qui ebbe come collega al secondo organo Girolamo Parabosco, famoso organista, scrittore e poeta piacentino dell’epoca.
All’inizio del nuovo anno, tuttavia, il compositore si ammalò e fu aiutato dai Procuratori veneziani, i quali il 12 maggio gli raddoppiarono lo stipendio, oltre a dargli le usuali gratifiche per Natale e per Pasqua. Tre anni più tardi, invece, gli stessi Procuratori lo punirono per aver “attesa la inobedienza” per la visita alla Basilica della regina di Polonia Bona Sforza.
Il 2 luglio 1557, Padovano fu giudice nel concorso per la nomina del compositore e organista Claudio Merulo al secondo organo e, circa sei anni più tardi, entrambi ricevettero un aumento di stipendio. Questo sembra indicare che il nostro era ormai diventato un musicista molto famoso, non solo come esecutore, ma anche come compositore, come testimonia la pubblicazione a Venezia de Il primo libro de Ricercari a quattro voci (1556) e de Il primo libro de Madrigali a cinque voci (1564).
Spesso, il compositore si assentava dal suo incarico, trascurando anche la cura dello strumento e, per questo motivo, il 2 novembre 1564 gli fu proibito di allontanarsi senza esplicita autorizzazione, pena una multa.
L’1 luglio, però, egli fu nominato organista presso la corte di Carlo II d’Austria a Graz e, perciò, non esitò a lasciare il suo incarico veneziano.
Presso la nuova sede di lavoro, Padovano fu uno dei maggiori rappresentanti della scuola veneziana, tanto che i suoi meriti furono ricompensati dapprima con la nomina di “obrister musicus” (1567) e poi con quella di maestro di cappella (1570).
Dopo l’edizione veneziana del Liber Motectorum quinque et sex vocum… Liber Primus (1567) e di alcuni madrigali inseriti in antologie precedenti e coeve, di Padovano si ricorda solo un’opera di rilievo, una Battaglia a otto per sonar d’Instrumenti da Fiato (1570), scritta per le nozze di Guglielmo V di Baviera con Renata di Lorena, celebrate a Monaco il 22 febbraio 1568.
Durante i festeggiamenti, in particolare alla quarta portata, si ha notizia dell’esecuzione di un altro pezzo del compositore, un brano a 12 voci, eseguito da sei viole “da brazzo”, cinque tromboni, un conrnetto e un “regale dolce”. Si presume che, per la stessa celebrazione, Padovano scrisse anche la famosa Messa a 24 voci (tre cori da otto voci), un pezzo che combinava lo stile fiammingo con quello veneziano, dando origine all’odierno effetto stereofonico.
Ancora nel 1571, una lettera dell’ambasciatore Ippolito Nuvolono (o Nuvolorno) al duca Guglielmo di Mantova, risalente al 19 settembre, ci informa dell’esistenza di un Dialogo a 7 voci scritto per lodare l’arciduca Carlo II d’Austria e la moglie Maria di Baviera. Due anni più tardi, infine, vide la luce l’ultima raccolta del compositore, il Missarum quinque vocum Liber primus…, edito sempre a Venezia.
La musicologia recente ha attribuito al compositore una notevole importanza per il suo ruolo nella storia della musica. Già il compositore, teorico musicale e liutista Vincenzo Galilei, padre del famoso astronomo e scienziato, non esitò a definirlo “mai abbastanza lodato” nel riportare alcune opere di Padovano in intavolatura per liuto nel suo Fronimo. Anche lo scrittore e musicista Pietro Della Valle non si risparmiò nell’elogiarlo, definendolo valentissimo nel “sonare solo” (cioè come organista).
Come autore di ricercari, fu responsabile non solo della creazione dei primi esempi nel genere, ma anche di un certo “revival” del canto gregoriano (molti temi da lui usati derivano da esso), accanto a una considerevole ornamentazione delle linee melodiche dei suoi pezzi. In più, diverse volte i temi usati venivano frammentati per creare uno sviluppo motivico sorprendentemente “moderno” e, con ciò, anticipò le tecniche di sviluppo del primo periodo barocco.
Come autore di toccate, invece, fu responsabile della scrittura dei primi esempi nel genere nel senso più moderno di brano improvvisativo e massicciamente ornato. Solitamente, nei suoi pezzi includeva passaggi in imitazione tra sezioni improvvisative e anche cambiamenti di metro da binario a ternario, anticipando la musica della successiva scuola veneziana.
Accanto al suo rilevante ruolo nell’ambito della musica strumentale, Padovano viene ricordato anche per essere stato il primo a eseguire nelle grandi feste della Basilica di San Marco diverse composizioni per due organi, in simultanea con il secondo organista.
Anche se questo primato non è certo, poiché già la precedente pratica strumentale “lascia ammettere l’impiego di due organi contemporaneamente” all’interno della basilica, si rileva invece l’importanza del compositore nell’ambito della scrittura di composizioni per questo organico.
Come abile contrappuntista e sulla scia della grande letteratura organistica dell’epoca, il compsitore viene ricordato come esimio valorizzatore delle infinite possibilità dello strumento, elevandolo a un maggiore effetto strumentale, avendone intuito, forse per primo così notevolmente, il fondamentale carattere architettonico.
Nei Ricercari (1588) e ne le Toccate e Ricercari per organo (1604, stampata postuma), si può vedere come la sua arte appaia chiara ed equilibrata e, guardando alla scrittura strumentale, si può notare già la tendenza a un’organicità della forma e un carattere espressivo del pezzo, caratteristiche che verranno portate all’apice dai Gabrieli, da Merulo e da Frescobaldi.
Buongiorno e buon sabato, caro Claudio, grazie mille di aver portato questa deliziosa toccata per organo 😊
Padovano viene ricordato come uno dei primi compositori a scrivere ricercari (un precedessore della fuga) e toccate per tastiera.
Non si conosce nulla sulla sua famiglia e, secondo una convenzione diffusa all’epoca per gli artisti, il compositore venne designato con il solo toponimo (Padova). Decise di dedicarsi all’arte organistica, forse sotto la guida di Bertoldo Sperindio, organista della cattedrale locale.
Il 30 novembre 1552, invece, Padovano successe a frate Armonio, del quale era stato supplente, come primo organista presso la Basilica di San Marco a Venezia. Qui ebbe come collega al secondo organo Girolamo Parabosco, famoso organista, scrittore e poeta piacentino dell’epoca.
All’inizio del nuovo anno, tuttavia, il compositore si ammalò e fu aiutato dai Procuratori veneziani, i quali il 12 maggio gli raddoppiarono lo stipendio, oltre a dargli le usuali gratifiche per Natale e per Pasqua. Tre anni più tardi, invece, gli stessi Procuratori lo punirono per aver “attesa la inobedienza” per la visita alla Basilica della regina di Polonia Bona Sforza.
Il 2 luglio 1557, Padovano fu giudice nel concorso per la nomina del compositore e organista Claudio Merulo al secondo organo e, circa sei anni più tardi, entrambi ricevettero un aumento di stipendio. Questo sembra indicare che il nostro era ormai diventato un musicista molto famoso, non solo come esecutore, ma anche come compositore, come testimonia la pubblicazione a Venezia de Il primo libro de Ricercari a quattro voci (1556) e de Il primo libro de Madrigali a cinque voci (1564).
Spesso, il compositore si assentava dal suo incarico, trascurando anche la cura dello strumento e, per questo motivo, il 2 novembre 1564 gli fu proibito di allontanarsi senza esplicita autorizzazione, pena una multa.
L’1 luglio, però, egli fu nominato organista presso la corte di Carlo II d’Austria a Graz e, perciò, non esitò a lasciare il suo incarico veneziano.
Presso la nuova sede di lavoro, Padovano fu uno dei maggiori rappresentanti della scuola veneziana, tanto che i suoi meriti furono ricompensati dapprima con la nomina di “obrister musicus” (1567) e poi con quella di maestro di cappella (1570).
Dopo l’edizione veneziana del Liber Motectorum quinque et sex vocum… Liber Primus (1567) e di alcuni madrigali inseriti in antologie precedenti e coeve, di Padovano si ricorda solo un’opera di rilievo, una Battaglia a otto per sonar d’Instrumenti da Fiato (1570), scritta per le nozze di Guglielmo V di Baviera con Renata di Lorena, celebrate a Monaco il 22 febbraio 1568.
Durante i festeggiamenti, in particolare alla quarta portata, si ha notizia dell’esecuzione di un altro pezzo del compositore, un brano a 12 voci, eseguito da sei viole “da brazzo”, cinque tromboni, un conrnetto e un “regale dolce”. Si presume che, per la stessa celebrazione, Padovano scrisse anche la famosa Messa a 24 voci (tre cori da otto voci), un pezzo che combinava lo stile fiammingo con quello veneziano, dando origine all’odierno effetto stereofonico.
Ancora nel 1571, una lettera dell’ambasciatore Ippolito Nuvolono (o Nuvolorno) al duca Guglielmo di Mantova, risalente al 19 settembre, ci informa dell’esistenza di un Dialogo a 7 voci scritto per lodare l’arciduca Carlo II d’Austria e la moglie Maria di Baviera. Due anni più tardi, infine, vide la luce l’ultima raccolta del compositore, il Missarum quinque vocum Liber primus…, edito sempre a Venezia.
La musicologia recente ha attribuito al compositore una notevole importanza per il suo ruolo nella storia della musica. Già il compositore, teorico musicale e liutista Vincenzo Galilei, padre del famoso astronomo e scienziato, non esitò a definirlo “mai abbastanza lodato” nel riportare alcune opere di Padovano in intavolatura per liuto nel suo Fronimo. Anche lo scrittore e musicista Pietro Della Valle non si risparmiò nell’elogiarlo, definendolo valentissimo nel “sonare solo” (cioè come organista).
Come autore di ricercari, fu responsabile non solo della creazione dei primi esempi nel genere, ma anche di un certo “revival” del canto gregoriano (molti temi da lui usati derivano da esso), accanto a una considerevole ornamentazione delle linee melodiche dei suoi pezzi. In più, diverse volte i temi usati venivano frammentati per creare uno sviluppo motivico sorprendentemente “moderno” e, con ciò, anticipò le tecniche di sviluppo del primo periodo barocco.
Come autore di toccate, invece, fu responsabile della scrittura dei primi esempi nel genere nel senso più moderno di brano improvvisativo e massicciamente ornato. Solitamente, nei suoi pezzi includeva passaggi in imitazione tra sezioni improvvisative e anche cambiamenti di metro da binario a ternario, anticipando la musica della successiva scuola veneziana.
Accanto al suo rilevante ruolo nell’ambito della musica strumentale, Padovano viene ricordato anche per essere stato il primo a eseguire nelle grandi feste della Basilica di San Marco diverse composizioni per due organi, in simultanea con il secondo organista.
Anche se questo primato non è certo, poiché già la precedente pratica strumentale “lascia ammettere l’impiego di due organi contemporaneamente” all’interno della basilica, si rileva invece l’importanza del compositore nell’ambito della scrittura di composizioni per questo organico.
Come abile contrappuntista e sulla scia della grande letteratura organistica dell’epoca, il compsitore viene ricordato come esimio valorizzatore delle infinite possibilità dello strumento, elevandolo a un maggiore effetto strumentale, avendone intuito, forse per primo così notevolmente, il fondamentale carattere architettonico.
Nei Ricercari (1588) e ne le Toccate e Ricercari per organo (1604, stampata postuma), si può vedere come la sua arte appaia chiara ed equilibrata e, guardando alla scrittura strumentale, si può notare già la tendenza a un’organicità della forma e un carattere espressivo del pezzo, caratteristiche che verranno portate all’apice dai Gabrieli, da Merulo e da Frescobaldi.
Buona giornata e a domani!
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Insomma: uno tosto!
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Uno dei grandi contrappuntisti barocchi, indubbiamente. Grazie, Pierfrancesco. A domani 🙂
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