5 pensieri riguardo “Bruyères

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver portato questo splendido pezzo debussiano, davvero un’ottima interpretazione! 😊

    Questo preludio è molto simile a La fille aux cheveux de lin (Libro I, n° 8) per linearità e melodicità, ma si distingue da questo per la maggiore complessità tecnica. Il suo carattere assai pacato e la sua dolce malinconia richiamano alla mente l’immagine vivida di paesaggi di brughiere tranquilli e solitari.

    La critica, addirittura, osò definirlo “il lontano cugino de La fille aux cheveux de lin” per “la sua pacifica melopea del flauto di un pastore […] che risuona nella landa silenziosa, la sua struttura pentafonica di sapore celtico, l’ondulante flessibilità, la stessa freschezza bucolica della melodia, le stesse cadenze quotidiane e la stessa armonizzazione di accordi perfetti”.

    Dal punto di vista melodico-armonico, si tratta di uno dei preludi più vicini allo stile delle precedenti opere del compositore francese, anche di un decennio prima, come la Suite bergamasque. Tra l’altro, la sua impostazione tecnico-strutturale gli attribuisce una funzione di transizione tra il quarto e il sesto preludio della raccolta.

    La sua prima esecuzione è avvenuta l’8 aprile 1913 alla Salle Érard di Parigi, da parte della pianista di origini inglesi Norah Drewett. Il pezzo è stato eseguito anche come parte dell’esecuzione integrale del secondo libro dei Préludes il 12 giugno 1913 a Londra, presso l’Aeolian Hall, da Walter Rummel. Nello stesso anno, l’editore francese Durand procedette a pubblicarne la partitura.

    Secondo il pianista e direttore d’orchestra francese Alfred Cortot, il brano evoca “la poesia agreste e familiare di un sottobosco dove il profumo penetrante della terra si unisce al sordo splendore delle macchie violacee”.

    Buona giornata e a presto!

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