La più bella del mondo

Cervino Sud Goillet
Cervino, parete sud, dal Lago Goillet (2516 m slm)

« Il Cervino è la più bella montagna del mondo », mi spiegò mio padre quando ero bambino: « a differenza di tutte le altre, da qualsiasi parte tu la guardi trova il modo di affascinarti ».
Il 14 luglio di centosessant’anni fa la più bella del mondo fu scalata per la prima volta. Incantato dalla storia di quella prima ascensione, ho provato a narrarla a modo mio. Se pensate che il racconto possa interessarvi, lo troverete qui.
Saluti alpestri 🙂

30 pensieri riguardo “La più bella del mondo

    1. Poco più di duecentocinquant’anni fa la vista delle montagne suscitava paura, sgomento e addirittura orrore, tanto che ai viaggiatori che transitavano per i passi alpini si suggeriva di chiudere le tendine alle finestre delle carrozze o addirittura, a chi viaggiava a dorso di mulo, di bendarsi gli occhi. Poi le cose sono molto cambiate se, come abbiamo visto, a metà Ottocento gli editori pagavano profumatamente gli artisti che potevano fornire loro illustrazioni di paesaggi montuosi. La diffusione della fotografia ha completato il percorso, grazie soprattutto a personalità come Vittorio Sella.
      Ho girato le Alpi in lungo e in largo e ho visto montagne bellissime, ma nessuna come il Cervino. Nelle Alpi Pennine ho ammirato per esempio il Mont Collon, che visto da Arolla (Svizzera) è meraviglioso ma da qualsiasi altro punto pare addirittura insignificante; o la Becca Rayette, che presenta una elegantissima cresta nevosa sul lato est, ma la cui sommità pare una cima modestissima se guardata dal lato opposto. Come ti dico, il Cervino è affascinante da qualsiasi parte lo guardi 🙂
      Buona giornata.

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  1. Cervinia era una meta frequente quando ero bambina, mio padre concepiva vacanza esclusivamente in montagna, dunque quella punta che nella mia fantasia sembrava temperata da chissà quale mano l’ho conosciuta presto, ho una foto che mi ritrae sulla neve ai suoi piedi lunghi… Non ho ereditato una passione folle per la montagna ma convengo che quella sagoma unica insieme al Combin, essendo visioni quotidiane per un mese di media all’anno moltiplicato per 13 anni buoni, sono diventate famigliari e motivo di bei ricordi. Lascio gli scarponi a chi è allenato davvero, mi accontento di quote più basse dove è ancora bosco. A proposito al museo della montagna c’è una mostra di Bonatti. Credo che un salto lo farò. Buona giornata Claudio
    Ps:ho letto la tua narrazione e mi chiedo perché, scrivendo così bene, non lo fai più spesso 😉

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  2. La narrazione è davvero avvincente! Complimenti per come scrivi e per l’evidente passione che vi metti: arrampichi anche tu? Conosciamo abbastanza tutta la Val d’Aosta, ma la scarsità di campeggi in alta quota ci ha reso la vita un po’ difficile (ci muoviamo in camper). Siamo stati spesso intorno al Bianco, sia in val Veny che in val Ferret, speriamo che le rocce intorno alle Grandes Jorasses non si sgretolino più, come è successo anni fa, a causa del cambiamento climatico. Ad ogni modo, le nostre maggiori frequentazioni sono le Dolomiti fassane, in cui trascorriamo la maggior parte delle nostre vacanze: a Canazei siamo di casa, da più di trent’anni. Tutto questo resoconto personale per farti capire quanto abbia apprezzato il tuo scritto.

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  3. Sul serio, sei bravo a scrivere. La tua narrazione era così avvincente che mi sono accorta di trattenere il respiro mentre descrivevi i passi più pericolosi della salita e soprattutto della discesa. Quel terribile incidente che ha funestato una così bella vittoria! Che dispiacere…
    Grazie, Claudio, per questa bella arrampicata. Io adoro la montagna.

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