Alluvione (Fabbriciani 75)

Roberto Fabbriciani (13 giugno 1949): Alluvione per flauti (1 esecutore) e suoni elettronici di Alvise Vidolin (2017). Esegue l’autore.

  1. Fantasioso sognante
  2. Alluvione
  3. Abyss II
  4. Corrente
  5. Suono sommerso
  6. Dal profondo
  7. Suono sommerso II
  8. Deflusso
  9. Fantasy Falls

Qui un articolo di Fabio Zannoni sulla composizione di Fabbriciani.

Ururashraju

 
Roberto Fabbriciani (13 giugno 1949): Glacier Ururashraju, da Glaciers in Extinction per flauto iperbasso e nastro magnetico (2005). Esegue l’autore.

« Glaciers in Extinction è un’opera suddivisa in sei momenti ciascuno dei quali realizza situazioni originali ed insieme simili, prendendo spunto da sei grandi ghiacciai tuttora esistenti.
« L’idea generale è descrivere attraverso il suono un fenomeno naturale antico e di assoluta maestà quale la glaciazione e la sua impetuosa negazione. I grandi ghiacciai, come giganti gelidi ma vivi e palpitanti si muovono, scricchiolano, rombano minacciosi e temibili all’uomo, animati da un eterno mutamento che simboleggia il divenire della vita.
« Il suono è l’assoluto protagonista dell’opera; la ricerca dell’autore scava nella materia sonora plasmando e modellando, rinnovando continuamente il percorso in una miriade di sfumature, di sottili e talvolta appena percettibili mutamenti utilizzando un’estensione che giunge ai limiti dell’udibile.
« Interessante novità lo strumento scelto –- il flauto iperbasso –- utilizzato anche per la realizzazione del nastro sempre senza alcuna trasformazione elettronica, completamente al naturale. Il flauto iperbasso è il più grande strumento della famiglia dei flauti. Roberto Fabbriciani ha progettato e sperimentato questo strumento dalle incredibili sonorità, misteriose e profonde. Le sue caratteristiche sonore, unite alle nuove tecniche di emissione sperimentate dall’interprete e alle straordinarie possibilità di esplorazione, costituiscono un universo sonoro di grande interesse: enorme il range della dinamica, che consente di passare dalle inflessioni minime del soffio e della voce alle fortissime esplosioni dei suoni percussivi e dei multifonici, le improvvise rarefazioni, le difonie vocali, l’esplorazione dei diversi piani dinamici, la ricerca di specifiche aree timbriche mai fino ad ora ascoltate » (Luisella Botteon).