Giorgio Federico Ghedini (11 luglio 1892 - 1965): Concerto dell’Albatro per voce recitante, violino, violoncello, pianoforte e orchestra (1945) su testi tratti da Moby Dick di Herman Melville (traduzione di Salvatore Quasimodo). Gordon Stanley, voce recitante; Mela Tenenbaum, violino; Dorothy Lawson, violoncello; Cameron Grant, pianoforte; Philharmonia Virtuosi, dir. Richard Kapp.
« Ricordo il primo albatro che vidi.
« Fu durante un lungo colpo di vento in acque remote nei mari antartici.
« Dopo la mia guardia franca del mattino, ero salito sul ponte coperto di nubi e là vidi, gettato sulle boccaporte di maestro, un essere regale, pennuto, di immacolata bianchezza e dal sublime romano rostro adunco.
« A intervalli esso allargava le ali immense da arcangelo, come per abbracciare qualche arca santa. Stupefacenti palpitazioni e sussulti lo scuotevano.
« Attraverso i suoi inesprimibili, stranissimi occhi mi pareva di scorgere segreti che giungevano a Dio.
« A lungo contemplai quel prodigio di penne. Non posso dire, ma soltanto far sentire, le cose che mi guizzarono allora nella mente. »

In mezzo al mare blu, per giorni e giorni, l’arrivo di un albatro è sempre un avvenimento per l’animo che solca le onde. Bel pezzo, non da mattino per il mio cuoricino.
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Sono costernato 😦
Però poi ascoltarlo in altro momento della giornata 🙂
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🤣👍🏼
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Non volevo costernare nessuno! Mi spiace.
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🙂
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meraviglioso il concerto (quel violino con note tanto alte che paiono irraggiungibili…), belle le immagini che si susseguono nel video e l’albatro che per sua apertura alare mi ha sempre dato l’impressione di essere una creatura sopravvissuta tra gli estinti della preistoria…un po’ meno simpatico il cognome dell’autore che mi ricorda l’avvocato di un politico “scorretto” (ma il compositore è vissuto prima e si salva 🙂 )
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Per fortuna, nessun legame di parentela fra il musicista cuneese e l’emaciato leguleio padovano 😉
Sul compositore c’è un aneddoto, o meglio un pettegolezzo: sembra che fosse assai poco stimato da un famoso musicologo (si dice il peccato, non il peccatore), non per ragioni artistiche, ma perché Ghedini amava raccontare barzellette sporche 😀
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😀 e che puritanooo…allora anche se non sono un musicista per le barzellette non avrebbe stimato neppure me 😉
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E’ meraviglioso!
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Capolavoro di Ghedini, un musicista ingiustamente dimenticato.
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🙏🌹🙏
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poteva solo eliminare il parlato, la musica era sufficiente. Bellissima; e le frementi ali del gabbiano mentre si aprivano erano così magnificamente accompagnate dalla musica.
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Be’, oggi si userebbero i… sottotitoli, ovvero le didascalie proiettate su uno schermo o monitor piazzato sopra l’orchestra. All’epoca la voce recitante era un medium d’uso relativamente frequente.
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