William Schuman (4 agosto 1910 - 1992): Sinfonia n. 3 (1941). New York Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Bernstein.
- Passacaglia – Fugue
- Chorale – Toccata [13:42]

William Schuman (4 agosto 1910 - 1992): Sinfonia n. 3 (1941). New York Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Bernstein.

‘ngiorno!
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Buon dì 🙂
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Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie di aver condiviso questa scoppiettante sinfonia 😊
La sinfonia fu eseguita per la prima volta il 17 ottobre del 1941 dalla Boston Symphony Orchestra, diretta da Serge Koussevitzky, dedicatario della composizione. Subito accolta calorosamente ed entusiasticamente dal pubblico americano, si sono susseguite varie esecuzioni, sempre ben accolte. Entusiasmi sono anche provenuti da Leonard Bernstein, all’epoca studente all’Università di Harvard e collaboratore della rivista Modern Music, il quale ebbe modo di affermare che era “quasi inebriante ascoltare la musica e vedere come il progresso di Schuman si manifesta nella sua Terza Sinfonia – un progresso vivace, pieno di brillantezza e ottimismo”. Nel 1960, il famoso direttore d’orchestra americano ebbe l’occasione di dirigere la sinfonia per la prima volta. Tutt’ora, il lavoro rimane uno tra i più conosciuti ed eseguiti di Schuman.
A differenza di una tradizionale sinfonia (in quattro movimenti), questa ne presenta due, ognuno dei quali è formato da due sezioni in tempo lento-veloce. Ogni sezione prende il nome di una forma tipica del periodo barocco, anche se il compositore non segue strettamente le convenzioni proprie di ognuna di queste forme.
La prima sezione (Passacaglia) inizia con calma, ricordando Bach e Brahms, amanti di questa forma. Il tema della passacaglia è esposto e ripetuto sei volte e, a ogni ripetizione, viene eseguito a un semitono più alto del precedente (da Mi a Si bemolle). Seguono quattro sviluppi liberi del tema originale, per concludere con il ritorno del tema iniziale, eseguito dai tromboni con la massima sonorità.
La seconda sezione (Fugue) viene introdotta dai corni e dai pizzicati delle viole e dei violoncelli e si sviluppa allo stesso modo della precedente, venendo ripetuta sette volte (da Si bemolle a Mi) e venendo conclusa da alcune variazioni libere del tema originale.
La terza sezione (Chorale) inizia con un contrappunto a due voci delle viole e dei violoncelli, per poi sfociare in un assolo di tromba, assumendo un sapore sempre più bachiano durante il prosieguo. La sezione assume un carattere rapsodico, conclusa dagli ottoni in sordina.
La quarta sezione (Toccata) si apre con una melodia affidata al clarinetto basso e dimostra grandemente il talento di orchestrazione del compositore, concludendosi con un favoloso crescendo.
La sinfonia è stata scritta per una grande orchestra, formata da ottavino (il quale raddoppia il flauto), 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, clarinetto in Mi bemolle, 2 clarinetti in Si bemolle, clarinetto basso, 2 fagotti, 4 corni in Fa, 4 trombe in Do, 4 tromboni, tuba, rullante, piatti, grancassa, xilofono, timpani e archi. Sono anche previsti un terzo flauto (a raddoppio del secondo ottavino), un terzo oboe, un terzo clarinetto in Si bemolle, un terzo fagotto, un controfagotto, altri 4 corni in fa e un pianoforte, tutti elencati come “opzionali, ma altamente desiderabili”
Buon proseguimento di giornata e a domani!
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Grazie, Pierfrancesco. In cambio del tuo contributo ti racconterò un aneddoto che risale a tanti e tanti anni fa. Come per tutti gli aneddoti, la sua veridicità è tutta da dimostrare.
Un giorno di primavera il direttore d’orchestra Eugene Ormandy e il compositore William Schuman passeggiano per le strade di New York chiacchierando del più e del meno. A un certo punto vedono un negozio di dischi (allora i dischi erano di vinile) e decidono di fare una scommessa. Entrano nel negozio e, senza presentarsi, si rivolgono al commesso.
“Avete la Quinta di Beethoven diretta da Ormandy?”, chiede Ormandy.
“No, mi spiace”, risponde il commesso dopo una rapida verifica, “l’abbiamo diretta da Furtwängler, da Mitropoulos, da…”
“Non mi interessa”, taglia corto Ormandy, già un po’ alterato perché ha perso la scommessa, “io voglio la Quinta di Beethoven diretta da Ormandy, e trovo scandaloso che non l’abbiate”.
“Per carità, non si arrabbi. Come le ho già detto, non disponiamo dell’articolo da lei richiesto. Ma, mi scusi, perché tiene così tanto alla Quinta diretta da Ormandy?”
“Perché io sono Ormandy”, urla Ormandy.
“Ah, capisco”, dice il commesso senza scomporsi. “E immagino che il signore accanto a lei sia Beethoven, giusto?”
“No!”, ruggisce Ormandy, “questo è Schuman!”
Ciao, buona domenica 🙂
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Un aneddoto davvero curioso, grazie per avermelo raccontato. Buona serata 🙂
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Qué maravilla. Gracias.
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