5 pensieri riguardo “Irreprehensibilis

  1. Buonasera, caro Claudio, grazie di aver condiviso questo meraviglioso e potente mottetto 😊

    Il pezzo fu composto da Bruckner l’11 agosto 1869 per la cerimonia di inaugurazione della Votivkapelle della Nuova Cattedrale di Linz, in Austria. Il compositore era già legato alla Vecchia Cattedrale, poiché vi aveva lavorato come organista tra il 1865 e il 1868.

    Già prima, il vescovo Franz-Josef Rudiger gli aveva commissionato una cantata festiva per la posta della prima pietra della nuova costruzione e Bruckner decise di comporre la cantata Preiset der Herrn (“Lode al Signore”), su testo di Maximilian Pammesberger, eseguita in prima assoluta in cantiere il 1° maggio 1862.

    Il testo del mottetto è il graduale Locus iste, parte dei canti del Proprio della messa per Kirchweih, l’anniversario della dedicazione di una chiesa. Sebbene si ritiene che il pezzo fu eseguito in occasione della dedicazione (29 settembre 1869), insieme alla prima esecuzione della Messa in Mi minore, in realtà fu eseguito un mese dopo.

    Fu il primo mottetto composto da Bruckner nella capitale austriaca. Il dedicatario dell’opera fu un certo Oddo Loilol, studente del compositore al Conservatorio di Vienna.

    Il pezzo è stato edito da Theodor Rättig a Vienna nel 1886, insieme ad altri tre mottetti del compositore, anch’essi basati su graduali: Christus factus est, Os justi e Virga Jesse.

    Il mottetto è nella tonalità di Do maggiore e in tempo comune. Il suo testo si concentra sul concetto di luogo sacro, alludendo alla storia biblica della Scala di Giacobbe, in particolare sulla seguente affermazione:

    “Certamente il Signore è in questo luogo, e io non lo sapevo” (Genesi 28:16)

    Fa anche riferimento all’episodio del rovento ardente, durante il quale viene riferito a Mosè:

    “Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo dove stai è terra santa” (Esodo 3:5)

    Il pezzo segue una forma ABA con da capo, chiusa da una coda. Viene fatto riferimento a elementi architetturali, come nella simmetria della forma e nell’uso di motivi come blocchi costruttivi.

    L’indicazione agogica iniziale è Allegro moderato e il pezzo inizia in omofonia. La ripetizione della prima battuta, la quale inizia un grado sopra, è marcata mf, confermando “a Deo factus est” più acuto e più forte, per poi procedere a una dolce ripetizione della frase.

    Il basso ricomincia a ogni “a Deo factus est”, iniziando anche la seconda linea con un nuovo motivo ascendente, marcato f e seguito dalle voci superiori in omofonia. La linea si ripete sequenzialmente un tono sopra in ff.

    Dopo una pausa di mezza battuta, il tenore inizia improvvisamente in pp la sezione centrale su una nota ripetuta, imitata da soprano e contralto. La parte del basso è assente e le voci superiori procedono cantando in cromatismo, iniziando in una tonalità indefinita. Un graduale crescendo porta a un aumento di intensità, fino ad arrivare al mf.

    Dopo un’altra pausa, sempre di mezza battuta, si ripete il primo verso e, al posto dell’ultimo “factus est”, la parola “Deo” si estende all’unico melisma della composizione.

    Buonanotte e a domani!

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