Music for a Rainy Weekend (To My Dear Friend Ashley)

Eric Whitacre (1970): Cloudburst per voce recitante, coro, pianoforte e percussione (1991-95) su testo di Octavio Paz (da El cántaro roto, adattato). Brigham Young University Singers, dir. Ron Staheli.

La lluvia,
ojos de agua de sombra,
ojos de agua de pozo,
ojos de agua de sueño.
Soles azules, verdes remolinos,
picos de luz que abren astros
como granadas.
Dime, tierra quemada, ¿no hay agua?
Hay sólo sangre, sólo hay polvo,
¿hay sólo pisadas
de pies desnudos sobre la espina?

La lluvia despierta.
Hay que dormir con los ojos abiertos,
hay que soñar con las manos,
soñemos sueños activos de río buscando su cauce,
sueños de sol soñando sus mundos,
hay que soñar en voz alta,
hay que cantar hasta que el canto eche
raíces, tronco, ramas, pájaros, astros,
hay que desenterrar la palabra perdida
recordar que dicen sangre, la marea,
la tierra y el cuerpo,
volver al punto de partida.
La lluvia.

7 pensieri riguardo “Music for a Rainy Weekend (To My Dear Friend Ashley)

  1. Dear Claudio, it’s doors and windows that are now opened and there is a transformational breeze blowing through my mind. This is beautiful, music and words.

    Today the sun shines but the music is still gorgeous. I see the deep puddles and the dripping roofs that splick-splack, pilick-plack around my house!

    Whitacre’s modern music is special, magical. Thank you. Both my sisters sing and I’m sure they would love this too.

    Here is a poem by Mary Oliver you might like:

    https://gretchenjoanna.com/2023/06/26/i-thought-the-earth-remembered-me/

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  2. Buonasera, caro Claudio, grazie di aver condiviso questo magnifico pezzo. È incredibile come semplici elementi naturali, quali l’acqua, possano essere fonti di ispirazione preziose per i compositori 😊

    Compositore statunitense, Whitacre ha avuto una fervida giovinezza musicale, studiando pianoforte, suonando in una “marching band” (una particolare formazione bandistica nata nella seconda metà del XIX secolo che realizza drill-show, ossia spettacoli di grande impatto coreografico, unendo musica, coreografia ed effetti scenici) e suonando un sintetizzatore in una band techno-pop, con il sogno di diventare una rockstar.

    Durante gli studi universitari, si è unito a un coro e, sebbene all’inizio era reticente, più avanti ha dichiarato questa esperienza fondamentale per la sua carriera musicale, definendola addirittura un punto di svolta. Sue queste parole:

    “In tutta la mia vita avevo visto in bianco e nero, e all’improvviso tutto era in uno sconvolgente Technicolor. È stata l’esperienza più trasformativa che abbia mai avuto – in quel singolo momento, sentendo la dissonanza e l’armonia, e la gente che cantava…”

    È stato a questo punto che il giovane compositore ha deciso di intraprendere un percorso musicale completo, parallelamente alla sua formazione universitaria, conseguendo una laurea in composizione musicale.

    Tra i suoi insegnanti, si ricordano Virko Baley (composizione), David B. Weiller (direzione di coro), John Corigliano e David Diamond (composizione avanzata).

    Il suo primo successo è stato il pezzo per orchestra di fiati Ghost Train (1993), il quale lo ha spinto a diventare un compositore professionista a tempo pieno.

    Nel 2011, invece, ha collaborato con il compositore cinematografico Hans Zimmer alla scrittura delle musiche del film Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare, contribuendo alla composizione del “Tema delle sirene” e dirigendo alcune sessioni corali presso gli Abbey Road Studios.

    Cinque anni più tardi, ha poi collaborato con Zimmer alla realizzazione delle musiche per il film Batman vs. Superman: Dawn of Justice.

    Tra gli altri suoi successi musicali, si segnala l’opera di teatro musicale Paradise Lost: Shadows and Wings (2007), un lavoro così straordinario da meritare i prestigiosi American Society of Composers, Authors and Publisher Harold Arien Award e Richard Rogers Award, nonché dieci nomination ai Los Angeles Stage Alliance Ovation Awards.

    La sua produzione presenta spesso sezioni aleatorie e indeterminate, nonché insolite istruzioni in partitura che coinvolgono talvolta azioni manuali od oggetti scenici.

    Il suo stile e il suo lavoro sono stati spesso indicati come “neo-impressionistici” e hanno prodotto reazioni contrastanti nella critica, la quale si è divisa nel descrivere la sua opera come “senza peso”, come “il tipo di musica che Vaughan Williams avrebbe potuto comporre nella filiale di Cambridge di Dunkin’ Donuts”, ma anche come “piena di armonie scintillanti, tremolanti e mutevoli che risvegliano l’orecchio a una voce contemporanea, ma accessibile”.

    Whitacre si è impegnato in vari progetti musicali nel corso della sua vita, tra i quali il “Coro Virtuale”, ispiratogli da un video inviatogli da una giovane ragazza newyorchese, Britlin Losee, la quale cantava uno dei suoi pezzi corali. Il progetto prevede che i cantanti registrano e caricano i loro video da tutto il mondo e ciascuno di questi prodotti viene poi sincronizzato e combinato in un’unica performance per creare il Coro Virtuale.

    La prima opera in questo genere realizzata dal compositore è stata Sleep (2009), seguita da Lux Aurumque (2009), Water Night (2012), Fly to Paradise (2013), World of Color (2013, in collaborazione con la Disney), Virtual Youth Choir (2014, in collaborazione con l’UNICEF, realizzato per la cerimonia inaugurale dei Giochi del Commonwealth di Glasgow), Deep Field (2015, scritto per lo spettacolo natalizio World Dreams al Disneyland Adventure Park della California) e Sing Gently (2020).

    Un altro suo progetto è Deep Field: The Impossible Magnitude of the Universe (2018), un film in 4k per IMAX, cinema, proiezioni in concerto con orchestra dal vivo e proiezioni per eventi artistici e scientifici, nato dalla collaborazione tra Whitacre, la NASA, lo Space Telescope Science Institute, Music Productions e 59 Productions.

    Il film è ispirato al telescopio spaziale Hubble e alla sua più grande scoperta, il Deep Field, l’immagine di una piccola regione della costellazione dell’Orsa Maggiore.

    Tra le altre sue creazioni, infine, vanno segnalate il coro degli Eric Whitacre Singers e il quartetto BCM International, il quale aspira ad “arricchire il repertorio per ensemble di fiati con musica slegata dal pensiero tradizionale o dal cliché idiomatico”.

    La sua composizione Cloudburst (1991-1995) è stata scritta su richiesta del direttore d’orchestra Jocelyn K. Jensen per il coro della scuola superiore ed è ispirata, oltre al testo di Octavio Paz, all’esperienza del compositore di assistere a un nubifragio nel deserto.

    La prima sezione del brano è a cappella e presenta vari cluster tonali dissonanti, nonché note lunghe e sostenute con un testo da pronunciare a caso da parte di ogni singolo cantante. Seguono un assolo di baritono e lo sviluppo di un nuovo tema a cappella, per concludere con un assolo incantatorio parlato e aritmico con sottofondo.

    La seconda sezione, intitolata The Cloudburst, è caratterizzata dalla presenza delle campane (nascoste al pubblico) che suonano due intere battute, dopodiché procedono a suonare a caso, mentre il coro cresce in una sezione aleatoria, identificata da un forte battito di “tuono”.

    Durante questi istanti, il coro inizia a battere le mani, a schioccare le dita e a dare colpi di coscia per imitare il suono della pioggia. Un foglio di tuono, una grancassa, dei campanelli, un piatto sospeso, dei campanelli a vento e un pianoforte contribuiscono a ricreare l’effetto di un temporale, il quale dapprima cresce in modo graduale per poi attenuarsi. Il finale rispecchia la sezione iniziale, con un coro che arpeggia con un pianoforte che lo accompagna con degli accordi.

    Nel 2001, Whitacre ha creato una versione per banda da concerto, su commissione della Indiana All-State Band.

    Buonanotte, a domani!

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