Flores apparuerunt

Francisco Guerrero (4 ottobre 1528 - 1599): Surge, propera amica mea, mottetto a 6 voci (testo: Canticum canticorum Salomonis 2:10b–13). Stile Antico.

10b Surge, propera amica mea, columba mea, formosa mea, et veni.
11 Jam enim hyems transiit, imber abiit et recessit.
12 Flores apparuerunt in terra, tempus putationis advenit.
Vox turturis audita est in terra nostra;
13 Ficus protulit grossos suos; vineae florentes dederunt odorem suum.
Surge, amica mea, speciosa mea, et veni.

Cantus firmus (soprano II): Veni, sponsa Christi.

Guerrero, Surge

6 pensieri riguardo “Flores apparuerunt

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie per aver condiviso questo splendido mottetto, davvero un’ottima ed espressiva interpretazione 😊

    Guerrero viene ricordato come uno dei polifonisti dell’eccellente triade della musica spagnola cinquecentesca, accanto a Cristóbal de Morales e Tomás Luis de Victoria.

    Compì i suoi studi musicali dapprima con il fratello Pedro e poi con il maestro di cappella Fernández de Castilleja e con il suo assistente Bernaldo de Villalba presso la cattedrale di Siviglia, dove lavorò anche come cantore per cinque anni (1542-1547).

    Dopo la partenza del fratello per l’Italia, Guerrero continuò i suoi studi di composizione con Cristóbal de Morales il quale, come affermato nella sua autobiografia, “lo guidò nella composizione della musica in modo sufficiente da poter pretendere qualsiasi tipo di insegnamento”, affermazione ripetuta in altri scritti e dediche.

    Tra il 1545 e il 1546, proseguì la sua formazione con Morales a Toledo, lavorando parallelamente come corista della Cattedrale di Jaén per tre anni.

    Dopo alcuni tentativi falliti per diventare maestro di cappella presso la Cattedrale di Malaga, nel 1554 riuscì, invece, a diventare maestro di cappella temporaneo della cattedrale di Siviglia, iniziando un’opera importante che significò per questa chiesa il periodo più brillante della sua storia musicale.

    Durante i suoi anni a Siviglia, Guerrero pubblicò una raccolta di mottetti (il primo compositore spagnolo a farlo), intitolata Sacrarum Cantionum (1555), la quale funse da modello per altri compositori spagnoli, come Rodrigo de Ceballos, Tomás Luis de Victoria, Alonso Lobo, Juan Esquivel e Nicasio Zurita.

    L’opera fu dedicata al principe Luis Cristóbal Ponce de León, duca di Arcos de Marchena. La dedica è seguita da un epigramma del tipografo in lode della musica e da altri due in lode dell’autore e della musica, firmati da certi Francisco Infante e Fernando de San Pedro.

    La raccolta è costituita da 14 mottetti a 4 voci, 18 mottetti a 5 voci e un Pater Noster a 8 voci. Queste composizioni vedono l’influenza del maestro Morales, specialmente nel Pater Noster, dove si nota il brillante sforzo del compositore di condurre quattro voci con altrettante in canone.

    Guerrero non si risparmiò di offrire le sue composizioni e le sue raccolte a varie cattedrali, soprattutto a Toledo e a Malaga: nell’agosto del 1561, ad esempio, consegnò di persona due codici delle sue opere, uno su pergamena splendidamente decorato e contenenente 16 Magnificat a 4 voci, due per ciascuno degli otto modi gregoriani, preceduto da una dedica al Capitolo di Toledo. Lo stesso libro fu dedicato, due anni più tardi, al re Filippo II.

    Il già citato libro di mottetti, insieme a una raccolta di messe, furono invece dedicati all’imperatore Carlo I, mentre un Liber primus missarum fu offerto al giovane sovrano Sebastiano del Portogallo. Quest’ultima raccolta contiene 4 messe a 5 voci (Sancta et Immaculata, In te domine, Congratulamini mihi, Super flumina Babilonis), 5 messe a 4 voci (De beata virgine, Dormendo un giorno, Inter vestibulum, Beata mater e Pro Defunctis), nonché 3 mottetti in appendice.

    Al 1570, invece, risale un altro libro di mottetti, dedicato al papa Pio V mentre, a quattro anni più tardi, risale la sua nomina definitiva a maestro di cappella di Siviglia.

    Riuscito a recarsi a Roma nell’aprile 1581, dopo un precedente tentativo fallito tre anni prima, si stabilì qui e si occupò della negoziazione della pubblicazione di un secondo libro di messe (Liber secundus missarum, 1582 – dedicato alla Madonna e a Papa Gregorio XIII (solo la messa Ecce sacerdos magnus)) e uno di vespri (Liber Vesperarum, 1584).

    Durante la sua vita, Guerrero riuscì anche a recarsi in Terra Santa, come racconta dettagliatamente nel suo libro Viage de Hierusalem (1592).

    Il testo si propone di incoraggiare un ipotetico pellegrino a compiere il viaggio e ad aiutarlo nell’impresa. Il racconto vero e proprio è preceduto da un Prologo che racconta la vita del compositore fino alla realizzazione del suo viaggio in Terra Santa.

    Durante il viaggio, Guerrero fa tappa a Venezia, allora punto di partenza per la Terra Santa, per pubblicare una raccolta di mottetti e una di villanesche. Al ritorno a Siviglia, invece, pubblicò un’altra raccolta di mottetti, dedicati a Gesù Cristo crocifisso.

    La sua seconda raccolta veneziana, denominata Canciones y villanescas espirituales (1589), supera le opere nel genere di Morales e Victoria, ma anche tutti i polifonisti cinquecenteschi dedicatisi alla scrittura di musica profana.

    L’aggettivo “spirituale” spiega il risultato dell’azione di conversione della poesia profana in poesia religiosa, “alla maniera divina”, apportando alcune modifiche al testo originale per cambiarne il significato secolare in uno spirituale.

    Gli anni successivi furono tranquilli, a parte per la spiacevole prigionia della quale fu vittima il compositore, a causa di un debito non onorato, contratto per la pubblicazione del Liber Vesperatum dedicato ai capitolari di Siviglia. Uno dei canonici della cattedrale, tal Pedro de Santander, commossosi per la sorte del compositore, ne pagò il debito e il maestro fu così liberato da ogni accusa e prosciolto dall’arresto.

    Nei suoi ultimi anni, Guerrero non smise di comporre e pubblicare, dando alla luce alcuni libri di messe e un’altra raccolta di mottetti.

    Il compositore praticò tutti i generi di musica polifonica del tempo, specialmente il mottetto e la villanesca. Accanto ai mottetti, il compositore scrisse diverse antifone mariane e salmodiche, nonché vari inni, alcuni salmi e alcune Passioni per la Settimana Santa.

    Guerrero, tra i compositori spagnoli, è quello dal più marcato temperamento ispanico e l’unico che, pur rimanendo nella Penisola Iberica, vide le sue opere diffondersi in Francia, in Italia e nelle Fiandre.

    La sua opera omina si caratterizza per unità, armonia e ordine e si inserisce perfettamente in un momento storico nel quale la polifonia spagnola era capace di sviluppare il sentimento considerato sotto varie forme e la natura lirica dei testi, in perfetta sintonia con i principi etici del misticismo iberico.

    Come compositore sacro, la sua arte contribuì notevolmente a risvegliare e rendere il sentimento religioso dei partecipanti ai riti sacri, esprimendolo attraverso un’espressione di fede religiosa sincera e sentita e tale sua opera gli valse gli appellativi di “Cantor mariano” e di “Cantor del Nazareno” per eccellenza.

    Il suo mottetto Surge, propera amica mea, in particolare, si caratterizza per la struttura in due parti, apprezzata da molti compositori dell’epoca, tra i quali Palestrina, perché permetteva di riproporre il materiale musicale con una certa simmetria. Nel mottetto, infatti, l’impostazione delle due metà segue una logica strettamente matematica.

    Il mottetto, altresì, si caratterizza per l’insolita presenta di una parte di canto a note lunghe (cantus firmus), affidata ai secondi soprani, i quali cantano un ostinato composto dalle prime cinque note della melodia associata alle parole “Veni, sponsa Christi”. Tali parole sono cantate deliberatamente contro il testo delle altre parti, consacrando così la sensualità della poesia amorosa del Cantico dei Cantici.

    Il testo poetico si incastona perfettamente con la musica, temperata dal canto disposto secondo uno stile severo, tipico della musica del secolo passato. Il mottetto inizia nella tonalità di Do maggiore, per arrivare a Fa maggiore alla fine della prima parte, mentre nella seconda parte avviene il contrario.

    Questo connubio poetico-stilistico-musicale era insolito per il periodo in cui fu scritta questa composizione e rende la meravigliosa opera musicale di Guerrero una produzione unica nel suo genere.

    Buona giornata e alla prossima!

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