Per cornetto e organo

Giovanni Battista Fontana, detto Giovanni Battista del Violino (1589 - 7 ottobre 1630): Sonata in re maggiore (pubblicata in Sonate a 1, 2, 3, per il violino, o cornetto, fagotto, chitarone, violoncino o simile altro istromento, 1641, n. 2). David Brutti, cornetto; Nicola Lamon, organo.

GB Fontana, Sonata seconda 1641

7 pensieri riguardo “Per cornetto e organo

  1. Buongiorno e buon lunedì, caro Claudio, grazie per aver condiviso questa splendida sonata 😊

    Compositore bresciano, Fontana visse “in contrada delle Gratie”, un’area vicina alla “Quadra Johannis”, il quartiere cittadino dove risiedevano i “sonadori” e i “violinai”, luogo dove avvenne la sua formazione musicale.

    Precocissimo talento violinistico, esordì alla locale Basilica di S. Maria delle Grazie, rimanendovi fino al 1608, anno nel quale si trasferì a Venezia, città all’epoca metà obbligata per numerosi musicisti bresciani.

    Nessun documento ci è giunto sul decennio veneziano di Fontana il quale, forse, ricevette importanti riconoscimenti artistici e strinse vari e profittevoli rapporti professionali, probabilmente con il violinista e compositore Dario Castello, il maggiore esponente della sonata veneziana, la cui opera è molto affine a quella di Fontana.

    Verso il 1618-1619, guardando probabilmente a migliori condizioni lavorative, il compositore si spostò a Padova, dove fu attivo “in corte del mons.r ill.mo et r.mo cardinale [Pietro] Valier vescovo di detta città”.

    Qui, a parte qualche sporadico soggiorno romano a seguito del vescovo, Fontana rimase fino alla morte, avvenuta a causa di una violenta “combustione pestifera” che colpì la città.

    La sua raccolta Sonate a 1. 2. 3. per il violino, o cornetto, fagotto, chitarone, violoncino o simile altro istromento (1641) rappresenta l’intero e unico corpus delle opere pervenuteci del compositore.

    Composta probabilmente nel decennio 1620-1630, è formata da 18 sonate, delle quali 6 per “violini solo”, 3 per “doi violini”, 3 per “violino e fagotto”, 5 per “doi violini e fagotto” e una per “tre violini”.

    Insieme a Biagio Marini, Dario Castello e Giovanni Battista Buonamente, Fontana fu tra i più autorevoli e originali esponenti della sonata protobarocca, nonché “uno dei più singolari Virtuosi c’habbia havuto l’età sua, nel toccare di Violino”.

    Stilisticamente innovative e tecnicamente audaci, le sue sonate superano gli antichi schemi della “canzon da sonar” e ciò si nota maggiormente nelle sei sonate per violino solo, dove l’unione di rapsodiche diminuzioni con elementi della monodia vocale (bassi statici, ritmi lombardi, “tremoletti”, ecc.) crea intere sezioni dalla forma libera, a metà tra stile rappresentativo (lo stile canoro delle prime opere italiane, più espressivo del normale parlato, ma non melodioso come il tradizionale canto) e stile toccatistico.

    Queste ultime sezioni, molto legate a una consolidata prassi improvvisativa, introducono brillanti e fluide sezioni in metro ternario, ma anche più rigide e convenzionali sezioni in metro binario.

    La seconda sonata, in particolare, sviluppa un caratteristico tema di chanson a note ribattute, impiegando, oltre ai mezzi tradizionali, varie figurazioni ritmiche virtuosistiche, come volate di biscrome, terzine e sestine, nonché ritmi puntati, ritmi anapestici (una successione di due note di breve durata e di una di durata più lunga) e passaggi sincopati in veloce successione.

    Questa sorprendente scrittura costituisce l’aspetto più innovativo e degno di nota dell’opera creativa di Fontana e deriva direttamente da un’attenta attività investigativa delle potenzialità fonico-articolatorie dello strumento.

    L’adozione di una scrittura fortemente idiomatica si manifesta anche in uno stile diminutivo spezzato in maniera costante da ampi salti melodici e bruschi cambiamenti di registro. Sono anche presenti “tremolo”, “groppi”, indicazioni di articolazione e numerose escursioni nelle posizioni acute che rendono la partitura pressoché inaccessibile ad altri strumenti.

    Questa maestria violinstica, mai con intenti esibizionistici, tocca uno dei massimi vertici del tempo, completando e arricchendo il discorso musicale: nelle sonate a due e a tre, ad esempio, i virtuosismi creano una struttura concertante in cui si alternano momenti imitativi, brevi sezioni solistiche dialoganti e lunghi e complessi episodi solistici.

    Tutte le sonate, melodicamente intense, propendono allo svolgimento tematico, avvalendosi di un ricco contrappunto e di eccellenti linee di basso.

    Buona giornata e a domani!

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      1. Sorry for the delay, Ashley: I had a busy day yesterday.
        The cornetto (English cornett, German Zink) is a wind instrument used from the Middle Ages to the Baroque era; it has a very distinctive timbre. Wikipedia has a very comprehensive entry about the cornett 🙂
        Have a nice day!

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        1. No problem, Claudio.

          What confused me was the Google Translation. The instrument’s translated name was spelt CORNET which of course is a brass instrument. The musician looked like he was holding the instrument like a flute but it sounded more like a clarinet. I will have to check Wikipedia for the cornett. Whilst I now recognise its medieval voice, I must learn more about its history.

          You are surely becoming my mentor in all things musical. 🙇‍♂️ Thank you dear Claudio. 🙏

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