Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): Seconda Sinfonia (1902, rev. 1910). Concertgebouworkest, dir. Michael Tilson Thomas.
- Andante moderato. Attacca:
- Allegro [5:46]
- Adagio cantabile [17:00]
- Lento maestoso [25:20]. Attacca:
- Allegro molto vivace [28:06]
Adoro questo americanissimo pasticcio (nel senso nobile, gastronomico e musicale, del termine) e la spernacchiante dissonanza che vi pone termine 

Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie per aver condiviso questa meravigliosa sinfonia-pasticcio, davvero molto originale e irriverente 😊
Ives viene ricordato come il pioniere delle moderna musica statunitense, nonché come uno dei primi compositori americani famosi a ottenere un riconoscimento a livello mondiale.
Fu anche tra i primi compositori a impegnarsi in una sistematica ricerca sperimentale, impiegando tecniche musicali come la politonalità, il poliritmo, i cluster tonali, gli elementi aleatori e i quarti di tono, nonché la dodecafonia e l’atonalità, prefigurando molte innovazioni che sarebbero state usate più ampiamente lungo tutto il corso del Novecento.
Per tutte queste sue qualità, viene spesso considerato dalla critica il principale compositore americano di musica d’arte del XX secolo.
La sua musica adotta spesso citazioni di inni e canzoni tradizionali, nonché melodie della banda cittadina durante le parate estive, la musica dei violinisti eseguita durante i balli del sabato sera, le canzoni patriottiche, le ballate sentimentali da salotto e varie melodie del compositore americano Stephen Foster.
Ives ricevette la sua prima formazione musicale dal padre George, direttore di banda, di coro, di orchestra e insegnante di musica. Con lui, il giovane Charles imparò l’armonia e il contrappunto, nonché le basi della composizione e vari strumenti (pianoforte, violino e cornetta).
Il padre fu un insegnante molto aperto e incoraggiò il figlio a sperimentare armonizzazioni bitonali e politonali, introducendolo anche alla musica di Stephen Foster.
All’età di 12 anni, il giovane iniziò a suonare il tamburo nella banda del padre mentre, due anni più tardi, divenne organista di chiesa, iniziando a scrivere vari inni e canzoni per le funzioni religiose.
A questo periodo, risalgono le sue Variazioni su “America”, scritte per un concerto del 4 luglio a Brewster, New York. Il brano, notevolmente impegnativo, fu da lui descritto come un divertimeno “pari a quello di giocare a baseball”, un commento che la dice lunga sulla sua tecnica organistica dell’epoca. Negli stessi anni, si perfezionò in organo con il compositore Dudley Buck.
Nel settembre 1894, invece, il compositore entrò all’Università di Yale, dove studiò con Horatio Parker. Qui compose in uno stile corale simile a quello del suo insegnante, scrivendo musica da chiesa e, addirittura, una canzone per la campagna elettorale di William McKinley del 1896.
A Yale, Ives fu membro delle confraternite HeBoule e Delta Kappa Epsilon, della Wolf’s Head Society e presidente del Comitato Ivy. Fu anche un assiduo giocatore di football americano e ciò influenzo la composizione di alcune sue opere, come Calcium Light Night e Yale-Princeton Football Game.
Sotto la supervisione di Parker, Ives scrisse la sua Sinfonia n° 1 come tesi di laurea e, nel frattempo, continuò a lavorare come organista di chiesa.
Durante i suoi studi, si accorse come la sua concezione musicale, assai spregiudicata e sperimentalista, mal si conciliava con quella accademica, molto legata ai modelli ottocenteschi europei, soprattutto tedeschi. Ives, a malincuore, decise così di rinunciare a fare della musica la sua professione principale, poiché riteneva di dover scendere a compromessi nel caso in cui avesse intrapreso questa carriera.
Di conseguenza, dopo la laurea nel 1898, il compositore iniziò a lavorare presso alcune compagnie assicurative, prima di fondare la propria, la Ives & Co. Nel tempo libero, invece, si dedicò alla composizione e al lavoro di organista presso la Chiesa di Bloomfield (1898-1900) e presso la Central Presbyterian Church di New York (1900-1902).
Dopo un primo “attacco di cuore ” (di origine psicologica, non fisica) nel 1907, Ives conobbe uno dei suoi periodi compositivi più fecondi, durato circa undici anni, quando subì un secondo “attacco di cuore”.
Il suo ultimo pezzo fu la canzone Sunrise (1926), l’ultima delle sue 114 canzoni, il genere nel quale il compositore scrisse di più, annoverando canzoni d’arte, canzoni giovanili e canzoni altamente dissonanti, come The Majority.
Dopo vari problemi salustici, tra i quali il diabete, nel 1930 il compositore si ritirò dall’attività assicurativa e, nonostante la maggiore disponibilità di tempo libero, non riuscì a scrivere nuova musica e, perciò, decise di rivedere la sua musica precedente, tra la quale la Concord Sonata (1947).
La sua carriera musicale iniziò quando incominciò a suonare la batteria nella band del padre da giovane. Successivamente, iniziò a pubblicare numerose canzoni, molte delle quali accompagnate dal pianoforte, unitamente a due quartetti d’archi e varie opere cameristiche e orchestrali.
Nella sua produzione, non è possibile individuare una vera e propria evoluzione stilistica, poiché fin dagli inizi fu evidente una tendenza verso la sperimentazione e la ricerca, non accompagnata però da una certa sistematicità.
La sua musica fu praticamente ignorata durante tutta la sua vita, venendo scoperta solo dopo la sua morte dalle generazioni successive.
La sua Sinfonia n° 2 (1897-1902) fu composta poco tempo dopo la sua Sinfonia n° 1, insieme ad altri lavori musicali di notevole interesse, come The Celestial Country (1899) per coro, soli, archi, ottoni e organo e From the Steeples and the Mountains (1901).
La sua prima esecuzione risale al 1951, da parte dell’Orchestra Filarmonica di New York diretta da Leonard Bernstein. La sinfonia fu accolta con grandi applausi, ma Ives reagì male (secondo quanto riferito, sputò) e preferì ascoltare il suo lavoro in una ritrasmissione radiofonica, senza partecipare personalmente al concerto.
Questa reazione, molto probabilmente, fu dovuta al fatto che l’esecuzione della composizione fu a lungo rimandata, perché Ives era stato isolato dal mondo della musica colta americana, a causa della sua tendenza a superare i confini delle strutture classiche europee in favore di paesaggi sonori che risuonavano della musica popolare del New England.
A differenza della sinfonia precedente, questa si compone di cinque movimenti, con il primo collegato al secondo e il quarto collegato al quinto, mentre il terzo è autonomo, quasi a voler rappresentare simbolicamente il nucleo della composizione, anche per la sua coesione formale. Questo lavoro, altresì, si caratterizza per la struttura più complessa e articolata e per la presenza di numerosi motivi tipici della musica popolare americana.
Il primo movimento (Andante moderato) si caratterizza per la sua brevità e per la sua fluidità, evidenziando un’ottima costruzione polifonica. Segue direttamente il secondo movimento (Allegro), più ampio e complesso, molto influenzato dalla tradizione europea, in particolare da Brahms, Beethoven e Dvořák.
Già in questi due primi movimenti, accanto a uno stile tardo-romantico, è possibile avvertire alcuni accenni di modernità, non facili da rinvenire, poiché le arditezze sono ben inserite dal compositore in un flusso musicale logico e coerente.
Il terzo movimento (Adagio cantabile) si caratterizza per la sua nobilità e solennità, nello stile di Edward Elgar. Il finale cita un motivo dell’Andante della Sinfonia n° 1 di Brahms, trasformando il tema in modo da accostarlo alla famosa canzone popolare America the Beautiful. Si può udire anche l’inciso iniziale di quattro note della Sinfonia n° 5 di Beethoven, reso con un tono completamente diverso, più ovattato e quasi mistico, similmente a una interpretazione organistica.
Il quarto movimento (Lento maestoso), annunciato brillantemente dai fiati, è un introduzione al movimento successivo (Allegro molto vivace), dove Ives usa il materiale musicale della sua opera giovanile American Woods.
Qui abbondano le citazioni, in particolare di musica popolare e di musica militare: figurano Columbia, the Gem of the Ocean (brano ripreso più volte, anche nel finale trionfante), Camptown Races (annunciato dagli ottoni come una fanfara), Bringing in the Sheaves (annunciato dagli archi) e When I Survey the Wondrous Cross (annunciato dall’orchestra).
Vi sono poi Swanee River e Ol’ Black Joe (annunciati rispettivamente dal corno e dall’orchestra e poi dal violoncello e dal flauto), ai quali segue Long, Long Ago (corno e flauto). Compare anche un riferimento alla sveglia militare (trombe) e riferimenti alle canzoni studentesche, tra le quali un vecchio ritornello di Dartmouth (Where, Oh Where are the Pea-green Freshmen?, affidato agli oboi).
La conclusione è affidata alle trombe che citano per l’ultima volta il motivo della sveglia in modo assurdamente dissonante, un omaggio del compositore al padre George e, al tempo stesso, una derisione al passato.
Tra i vari motivi udibili, vi sono anche quelli del pezzo Turkey in the Straw, nonché un passaggio (nel primo e nel quinto movimento) dell’Invenzione in Fa minore a tre parti di Bach e il motivo dell’Anelito alla Morte dell’opera Tristan und Isolde di Wagner.
Come altre composizioni di Ives, la Sinfonia n° 2 non cita per intero i vari motivi, ma li trasforma e li rimodella in temi originali, creando solo allusioni al materiale originale. L’unica eccezione è il pezzo Columbia, the Gem of the Ocean, citata per intero e quasi inalterata nel quinto movimento, come contrappunto al primo tema originale di Ives.
La prima esecuzione e le successive subirono numerose critiche per essersi prese delle libertà con la partitura, eseguendo note sbagliate, tagliando il finale e ignorando alcune delle indicazioni di tempo di Ives, nonché cambiando la strumentazione e prolungando l’accordo finale da una croma a una minima.
Al prossimo commento!
"Mi piace"Piace a 1 persona