Ives 150 – II

Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): Three Places in New England (Orchestral Set No. 1; 1903-14, rev. 1929). Ensemble Intercontemporain, dir. Matthias Pintscher.

  1. The «St Gaudens» in Boston Common (Col. Shaw and his Colored Regiment)
  2. Putnam’s Camp, Redding, Connecticut [9:45]
  3. The Housatonic at Stockbridge [16:06]



Un pensiero riguardo “Ives 150 – II

  1. Anche questo pezzo è stato molto piacevole da ascoltare 🙂

    Questa composizione è stata scritta a più riprese, poiché i primi schizzi risalgono al 1903, mentre la gran parte del materiale fu scritta principalmente tra il 1911 e il 1914, con le ultime revisioni effettuate nel 1929.

    L’opera è nota per l’uso di abbondanti citazioni e per l’impiego della tecnica della parafrasi musicale. I suoi tre movimenti seguono la sequenza preferita di Ives, ossia lento-veloce-lento, con il primo movimento di durata maggiore degli altri e l’ultimo più breve.

    La composizione, una delle più eseguite del compositore statunitense, presenta i tratti caratteristici del suo stile, con tessiture stratificate con melodie multiple, talvolta simultanee (molte sono parti di inni o marce popolari), masse di suoni (anche cluster tonali) e contasti testuali improvvisi e netti.

    Ogni “luogo” descritto nei vari movimenti è realmente esistente nel New England e ha lo scopo di far vivere all’ascoltare un’esperienza unica, come se fosse realmente sul posto. Ciò è favorito dalla parafrasi di melodie popolari americane, le quali forniscono punti di riferimento tangibili e rendono la musica accessibile, nonostante il suo cromatismo avanguardista.

    Il pezzo, in generale, vuole dipingere un quadro degli ideali, della vita e del patriottismo americani tipici degli inizi del XX secolo.

    Il materiale musicale dei vari movimenti fu prima scritto da Ives per l’opera teatrale Major John Andre, realizzata dallo zio Lyman Brewster. L’opera, però, non fu mai rappresentata, a causa della morte del suo autore.

    Agli inizi dell’autunno 1912, Ives decise di riprendere in mano ciò che aveva scritto per creare un pezzo più lungo.

    Nel 1929, il direttore della Boston Chamber Orchestra, Nicolas Slonimsky, contattò Ives per eseguire il suo nuovo pezzo, sollecitato dal compositore statunitense Henry Cowell, contemporaneo di Ives.

    In particolare, Slonimsky chiese che il pezzo venisse riadattato per un organico da camera, composto da un flauto, un oboe, un corno inglese, un clarinetto, un fagotto, due corni, due trombe, un trombone, un percussionista, un pianoforte, sette violini, due viole, due violoncelli e un basso d’archi.

    Ives fu contento per l’esecuzione della sua opera ma, a proposito della riscrittura, ebbe da lamentarsi, scrivendo sulla partitura di The Housatonic at Stockbridge: “Il pianoforte può essere usato per i fagotti in tutto… un sostituto scadente….”.

    La prima della composizione si ebbe il 16 febbraio 1930, sotto la direzione di Slominsky davanti al Comitato Americano della Società Internazionale per la Musica Contemporanea a New York. Nonostante una singola prova, il comitato rimase colpito tanto da raccomandare l’opera alla società che, sorprendentemente, la rifiutò.

    La prima esecuzione pubblica, invece, si ebbe il 10 gennaio 1931 e Ives stesso ne prese parte, finanziando il concerto. L’accoglienza fu tiepida, ma Ives si congratulò lo stesso con gli esecutori nel backstage, dicendo loro: “Proprio come una riunione cittadina – ognuno per sé. Meraviglioso come è venuto fuori!”

    Dopo questo lieve successo, Slominsky e Ives portarono l’opera a Parigi, dove fu accolta in maniera straordinaria, non solo perché era stata composta da un americano, ma anche perché la musica rappresentava davvero l’America e la sua cultura.

    L’opera divenne la prima composizione di Ives a essere pubblicata commercialmente ma, nonostante tutto, attirò pochissimo interesse fino a quando, nel 1948, fu riesumata dalla Boston Symphony Orchestra, diretta da Richard Burgin. Da lì in poi, tutte le opere cameristiche di Ives furono eseguite in versione orchestrale.

    Il primo movimento è un omaggio al Robert Gould Shaw Memorial all’angolo tra Beacon e Park Street a Boston, un monumento realizzato dallo scultore francese Augustus Saint-Gaudens in onore del 54° Reggimento del Massachusetts, il secondo reggimento interamente formato da soldati afro-americani a prestare servizio nell’esercito dell’Unione durante la Guerra Civile Americana.

    Il movimento, caratterizzato da progressioni armoniche atonali sostenenti una melodia diatonica procedente per terze minori, fu apostrofato da Ives come una “Marcia Nera”, ispirata da un’esperienza di riflessione presso il monumento. Il brano evoca immagini di una lunga e lenta marcia verso la battaglia, resa grazie all’uso di ostinati in terza minore nel basso. L’uso del cromatismo, inserito nei temi principali, fa sembrare il brano un vago ricordo degli eventi piuttosto che una vivida rappresentazione.

    Il brano raggiunge un picco dinamico prima di ritirarsi rapidamente, forse a rappresentare il destino del reggimento a Fort Wagner, passando da un ricco e pieno accordo di Do maggiore a tonalità minori.

    La melodia principale è costuita da citazioni di vecchi motivi popolari, cantati nei campi o nei salotti borghesi (Massa’s in the Cold Ground e Ol’ Black Joe) e da citazioni di canzoni patrottiche della Guerra Civile (Marching through Georgia e The Battle Cry of Freedom). Questi brani vengono parafrasati, incrociandone i motivi per creare una melodia pentatonica dalle sonorità americane, tipica di molti pezzi americani ottocenteschi. Tra gli altri prestiti, si ricordano i brani Reveille e Deep River.

    Il secondo movimento deriva da due pezzi precedenti del compositori, intitolati rispettivamente Country Band March e Ouverture & March: 1776 (entrambi del 1904). Il brano si distingue per la combinazione di varie divisioni orchestrali che suonano in opposizione, inframezzati da frasi asimmetriche e da dissonanze selvagge.

    Il Putnam’s Camp – sito a Redding, nel Connecticut – è stato dichiarato monumento storico dal legislatore nel 1887 e così chiamato in onore dell’omonimo generale che si accampò nella zona durante la stagione invernale del 1778-1779. Ives ne racconto la storia in partitura:

    “Un 4 luglio di qualche tempo fa, così si racconta, un bambino si recò qui per un picnic, organizzato sotto l’egida della Prima Chiesa e della banda musicale del villaggio. Allontanandosi dal resto dei bambini, oltrepassando il campeggio e addentrandosi nel bosco, spera di scorgere alcuni dei vecchi soldati. Mentre si riposa sul pendio di allori e lecci, le melodie della banda e i canti dei bambini si fanno sempre più flebili; quando – “mirabile dictu” – oltre gli alberi sulla cresta della collina vede una donna alta in piedi. Gli ricorda un’immagine che ha della Dea Libertà, ma il volto è dolente: sta supplicando i soldati di non dimenticare la loro “causa” e i grandi sacrifici che hanno fatto per essa. Ma i soldati escono dall’accampamento con pifferi e tamburi al ritmo di una melodia popolare del giorno. Improvvisamente si sente una nuova nota nazionale. Putnam sta arrivando sulle colline dal centro, – i soldati si voltano indietro e applaudono. – Il bambino si sveglia, sente le canzoni dei bambini e corre giù oltre il monumento per “ascoltare la banda” e partecipare ai giochi e alle danze”.

    Ives prese ampiamente in prestito varie melodie patriottiche per ricreare l’immaginario delle celebrazioni del 4 luglio. L’interpretazione, molto realistica, poco dopo l’inizio del brano diventa una marcia, nella tonalità di Si bemolle maggiore, interrotta da cromatismi e dissonanze, facendo pensare che i musicisti della banda siano dei dilettanti. Tra le melodie citate, Yankee Doodle – risolto verso la fine in maniera improvvisa e dissonante – varie marce di John Philip Sousa e Henry Clay Work, nonché musiche di George Frederick Root, di John Stafford Smith e la Cavalcata delle Valchirie di Wagner.

    Il terzo movimento fu arrangiato come canzone su versi della poesia To the Housatonic at Stockbridge di Robert Underwood Johnson, ma la musica è completamente orchestrale, caratterizzata da una stridente poliritmia degli archi, unita alle melodie degli inni Dorrnance di I. B. Woodbury e Missionary Chant di C. Zeuner.

    Il pezzo fu ispirato da una passeggiata fatta da Ives con la moglie Harmony nel giugno 1908, lungo il fiume Housatonic vicino a Stockbridge, nel Massachusetts. Ricorda Ives:

    “Camminammo nei prati lungo il fiume e sentimmo il canto lontano della chiesa dall’altra parte del fiume. La nebbia non aveva lasciato del tutto il letto del fiume, e i colori, l’acqua corrente, le rive e gli olmi erano qualcosa che si sarebbe ricordato per sempre”.

    Poco dopo, verso il 30 giugno 1908, Ives abbozzò delle idee per rendere l’atmosfera di questo paesaggio rurale, usando ostinati irregolari e quasi isoritmici nei violini per creare l’immagine della foschia e della nebbia e un corno inglese, accompagnato dalle viole, per imitare un canto proveniente da una chiesa vicina.

    In questo movimento, non sono citate melodie popolari, ma vi è solo una parafrasi degli inni Dorrnance e Missionary Chant.

    Ives ricompose il brano come canzone per voce e pianoforte, ma la versione sinfonica originale era solo strumentale. Il direttore M. T. Thomas ha poi aggiunto un coro che cantasse la melodia di Dorrnance al posto dei corni, dei fiati e degli archi inferiori quando ha registrato l’opera per la RCA. La scelta fu forse ispirata dall’uso di Ives di un coro finale nella sua Holiday Symphony.

    Ti auguro una buona serata!

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