Pezzo molto tecnico, a tratti sembra quasi uno studio. Ritmo ossessivo, con un intermezzo lievemente più cantabile. Forse descrive un bombardamento, dato l’anno di composizione. Ansiogeno, ma forse è proprio questo lo scopo.
L’ho ascoltata (in parte) e devo dire che è rapida, incalzante, come quella di Schumann. Confesso che avevo in mente Bach e la sua celeberrima Toccata e Fuga, che trovo espressiva e descrittiva, più che ansiogena, ma questo è solo il mio parere. Leggo su Wiki che, nel periodo barocco, la Toccata è tra l’altro caratterizzata da virtuosismo: forse è questo che intendi?
No, le toccate (e in genere le composizioni virtuosistiche) che possiamo definire ansiogene appartengono a un repertorio più recente.
Quello che si legge su Wikipedia a proposito della toccata è sostanzialmente corretto.
Sulla Toccata e Fuga celeberrima (BWV 565) ci sarebbe molto da dire, perché con tutta probabilità è un’opera spuria: il contrappunto è troppo povero, a tratti perfino assente, e questo non succede in nessun’altra composizione di Bach, nemmeno in quelle giovanili. Ascolta la cosiddetta Dorica (BWV 538), la differenza salta all’…orecchio.
Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questa impetuosa e inquieta toccata 😊
Sancan viene ricordato come uno dei maggiori compositori della scena musicale francese novecentesca e, grazie alla sua notevole abilità didattica, è riuscito a formare diversi notevoli esecutori, compositori e insegnanti di musica che, a loro volta, hanno influenzato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Nonostante questi successi, il suo nome oggi è pressoché sconosciuto, probabilmente a causa del limitato numero di opere oggi disponibili in commercio e alla notevole dedizione per la causa didattica, in quanto gli insegnanti tendono a essere ricordati solo dai propri studenti.
Egli riuscì a sviluppare un approccio didattico individuale per l’insegnamento pianistico, facendo riferimento alla propria esperienza di compositore, pianista e direttore d’orchestra, nonché allo studio dell’anatomia e alle tecniche pianistiche non francesi.
Nato a Mazamet, una città nel sud della Francia, trascorse la sua giovinezza a Meknès, nel nord del Marocco, studiando pianoforte all’École Municipale de Musique de Meknès con Marie Lecler. Fin da subito, mostro un grande potenziale musicale, talmente elevato che la stampa locale affermava che “aveva già un dito da uomo, una tecnica sicura e un’intelligenza nel suonare”.
Nel 1931 fu insignito del primo premio in teoria musicale, solfeggio, accompagnamento e improvvisazione, ricevendo anche una menzione speciale al concorso annuale della scuola.
Proseguì la sua formazione a Tolosa, studiando pianoforte con M.me Blanc-Durat mentre, nel 1934, entrò al Conservatorio di Parigi, dove ebbe come insegnanti Yves Nat (pianoforte), Jean Gallon (armonia), Noël Gallon (fuga), Henri Büsser (composizione), Charles Münch e Roger Désormière (direzione d’orchestra).
Durante il periodo di studi al Conservatorio, Sancan mostrò a tutti le sue grandi capacità musicali, ricevendo i primi premi in pianoforte (1937), armonia (1938), fuga (1938), accompagnamento (1939), composizione (1939) e direzione d’orchestra (1939). Qualche anno più tardi, invece, il compositore fu insignito del prestigioso Prix de Rome.
La sua produzione musicale annovera opere, balletti, colonne sonore, sinfonie, musica da camera, concerti e pezzi per strumento solista.
Il suo stile fu pesantemente influenzato dalla musica di Debussy oltre che, in misura minore, da quella di Bach, Schumann, Chopin e dal jazz. Quest’ultimo potrebbe essere collegato a un grande interesse per l’improvvisazione, evidente in particolare nelle esibizioni con il violinista e compositore Raymond Gallois-Montbrun.
La sua composizione più nota è la Sonatine (1946) per flauto, commissionatagli per il Concours du Conservatoire, in occasione dell’esame pubblico degli strumentisti all’ultimo anno di studi al Conservatorio di Parigi.
Oltre alle commissioni concorsuali, Sancan fu anche autore di varie opere pianistiche di varia difficoltà, ancora oggi usate come materiale didattico in vari conservatori di tutto il mondo.
Secondo i critici, le sue composizioni presentano influenze di altri compositori, in particolare di quelli gravitanti attorno alle scuole russa, francese e americana ma, nonostante ciò, la sua padronanza della scrittura pianistica idiomatica rimane notevole.
Le intuizioni del compositore sulla meccanica e sulla tecnica dello strumento, particolarmente evidenti in Mouvement (1946) e Caprice romantique pour la main gauche (1949), spesso costringono gli esecutori a impiegare una diteggiatura intelligente e originale per affrontare le sfide poste dalla partitura.
Nel 1956 fu nominato insegnante di pianoforte al Conservatorio di Parigi e, da questo momento in avanti, le sue esecuzioni e la composizione di nuovi pezzi da concerto diventano più sporadiche. La sua attività didattica, durata 29 anni, lo rese uno degli insegnanti più longevi nella storia dell’istituto.
Oltre all’attività di insegnamento in conservatorio, Sancan tenne uno studio privato alla Salle Pleyel, fu docente in una scuola estiva internazionale a Nizza e, infine, tenne diverse masterclass in patria e all’estero.
Il suo approccio didattico, fortemente tecnico, era personalizzato per i singoli studenti e consentiva una maggiore pienezza espressiva. Pur rimanendo fedele al valore delle influenze nella sua formazione, il suo atteggiamento ricettivo e progressista lo spinse ad allontanarsi dagli insegnamenti della tradizionale scuola pianistica francese in favore di nuove strade.
e buongiorno con fuga… 🙂
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Buon dì in ron dò 🙂
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Pezzo molto tecnico, a tratti sembra quasi uno studio. Ritmo ossessivo, con un intermezzo lievemente più cantabile. Forse descrive un bombardamento, dato l’anno di composizione. Ansiogeno, ma forse è proprio questo lo scopo.
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Le toccate per pianoforte non di rado sono ansiogene 🙂
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Ah, sì? Non lo sapevo.
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Be’, tutto è soggettivo, naturalmente. Ci sono composizioni come l’op. 11 di Prokof’ev che non mi sembra di poter definire rilassanti 🙂
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L’ho ascoltata (in parte) e devo dire che è rapida, incalzante, come quella di Schumann. Confesso che avevo in mente Bach e la sua celeberrima Toccata e Fuga, che trovo espressiva e descrittiva, più che ansiogena, ma questo è solo il mio parere. Leggo su Wiki che, nel periodo barocco, la Toccata è tra l’altro caratterizzata da virtuosismo: forse è questo che intendi?
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No, le toccate (e in genere le composizioni virtuosistiche) che possiamo definire ansiogene appartengono a un repertorio più recente.
Quello che si legge su Wikipedia a proposito della toccata è sostanzialmente corretto.
Sulla Toccata e Fuga celeberrima (BWV 565) ci sarebbe molto da dire, perché con tutta probabilità è un’opera spuria: il contrappunto è troppo povero, a tratti perfino assente, e questo non succede in nessun’altra composizione di Bach, nemmeno in quelle giovanili. Ascolta la cosiddetta Dorica (BWV 538), la differenza salta all’…orecchio.
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Ascoltata, effettivamente è molto più… bachiana di quanto sia la più celebre. Quanti ricordi, il Conservatorio, le invenzioni a due e tre voci…
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Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questa impetuosa e inquieta toccata 😊
Sancan viene ricordato come uno dei maggiori compositori della scena musicale francese novecentesca e, grazie alla sua notevole abilità didattica, è riuscito a formare diversi notevoli esecutori, compositori e insegnanti di musica che, a loro volta, hanno influenzato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Nonostante questi successi, il suo nome oggi è pressoché sconosciuto, probabilmente a causa del limitato numero di opere oggi disponibili in commercio e alla notevole dedizione per la causa didattica, in quanto gli insegnanti tendono a essere ricordati solo dai propri studenti.
Egli riuscì a sviluppare un approccio didattico individuale per l’insegnamento pianistico, facendo riferimento alla propria esperienza di compositore, pianista e direttore d’orchestra, nonché allo studio dell’anatomia e alle tecniche pianistiche non francesi.
Nato a Mazamet, una città nel sud della Francia, trascorse la sua giovinezza a Meknès, nel nord del Marocco, studiando pianoforte all’École Municipale de Musique de Meknès con Marie Lecler. Fin da subito, mostro un grande potenziale musicale, talmente elevato che la stampa locale affermava che “aveva già un dito da uomo, una tecnica sicura e un’intelligenza nel suonare”.
Nel 1931 fu insignito del primo premio in teoria musicale, solfeggio, accompagnamento e improvvisazione, ricevendo anche una menzione speciale al concorso annuale della scuola.
Proseguì la sua formazione a Tolosa, studiando pianoforte con M.me Blanc-Durat mentre, nel 1934, entrò al Conservatorio di Parigi, dove ebbe come insegnanti Yves Nat (pianoforte), Jean Gallon (armonia), Noël Gallon (fuga), Henri Büsser (composizione), Charles Münch e Roger Désormière (direzione d’orchestra).
Durante il periodo di studi al Conservatorio, Sancan mostrò a tutti le sue grandi capacità musicali, ricevendo i primi premi in pianoforte (1937), armonia (1938), fuga (1938), accompagnamento (1939), composizione (1939) e direzione d’orchestra (1939). Qualche anno più tardi, invece, il compositore fu insignito del prestigioso Prix de Rome.
La sua produzione musicale annovera opere, balletti, colonne sonore, sinfonie, musica da camera, concerti e pezzi per strumento solista.
Il suo stile fu pesantemente influenzato dalla musica di Debussy oltre che, in misura minore, da quella di Bach, Schumann, Chopin e dal jazz. Quest’ultimo potrebbe essere collegato a un grande interesse per l’improvvisazione, evidente in particolare nelle esibizioni con il violinista e compositore Raymond Gallois-Montbrun.
La sua composizione più nota è la Sonatine (1946) per flauto, commissionatagli per il Concours du Conservatoire, in occasione dell’esame pubblico degli strumentisti all’ultimo anno di studi al Conservatorio di Parigi.
Oltre alle commissioni concorsuali, Sancan fu anche autore di varie opere pianistiche di varia difficoltà, ancora oggi usate come materiale didattico in vari conservatori di tutto il mondo.
Secondo i critici, le sue composizioni presentano influenze di altri compositori, in particolare di quelli gravitanti attorno alle scuole russa, francese e americana ma, nonostante ciò, la sua padronanza della scrittura pianistica idiomatica rimane notevole.
Le intuizioni del compositore sulla meccanica e sulla tecnica dello strumento, particolarmente evidenti in Mouvement (1946) e Caprice romantique pour la main gauche (1949), spesso costringono gli esecutori a impiegare una diteggiatura intelligente e originale per affrontare le sfide poste dalla partitura.
Nel 1956 fu nominato insegnante di pianoforte al Conservatorio di Parigi e, da questo momento in avanti, le sue esecuzioni e la composizione di nuovi pezzi da concerto diventano più sporadiche. La sua attività didattica, durata 29 anni, lo rese uno degli insegnanti più longevi nella storia dell’istituto.
Oltre all’attività di insegnamento in conservatorio, Sancan tenne uno studio privato alla Salle Pleyel, fu docente in una scuola estiva internazionale a Nizza e, infine, tenne diverse masterclass in patria e all’estero.
Il suo approccio didattico, fortemente tecnico, era personalizzato per i singoli studenti e consentiva una maggiore pienezza espressiva. Pur rimanendo fedele al valore delle influenze nella sua formazione, il suo atteggiamento ricettivo e progressista lo spinse ad allontanarsi dagli insegnamenti della tradizionale scuola pianistica francese in favore di nuove strade.
Buona giornata e a presto!
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Ciao, Pierfrancesco, e grazie. A domani!
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mamma mia, ho dovuto scorrere parecchio per arrivare allo spazio dei commenti… Ma ce l’ho fatta!
E allora…
BUON POMERIGGIO CLAUDIO!
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Buona sera e buona notte 🙂
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This is more like “delirium” 😉
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😄
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