18 pensieri riguardo “Allegro passionato

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille per aver condiviso questo meraviglioso trio con pianoforte😊

    Figura minore della scena romantica russa, Grechaninov viene ricordato soprattutto per le sue composizioni corali e per i numerosi arrangiamenti di canzoni popolari. Stilisticamente, la sua musica non si discosta dall’estetica nazionalista del Gruppo dei Cinque, qualificandosi così come un suo tardivo continuatore. Nel complesso, la sua opera si inserisce in una fase di transizione nella storia della musica russa.

    Figlio di commercianti, ebbe un percorso scolastico travagliato, riuscendo a completare solo cinque classi del ginnasio per poi abbandonare gli studi, rimanendo a casa per i successivi cinque anni.

    Si approcciò alla musica piuttosto tardi, verso i quattordici anni, quando vide per la prima volta un pianoforte, strumento sul quale riuscì a suonare, piuttosto timidamente, il suo primo brano, una Litania.

    Questo suo incontro tardivo con la musica rimane molto difficile da spiegare poiché, come ricorda il compositore stesso nella sua autobiografia, i suoi genitori conoscevano e praticavano attivamente la musica, in quanto la madre si dilettava nel cantare romanze, mentre il padre apprezzava la musica da chiesa. Per di più, anche i figli furono cresciuti con quest’interesse, facendoli cantare nel coro della chiesa del ginnasio, ma anche come solisti. Addirittura, vi era anche un diacono-ginnasta in casa e, insieme al padre, Grechaninov cantava già in tenera età canzoni di chiesa a due voci.

    Nel 1881, il giovane entrò al Conservatorio di Mosca, dove ebbe come insegnanti Nikolai Kashkin (pianoforte), Herman Laroche, Nikolai Hubert e Sergei Taneyev (contrappunto). Quest’ultimo, notando l’inclinazione del giovane nella composizione, gli diede delle lezioni gratuite nella materia.

    Durante questo periodo, Grechaninov scrisse una dozzina di romanze, le quali lo resero subito famoso. La più famosa di queste, la Ninna Nanna su testo di Lermontov, divenne un famoso pezzo da concerto e gli valse la denominazione di “compositore della famosa Ninna Nanna”.

    Nel 1890, invece, si diplomò ai corsi pedagogici del Conservatorio di Mosca, nella classe di Vasilij Safonov. Proseguì poi la sua formazione a San Pietroburgo, dove la scuola di insegnamento della composizione libera era molto più sviluppata, studiando composizione con Nikolai Rimsky-Korsakov.

    Dopo essersi diplomato, presentando come lavoro finale la cantata Samson, Grechaninov ritornò a Mosca, dove lavorò come insegnante presso la Scuola di Musica delle sorelle Gnesin e come direttore del coro dei bambini alla scuola pubblica di T. L. Berkman.

    Nel frattempo, continuò a comporre, scrivendo un Quartetto per archi in Sol diesis maggiore, insignito del premio della Società di Musica da Camera di San Pietroburgo. Questo lavoro, insieme alle romanze precedenti, vede l’influenza di Rimsky-Korsakov e di Tchaikovskij, dalle cui opere Grechaninov era stato attrato fin da giovanissimo.

    Le opere del compositore più “kuchka” (ossia più vicine alla sensibilità artistica del Gruppo dei Cinque) furono le prime due sinfonie e l’opera Dobrynya Nikitich (1896-1902).

    Quest’ultima fu ben accolta dal suo ex maestro Rimsky-Korsakov, il quale espresse parole di lode nei confronti di Grechaninov, dicendogli di essere “deliziato dall’opera e di considerarla un buon contributo alla musica lirica russa”.

    Messa in scena nel 1903 al Teatro Bolshoi, l’opera fu accolta con scarso entusiasmo, a causa del suo massiccio tradizionalismo non al passo con le ultime tendenze musicali.

    Il compositore, però, non era interessato ad aprirsi alle ultime novità, ma a scrivere musica accessibile al pubblico generalista – non musica banale per la “nobiltà”, ma musica d’arte. Vi riuscì, divenendo ben presto uno dei compositori più popolari tra chi aveva un buona cultura musicale.

    La sua vicinanza ai gusti del pubblico lo portò anche a scrivere musica corale – all’epoca scarsamente diffusa, in quanto si preferiva maggiormente la musica vocale – musica spirituale e musica per bambini, altri due campi dove i contributi erano quasi assenti.

    Grechaninov si interessò anche alla musica popolare, raccogliendo ed elaborando numerose canzoni popolari russe, bielorusse, tatare, bashkir e altre. Per diverso tempo, fu un attivo membro della Commissione Musicale ed Etnografica dell’Università di Mosca e, dal 1903, ne divenne vicepresidente.

    Dal 1910, invece, iniziò la sua carriera concertistica, esibendosi insieme a cantanti che eseguivano i suoi pezzi vocali, soprattutto canzoni e romanze.

    La sua vita musicale, però, non fu sempre così tranquilla e rosea: per esempio, la sua seconda opera teatrale, Suor Beatrice (1912), suscitò grande scandalo a causa dell’apparizione della Santa Vergine che cantava sul palco e, di conseguenza, fu proibita e censurata per la trattazione non canonica di tematiche bibliche.

    Tra i musicisti russi del primo Novecento, Grechaninov fu qualificato come un tradizionalista moderato, ma questa sua moderazione non si riferiva affatto al suo stile musicale – molto più retrogrado del suo autore – ma alla naturale socievolezza e alla scortesia del suo carattere.

    Dopo la rivoluzione del 1917, il compositore lavorò come direttore d’orchestra e pianista, nonché come direttore di cori per bambini ma, a causa delle crescenti tensioni post-belliche, ben presto fu costretto a emigrare, spostandosi dapprima a Parigi e poi a New York.

    Come molti altri compositori russi emigrati, le sue composizioni furono estromesse dal contesto concertistico-culturale e ciò fu favorito molto anche dalla portata ortodossa e cristina di gran parte della sua produzione.

    La sua produzione annovera 59 opere numerate, più altre 8 opere non numerate e altre 6 opere non pubblicate. Si ricorda anche un libro di memorie, dal titolo La mia vita musicale (1934).

    I generi per i quali scrisse maggiormente furono la musica vocale e quella corale – con più di 100 romanze e varie decine di cori a cappella. Tale produzione è caratterizzata da uno stile omofonico, privo di tessiture complesse e di contrappunti.

    Rilevanti sono anche le sue raccolte e i cicli di canzoni infantili – molto simili alle canzoni popolari per materiale e intonazione e continuatri della tradizione musicale di Lyadov – come il ciclo di sei canzoni Ai dudu (1903), la raccolta di venti canzoni popolari russe Il gallo seduto sulla porta (1906) e il ciclo di dieci canzoni Fiocchi di neve (1907).

    Tra le opere corali profane, invece, si ricordano l’Inno al lutto, Madre Russia e In memoria dei caduti per la libertà.

    Grechaninov scrisse anche varie opere per bambini, oltre a cinque sinfonie, diverse opere orchestrali, quattro quartetti, vari pezzi per pianoforte e numerosi arrangiamenti di canzoni popolari per organici cameristici e corali.

    Nel campo della musica ecclesiastica, Grechaninov fu un grande innovatore, scrivendo opere spirituali puramente ortodosse dalla scrittura fortemente audace e originale. Si ricordano anche ottime opere spirituali in stile libero, coinvolgenti l’organo, uno strumento all’epoca estraneo alla musica sacra russa, ma molto apprezzato dal compositore.

    Nei suoi cori spirituali, in particolare, Grechaninov unisce l’antico stile del canto corale russo (Znamenny) con elementi della musica popolare e folcloristica.

    Durante il periodo parigino e statunitense, infine, il compositore scrisse anche varie messe e mottetti di impostazione cattolica, nonché cori protestanti su testi inglesi.

    Il suo Trio n° 1 fu dedicato al compositore russo Sergei Taneyev e si caratterizza per il suo stile “russo”, per non dire tchaikovskiano. Il primo movimento è in forma sonata, con un primo tema agitato e un secondo tema più tranquillo, nella tonalità relativa di Mi bemolle maggiore. Lo sviluppo vede una modulazione alla remota tonalità di Do bemolle maggiore, con un approfondita elaborazione del materiale precedente prima di ritornare alla tonalità di Do minore.

    Una transizione in Si bemolle maggiore introduce il secondo movimento, aperto da un bel tema in La bemolle maggiore affidato al violino. Dopo una notevole elaborazione tematica, la musica modula a Re bemolle maggiore per poi, infine, concludere brevemente nella tonalità iniziale.

    Il terzo movimento inizia in Do minore e qui si può notare in maniera più evidente l’influenza di Rachmaninov, in particolare per il finale del suo Concerto per pianoforte e orchestra, più volte citato. La conclusione è affidata a un tema “infuocato”.

    Buona giornata e alla prossima!

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        1. Traduttore dal russo? L’espressione originale in lingua russa e caratteri cirillici è Могучая Кучка , dove il primo termine è un aggettivo e significa appunto “possente”. Кучка è diminutivo di куча, che vale “mucchio”; quindi кучка = “mucchietto”.
          A proposito di diminutivi russi: вода (voda) significa “acqua”, ergo водка (vodka) = “acquetta” 😉

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          1. Un’acquetta piuttosto alcolica, questa vodka 🙂. Comunque sì, era un traduttore dal russo. Si chiama DeepL – non so se lo conosci – ed è un traduttore multilingua che fornisce, a differenza di altri traduttori online (tra cui quello di Google), una traduzione piuttosto naturale e non meccanica, riuscendo a tradurre in maniera corretta anche espressioni piuttosto idiomatiche. In questo caso, però, è caduto in errore, perché ha fatto riferimento alle parole “The Mighty Handful” e ha provveduto a tradurle letteralmente. A quanto pare, il traduttore è a digiuno di musica 🙂. Ti rinnovo la buona serata!

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          2. Sì, è a digiuno di storia della musica 🙂
            Se hai consultato la voce di Wikipedia sul Gruppo dei Cinque avrai anche saputo che fu il critico Vladimir Vasil’evič Stasov a coniare quella che sarebbe poi divenuta la denominazione originale.
            Buona serata anche a te!

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