Antoine Busnois (c1430 - 6 novembre 1492): Anima mea liquefacta est, mottetto a 3 voci su testo tratto dal Cantico dei cantici (V:6-8). Capella Sancti Michaelis.
Anima mea liquefacta est, ut dilectus locutus est.
Quaesivi et non inveni illum; vocavi et non respondit mihi.
Invenerunt me custodes civitatis, percusserunt me et vulneraverunt me.
Tulerunt pallium meum custodes murorum.
Filiae Hierusalem, nuntiate dilecto quia amore langueo.

Excellent music, I love this style!!!
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Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo delizioso mottetto 😊
Questo pezzo è un’anomalia tra le opere del famoso compositore franco-fiammingo con testo in latino: il mottetto, scritto per sole tre voci, è strutturato nella forma di una chanson modificata, con una voce superiore a una coppia incrociata di voci inferiori nello stesso registro. Nelle opere profane di Busnois, solo i rondeaux Bel acueil e A vous sans aultre adottano la stessa insolita parità vocale.
Un’altra pecularità del mottetto è la sua politestualità, il che lo rende l’unico caso all’interno della produzione sacra del compositore. La voce più bassa è strutturata su un cantus firmus – il Responsorio mariano Stirps Jesse (testo tratto da Isaia 11, 1-2), mentre le altre due voci presentano il testo Anima mea liquefacta est.
Anche la voce superiore parafrasa il responsorio, ponendo particolare enfasi sul neuma finale di questo canto, un segmento testuale spesso utilizzato come tropo autonomo per il Benedicamus. Questo momento particolare è reso da Busnois attraverso trasformazioni mensurali della voce, probabilmente in riferimento a una famosa messa sullo Spiritus almus di un certo Petrus de Domarto.
Entrambi i testi – Stirps Jesse e Anima mea liquefacta est – erano adoperati dalla liturgia cattolica per le maggiori feste mariane e, più comunemente, per le antifone dei vespri o per i canti processionali dedicati alla vergine.
L’uso liturgico parigino conteneva entrambi questi testi nei riti dei Primi Vespri della Festa dell’Assunzione e, poiché i collaboratori di Busnois a San Martino di Tours e alla corte borgognona si attenevano a questa liturgia, è molto probabile che il compositore abbia scritto il mottetto per i vespri di questa celebrazione.
Tuttavia, la presenza del mottetto in una grande antologia manoscritta borgognona – scritta per commemorare il matrimonio del 1468 tra il duca Carlo il Temerario con Margherita di York, in una data vicina alla Festa dell’Assunzione – ha portato a suggerirne la composizione per questo matrimonio.
Un’ultima ipotesi, infine, vede l’opera legata alla morte nel 1445 della regina Margherita di Scozia, moglie del Delfino di Francia, per i riferimenti alla particolare degradazione dell’Amante e all’ansia da procreazione presenti nel testo.
Buona giornata e a domani!
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Molto molto bene, Pierfrancesco. Buon pomeriggio, a domani 🙂
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stupendo!
Buon pomeriggio Claudio!
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Sì 🙂
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Beautiful information.❣️🙏❣️
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🙂
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🌹🙏🌹
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