Viktor Stepanovič Kosenko (23 novembre 1896 - 1938): Passacaglia in sol minore con 38 variazioni, n. 10 degli 11 Studi in forma di antiche danze per pianoforte op. 19 (1927). Anastacia Tolstonog.

Viktor Stepanovič Kosenko (23 novembre 1896 - 1938): Passacaglia in sol minore con 38 variazioni, n. 10 degli 11 Studi in forma di antiche danze per pianoforte op. 19 (1927). Anastacia Tolstonog.

Buona giornata. Mi è piaciuto. Bravissima la pianista. E’ famosa?
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Che brava!!!
Felice sabato, Claudio 💗
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Grazie, Luisa, altrettanto a te 🙂
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😊😊😊
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Andante con grandezza è nuovo, per me. Ma io sono un po’a terra, musicalmente. Bello.
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Lieto che ti sia piaciuto. Buona serata 🙂
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Marvellous music for this morning and what a voice the piano has, deep and vibrant!
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I’m very glad you enjoyed it. Good evening, Ashley 🙂 🙋🏻♂️
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Buon pomeriggio e buon sabato, caro Claudio, grazie mille per aver condiviso questa deliziosa passacaglia ☺️
Compositore di origini ucraine, Kosenko nacque a San Pietroburgo e trascorse la sua infanzia a Varsavia, dove ebbe modo di approcciarsi alla musica ascoltando le esecuzioni di famosi musicisti come Fritz Kreisler, Ferruccio Busoni e Pablo Casals.
Oltre a ciò, sua madre Leopolda suonava da dilettante il pianoforte, cantava e componeva e, di conseguenza, il giovane poté crescere ascoltando canzoni popolari russe e ucraine e composizioni di Chopin e di Brahms, sue future fonti di ispirazione.
Già all’età di cinque anni, Kosenko era in grado di comporre al pianoforte melodie ascoltate in casa, essendo dotato di orecchio assoluto e di una buona memoria musicale, nonché di un’eccellente capacità di improvvisazione.
Quattro anni più tardi, era addirittura in grado di suonare a memoria la Sonata n° 8 in Do minore “Patetica” di Beethoven, eseguita in casa durante le esercitazioni di pianoforte della sorella maggiore Maria. Fu proprio quest’ultima a impartire al fratello minore le prime lezioni dello strumento.
Nel 1905, invece, Kosenko iniziò i suoi studi musicali formali, studiando privatamente pianoforte con un certo Yudytskiy e, in seguito, con Alexander Michałowski.
Nell’estate del 1914, il giovane si preparava a essere ammesso come studente di pianoforte al Conservatorio di Varsavia ma, a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale, lui e la sua famiglia dovettero spostarsi a San Pietroburgo.
Nonostante ciò, l’anno successivo riuscì a essere ammesso alla classe di pianoforte del Conservatorio di San Pietroburgo, stupendo i membri della commissione giudicatrice per la sua grande capacità di leggere uno spartito, metterlo da parte e suonare a memoria. Tra l’altro, dimostrò anche una naturale attitudine alla trasposizione musicale.
Presso l’istituto, Kosenko studiò con Mikhail Sokolovsky (teoria musicale e composizione) e con Iryna Miklashovskaya (pianoforte) e, durante questo periodo, lavorò come concertista presso il Teatro Mariinsky. Si dedicò anche alla composizione, scrivendo poemi sinfonici, preludi e mazurche per pianoforte, tutti caratterizzati da elementi romantici e post-romantici, misti a influenze di musica popolare ucraina.
Dopo il diploma nel 1918, il giovane raggiunse la famiglia a Zhytomyr, dove l’anno successivo iniziò a lavorare come insegnante di teoria musicale e pianoforte presso il Music Technicum e come direttore presso la Scuola di Musica.
Nel febbraio 1920, invece, Kosenko si sposò con Angelina Kanepp e, negli anni successivi, scrisse diversi pezzi profondamente sentimentali e lirici, dedicati quasi tutti alla moglie.
Due anni più tardi, il compositore riuscì a tenere il suo primo concerto, al quale assistettero la sua famiglia e alcuni amici intimi mentre, l’anno successivo, si recò a Mosca per allargare la sua cerchia musicale, riuscendo anche a pubblicare le sue prime composizioni pianistiche sotto l’egida dell’Associazione Russa dei Musicisti Proletari.
Il periodo trascorso a Zhytomyr fu davvero prolifico per Kosenko, in quanto riuscì a perfezionare il proprio stile musicale nei generi preferiti della musica strumentale, della musica vocale e della musica da camera. Scrisse anche diversi pezzi per pianoforte, varie romanze, sonate per violino e violoncello, ma anche opere infantili e musiche di scena.
Accanto alla composizione e ai concerti, fu coinvolto in varie attività musicali, quali la creazione di una società musicale, l’organizzazione di un trio pianistico da camera, di quartetti vocali e di un’orchestra sinfonica e l’accompagnamento di vari ensemble cittadini
Nel 1921, infatti, fu co-fondatore della Società Musicale “Leontovych” mentre, due anni più tardi, formò un trio pianistico con il violinista Volodymyr Skorokhod e con il violoncellista Vasyly Kolomyitsev, tenendo più di 100 concerti gratuiti in tutto il paese fino al 1929.
Nello stesso periodo, fu anche invitato a Mosca per un recital presso l’Associazione per la Musica Contemporanea, nonché per tenere concerti in varie città ucraine su invito dell’Associazione dei Musicisti Proletari della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.
A causa di scontri con il nuovo regime sovietico staliniano, nel 1929 Kosenko si trasferì a Kiev, dove lavorò come musicista da camera e analista musicale presso l’Istituto di Musica e Teatro “Mykola Lysenko”. Tre anni più tardi, invece, fu nominato professore e gli furono assegnati i corsi di pianoforte, di musica da camera e di analisi musicale, ma ciò non gli impedì di continuare le sue attività di compositore e di esecutore.
Le sue ottime qualità di esecutore e di insegnante gli valsero vari incarichi come giudice nei concorsi di esecuzione musicale, dapprima a Mosca (1931), poi a Kharkiv (1933) e, infine, a Leningrado (1934). Durante questi anni, Kosenko compose per nuovi generi musicali – come quello sinfonico – e arrangiò canzoni popolari ucraine, contribuendo anche alla creazione della prima raccolta di canzoni popolari sovietiche.
Nonostante la sua grande fama e bravura, Kosenko visse in condizioni di povertà, alle quali era spesso indifferente. Dopo essere stato spinto dal governo sovietico a vivere in una casa multifamiliare e ad aiutare spesso persone bisognose, gli fu assegnato un appartamento popolare indipendente, dove andò a vivere con la moglie e i figli.
Negli ultimi anni della sua vita, fu afflitto da un cancro ai reni, il quale lo portò via all’età di soli 42 anni.
Dopo la sua morte, la moglie Angelina si impegnò nella promozione della sua musica, lasciando ai posteri l’opera incompiuta Marina e varie raccolte come i 24 pezzi per bambini, op. 25 (1936), un tesoro musicale che fece di Kosenko uno dei primi compositori ucraini a scrivere musica per bambini.
La sua produzione musicale annovera oltre 100 composizioni per pianoforte tra valzer, preludi, notturni, sonate e mazurche, ma anche numerose composizioni vocali tra ballate, arrangiamenti corali e di pezzi popolari. Si ricordano anche diverse composizioni cameristiche e orchestrali, fra le quali concerti per violino e pianoforte, trii e quartetti per archi e il poema sinfonico Poesia moldava.
Durante i suoi anni di insegnamento a Kiev, Kosenko si interessò molto a studiare e a raccogliere informazioni sulla musica popolare moldava e ucraina, da lui integrata spesso nelle sue composizioni sotto forma di melodie, armonie e modi dorico, lidio e frigio, impiegando elementi come il raddoppio in terza, sesta e decima, quinte “aperte” e parti di pedale.
Il compositore dedicò gran parte della sua opera ai bambini, da lui considerati “il pubblico più esigente e imparziale”, scrivendo i Quattro pezzi per bambini (1930), i Pezzi per bambini (1930) e i 24 Pezzi per bambini (1936) – entrambe per pianoforte – raccolte di grande popolarità e scritte per il repertorio pianistico sovietico-ucraino, nelle quali dimostrò una profonda comprensione della psicologia infantile e dei principali obiettivi di un insegnante.
Il suo stile fu notevolmente influenzato non solo dalla musica popolare ucraina, ma anche dai grandi nomi dell’epoca romantica e tardo-romantica, come Beethoven, Tchaikovsky e Schubert, Scriabin, Rachmaninoff e Lysenko.
Viene ricordato non solo come figura di spicco della musica sovietica novecentesca, ma anche come promotore della musica russa e ucraina dell’epoca, cosa che gli fece guadagnare le simpatie del governo sovietico e ucraino.
Il suo ciclo 11 studi sotto forma di danze antiche fu composto tra il 1927 e il 1929 e consiste in una raccolta di brevi pezzi virtuosistici per pianoforte in stile romantico, ispirati a danze barocche. Nonostante il titolo, il ciclo non sembra avere molto in comune con lo stile barocco, propendendo invece per i brani tecnicamente impegnativi di Brahms, Liszt e Rachmaninoff.
Kosenko definì la raccolta un “album di famiglia”, in quanto dedicò i vari studi a uno specifico membro della famiglia:
“[In effetti] solo la Bourreè e la Gigue non recano dedica. Il primo degli studi, la Gavotta in re bemolle
maggiore, è dedicato alla più giovane delle figliastre di Kosenko, Iryna Kanepp, e la Gavotta in si
minore, n. 7, a sua sorella Raisa. L’Allemanda in si bemolle minore, n. 2, è inscritta a suo fratello
Olexandr e la Sarabanda in la minore, n. 5, all’altro fratello, Semen. Il Minuetto in sol maggiore, n. 3,
è dedicato a sua sorella Maria, e il Minuetto in mi bemolle maggiore, n. 9, a sua madre Leopol’da. I
nipoti di Kosenko, Myhailo e Fedir Denbnovetsky hanno ricevuto, rispettivamente, le dediche della
Courante in mi minore, n. 4, e del Rigaudon in do maggiore, n. 8. Infine, la splendida Passacaglia è
dedicata all’amata moglie di Kosenko, Angelina.”
La Passacaglia, in particolare, è nella tonalità di Sol minore e reca un indicazione di tempo di 3/4, la stessa della Passacaglia in Do minore per organo di Bach. Kosenko impiega un tema in ottave al basso e con salti discendenti di settima, impiegando diversi legati e dinamiche in pianissimo che conferiscono al pezzo un tocco romantico. Il brano termina in tonalità maggiore, un espediente molto utilizzato in epoca barocca.
Buona serata e a domani!
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Un compositore molto interessante.
Grazie e buona serata a te, Pierfrancesco 🙂
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Mi è piaciuto molto, grazie Claudio
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Grazie a te 🙂
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👏👏👏👏👏👏👏👏
e buona serata!
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cIao! Buona serata a te 🙂
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Buona domenica.
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Grazie, altrettanto a te.
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Sì, un uomo con qualche problema di salute, in effetti.
Bene, Pierfrancesco, grazie e buona serata 🙂
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