Sinfonia numero 0

Al’fred Šnitke (Alfred Schnittke; 24 novembre 1934 - 1998): Sinfonia n. 0 (1956-57). Cape Philharmonic Orchestra, dir. Owain Arwel Hughes.

  1. Allegro ma non troppo
  2. Scherzo: Allegro vivace [13:04]
  3. Andante [20:17]
  4. Allegro [30:49]

10 pensieri riguardo “Sinfonia numero 0

  1. Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie mille per aver portato questa meravigliosa sinfonia 😊

    Proveniente da una famiglia di origini ebraiche e tedesche, Schnittke nacque a Engels, nella Repubblica dei Tedeschi del Volga, uno stato autonomo nato fra il 1760 e il 1761 dalla colonizzazione delle terre nella regione omonima da parte dei contadini tedeschi residenti in Russia.

    La sua formazione musicale iniziò nel 1946 a Vienna e proseguì poi, tre anni più tardi, a Mosca, dove Schnittke frequentò i corsi di direzione d’orchestra e di direzione di coro presso la locale Scuola di Musica della Rivoluzione d’Ottobre, diplomandosi nel 1953. Nel 1958, invece, il giovane completò il suo percorso di studi, diplomandosi in composizione con Evgenij Golubev al Conservatorio di Mosca.

    Dal 1961 al 1972, Schnittke lavorò come insegnante al Conservatorio di Mosca, tenendo i corsi di strumentazione, lettura della partitura e composizione e, nello stesso periodo, iniziò anche a scrivere musica per film e a lavorare nel primo studio di musica elettronica sperimentale sovietico.

    All’età di 48 anni, il compositore si convertì al Cattolicesimo e fu battezzato nella Chiesa Cattolica di Sant’Agostino a Vienna. L’evento influenzò notevolmente le sue composizioni, impregnandole di una grande aura di misticismo.

    Nel 1985, invece, Schnittke fu colpito da un primo ictus, mentre era a Pitsunda per un festival, durante una festa organizzata dal direttore d’orchestra Gennady Rozhdestvensky. Subito soccorso e quasi dato per morto dai medici, il compositore riuscì a riprendersi e lasciò l’ospedale due mesi più tardi.

    Grazie a una borsa di studio del Consiglio Scientifico di Berlino, il compositore poté alloggiare nella capitale tedesca per un biennio (1989-1990), dedicandosi ferventemente alla composizione. Dopo aver ottenuto la cittadinanza tedesca, si trasferì con la moglie ad Amburgo, dove lavorò come insegnante presso l’Istituto di Musica e Teatro e presso la Scuola Superiore di Musica.

    Nel 1991, Schnittke fu colpito da un secondo ictus – questa volta al cervelletto – ma, grazie a un rapido intervento chirurgico, riuscì a riprendersi nel giro di due mesi, potendo così tornare a casa. Tre anni più tardi, però, giunse un terzo ictus, stavolta più grave dei precedenti, che gli paralizzò il braccio e la gamba destri e lo privò della parola. Nel 1998, infine, un ictus massivo lo costrinse al ricovero in ospedale e poco tempo dopo lo portò alla morte.

    La sua produzione musicale annovera 4 opere, 3 balletti, 10 sinfonie, 15 concerti, numerose composizioni cameristiche, vocali, corali e strumentali, nonché varia musica per film, cartoni animati e lavori teatrali.

    Il suo stile fu dapprima influenzato dalla musica di Shostakovich e poi dalla musica seriale, quest’ultima impiegata per la prima volta in Musica per pianoforte e orchestra da camera (1964).

    Avvicinatosi all’avanguardia musicale negli anni Cinquanta, il compositore trasse ispirazione da Bach, dalla musica da ballo, dal madrigale, dai canti popolari russi, dalla tradizione sacra, dall’elettronica e dal jazz, nonché dalle correnti della stessa avanguardia, ponendosi come tramite tra le culture tedesca e russa.

    Insoddisfatto dai “riti puberali dell’abnegazione seriale”, Schnittke creò un nuovo stile, denominato “polistilismo”, nel quale accostò elementi musicali appartenenti a generi del passato e del presente. A questo proposito, una volta dichiarò: “l’obiettivo della mia vita è unificare la musica seria e la musica leggera, anche a costo di rompermi l’osso del collo nel farlo”.

    Il suo primo lavoro “polistilistico” fu la Sonata n° 2 “Quasi una sonata” (1967-1968) per violino. Seguì una sperimentazione della tecnica in campo cinematografico, in particolare nella colonna sonora del cortometraggio d’animazione The glass harmonica (1968) e nella musica del film Il commissario di Aleksandr Askoldov, nella quale combinò e accosto modelli musicali europei, etnici russi ed ebraici.

    Continuò lo sviluppo del “polistilismo” in opere come la Sinfonia n° 1 (1969-1972) e il Concerto Grosso n° 1 (1977). Nelle opere successive, invece, Schnittke adottò uno stile più unitario, come nel Quintetto per pianoforte e orchestra (1972 – 1976, successivamente orchestrato e rinominato In Memoriam e dedicato alla madre).

    Negli anni Ottanta, la musica di Schnittke si diffuse anche all’estero, grazie al contributo di artisti sovietici emigrati come i violinisti Gidon Kremer e Mark Lubotsky, il violoncellista e direttore d’orchestra Mstislav Rostropovich e il direttore d’orchestra Gennady Rozhdestvensky.

    Nonostante la malattia lo stesse debilitando sempre di più, il compositore fu in grado di comporre alacremente, scrivendo composizioni notevoli come i Quartetti per archi n° 2 (1980) e n° 3 (1983), il Trio per archi (1985), la Cantata del Faust (1983) – poi incorporata nell’opera Historia von D. Johann Fausten – il balletto Peer Gynt (1985-1987), le Sinfonie n° 3 (1981), n° 4 (1984), n° 5 (1988), nonché il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi (1979) e i Concerti per viola (1985) e primo violoncello (1985-1986).

    Nello stesso periodo, nacquero anche le prime opere “cristiane”, esemplificate nel genere del pezzo corale non accompagnato, intrise di una profonda spiritualità, come il Concerto per coro misto (1984-1985) e i Salmi penitenziali (1988), citati a più riprese in opere come la Sinfonia n° 4 e la Cantata del Faust.

    Dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute, Schnittke migrò verso uno stile più ritirato e cupo, abbastanza accessibile all’ascoltatore profano. Esempi di questa nuova fase sono il Quartetto n° 4 (1989) e le Sinfonie n° 6 (1992), n° 7 (1993) e n° 8 (1994).

    Dopo il penultimo ictus, il compositore smise quasi di comporre e, da questo momento in avanti, riuscì a produrre solo lavori di breve respiro e una incompiuta Sinfonia n° 9, la cui partitura era quasi illeggibile a causa delle sopraggiunte difficoltà di scrittura con la mano sinistra.

    La sua Sinfonia n° 0 fu eseguita in prima assoluta nel 1957 dall’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Mosca, sotto la direzione di Algis Zhiuratis. All’evento, presero parte anche i compositori sovietici Dmitri Shostakovich e Dmitri Kabalevsky.

    Composta nello stile di Nikolai Myaskovsky, il lavoro si distingue per un innovativo uso del clavicembalo nell’orchestra – una pecularità delle composizioni del tardo Schnittke – ma, al di fuori di ciò, il lavoro è stato spesso criticato per la sua scarsa originalità, inclusi l'”imitazione” di Shostakovich e “i gesti imprestati”.

    Buona giornata e a domani!

    Piace a 1 persona

  2. Sonante e tonante, l’Allegro ma non troppo. Anche lo Scherzo non scherza 🙂 , quanto a vivacità. L’Andante è, giustamente, più meditativo e descrittivo dei movimenti precedenti. L’Allegro finale spizzica e saltella. Pezzo ben riuscito, di gradevolissimo ascolto, in più. tira su di morale, il che è un valore aggiunto. 🙂

    Piace a 1 persona

commenti