Dmitrij Kabalevskij (30 dicembre 1904 - 1987): Suite dall’opera in 3 atti Colas Breugnon op. 24 (1938), composta su libretto tratto dall’omonimo romanzo di Romain Rolland. Orchestra filarmonica armena, dir. Loris Čknavorjan.
- Ouverture
- Festa popolare [4:52]
- Calamità popolare (La peste) [11:17]
- Insurrezione popolare [17:08]

Buongiorno e buon inizio di settimana, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questa fantastica suite, un pezzo ideale per iniziare questa nuova settimana con lo spirito giusto☺️.
Kabalevskij viene ricordato come co-fondatore dell’Unione dei Compositori Sovietici di Mosca, rimanendone una figura centrale per il resto della sua vita. Nell’Europa occidentale, è principalmente conosciuto per la sua Sinfonia n° 2, per il “Galop dei commedianti” tratto dalla Suite dei commedianti op. 26 e per il Concerto n° 3 per pianoforte e orchestra.
Nato a San Pietroburgo, si trasferì con la famiglia a Mosca in tenera età. Qui studiò all’Academic Music College, diplomandosi nel 1922. Proseguì la sua formazione musicale dapprima studiando privatamente con Vasilij Selivanov e poi, nel 1925, iscrivendosi al Conservatorio di Mosca, dove ebbe come insegnanti Georgy Catoire e Nikolai Myaskovsky (composizione), nonché Alexander Goldenweiser (pianoforte).
I suoi primi lavori risalgono all’età di 26 anni e comprendono il Quartetto per archi op. 8, il Concerto per pianoforte e orchestra op. 9, le Otto canzoni per bambini op. 17 e vari pezzi per pianoforte solista.
Sempre nel 1925, il compositore divenne membro del PROKULL, ossia il Collettivo di Produzione degli Studenti Compositori, un gruppo studentesco legato al Conservatorio di Mosca che intendeva colmare il divario tra la musica avanguardista dell’Associazione per la Musica Contemporanea e la musica utilitaristica “agitprop” dell’Associazione Russa dei Musicisti Proletari.
Sette anni più tardi, invece, divenne docente anziano al Conservatorio di Mosca mentre, nel 1939, divenne professore a tempo pieno. Parallelamente, lavorò anche come critico musicale per la All-Union Radio e come redattore per la rivista “Sovetskaya muzïka” e per l’editore Muzgiz.
Come compositore, Kabalevskij fu davvero prolifico, scrivendo numerose composizioni nei più disparati generi musicali, come la sinfonia, il concerto, l’opera, il balletto, la musica da camera, la canzone, la musica per il teatro, la musica per bambini e la musica per il proletariato. Fu anche autore di musica per l’emergente genere del film sonoro.
Il suo impegno maggiore, tuttavia, fu quello di avvicinare i bambini alla musica: nel biennio 1925-1926 fu insegnante di pianoforte in una scuola pubblica e, accortosi dell’assenza di materiale musicale adeguato ai bambini per l’apprendimento della musica, si propose di scrivere pezzi facili che aiutassero i piccoli a superare le loro difficoltà tecniche e a formare la loro personalità musicale.
Lo scopo principale che si prefisse fu quello di superare la distanza tra le competenze tecniche infantili e i gusti musicali delle persone adulte. Scrisse anche un libro sull’argomento, intitolato Music and Education: A Composer Writes about Musical Education (1988), pubblicato negli Stati Uniti.
Nel 1940, Kabalevskij si iscrsse al Partito Comunista e, l’anno successivo, fu insignito della Medaglia d’Onore del governo sovietico per il suo talento musicale.
Nel 1948, invece, fu accusato di “formalismo” ma, grazie alla sua nomea all’interno dei circoli ufficiali, le accuse furono ritirate. Si ritene anche, senza assoluta certezza, che il compositore fosse stato segnalato come “formalista” per la sua posizione nella direzione dell’Unione dei Compositori Sovietici.
Il suo talento di compositore e il suo grande senso civico nell’educazione infantile gli fecero guadagnare numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Lenin (1972) e l’Eroe del Lavoro Socialista (1974). Ciò evidenzia la sua capacità di comporre nelle stesso periodo in cui molti suoi colleghi avevano difficoltà.
Dal punto di vista stilistico, Kabalevskij non fu molto sperimentatore come i suoi contemporanei, preferendo scrivere in un linguaggio più conservatore, caratterizzato da un diatonicismo tradizionale, dal cromatismo e dall’oscillazione dei modi maggiore-minore. Anche le forme da lui impiegate sono molto convenzionali, in quanto prediligeva strutture simmetriche come la forma rondò o il tema con variazioni.
Durante la sua vita, si avvicinò alla corrente del Realismo Socialista, scrivendo nel dopoguerra varie composizioni definite dalla critica russa “popolari, insipide e di successo”, al pari di quelle di altri compositori del tempo. Esempi di questa fase sono alcune delle più famose “opere giovanili” del compositore, come il Concerto per violino e il Concerto n° 1 per violoncello.
Accanto all’attività di compositore, di critico e di insegnante, Kabalevsky svolse attività “politica”, viaggiando spesso all’estero per promuovere la musica del suo paese e divenendo membro del Comitato Sovietico per la Difesa della Pace, nonché rappresentante per la promozione dell’amicizia tra l’URSS e i paesi esteri.
Nel 1961, invece, il compositore registrò le sue Ouverture Pathetique, Spring e Songs of Morning, da lui dirette personalmente e pubblicate quattordici anni più tardi negli Stati Uniti dall’etichetta Westminster Gold.
Sempre nel 1961, Kabalevskij procedette a orchestrare la Fantasia in Fa minore di Schubert, originariamente per pianoforte a quattro mani, arrangiandola per pianoforte solista e orchestra sinfonica.
In ambito didattico, invece, fu eletto capo della Commissione per l’Educazione Estetica Musicale dei Bambini (1962) e presidente del Consiglio Scientifico di Estetica Educativa (1969) dell’Accademica di Scienze Pedagogiche dell’URSS. Fu, infine, eletto presidente onorario della Società Internazionale di Educazione Musicale.
Come educatore, Kabalevskij promosse e sviluppò con successo un sistema e un atteggiamento “dogmatici” verso l’educazione musicale.
Egli favorì la costruzione di migliaia di scuole musicali regionali gratuite per bambini – sponsorizzate dal governo – che prevedevano un corso della durata di otto anni inerente l’alfabetizzazione e l’apprezzamento musicale. Accanto a queste, vi erano decine di scuole musicali per insegnanti e conservatori per la formazione di esecutori altamente professionali.
Grazie a questo sistema, l’URSS formò grandi interpreti di musica classica e ballerini di danza classica noti in patria e all’estero.
Questa formazione non era, tuttavia, esente da ombre, in quanto veniva spesso criticata per la presunta violenza psicologica degli insegnanti nei confronti degli allievi, come per esempio gli studenti di violino minacciati di “essere violentati dall’archetto” se non si fossero esercitati sufficientemente. Tra l’altro, gli studenti venivano anche considerati uno “strumento tortuoso per la socializzazione di genere femminile”.
Dopo il 1991, il sistema iniziò gradualmente a perdere la sua credibilità e gli stipendi degli insegnanti di musica, definiti “microscopici”, finirono per crollare al di sotto del salario minimo di sussistenza.
Con la caduta dell’URSS, il sistema vide anche la chiusura di numerosi conservatori, “abbandonati dallo Stato per affrontare un destino impietoso”, mentre l’implementazione del sistema nelle scuole secondarie fu abbandonata del tutto.
Fortunatamente, nel XX secolo la situazione è migliorata e, al 2015, esistevano in Russia 3.089 scuole musicali per bambini e numerose scuole d’arte dotate di dipartimenti musicali.
Buona giornata e a presto!
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Buona giornata, caro Pierfrancesco. Ci si rilegge domani 😉
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Poco da aggiungere a quanto scritto da altri. Chissà se i libri di metodo didattico e i pezzi facili di K. sono stati stampati anche in Italia: mi pare di ricordare qualcosa.
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Uff, ero io…
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