17 pensieri riguardo “Fuochi d’artificio

      1. La prima è peggiore notizia dell’anno! Non ti dico parole non
        servono conosco purtroppo questo strazio. Tra i pochi regali certi della vita c’è l’amore che ci hanno saputo donare questi nostri generosi compagni. Ti abbraccio🌹🐶❤️

        Piace a 1 persona

  1. Buongiorno e buon primo dell’anno, caro Claudio, grazie mille per aver condiviso questo vivace preludio debussiano, davvero un’ottima interpretazione da parte di Hamelin 😊

    I Préludes di Debussy, a differenza di raccolte simili, non presentano un ordine programmatico nella scelta della tonalità dei singoli pezzi, ma presentano una maggiore liberta formale. Essi, infatti, non sono considerabili dei preludi “classici”, poiché non si cristallizano in una qualsiasi forma codificata e raggiungono una notevole complessità strutturale, richiedendo all’esecutore un’estrema padronanza della tecnica pianistica.

    Il compositore, non amando particolarmente la musica a programma, tentò di sfuggire alla qualifica di “musicista a programma” scrivendo i titoli alla fine di ogni pezzo anziché all’inizio, in maniera da non influenzare l’interpretazione attraverso suggestioni extramusicali. Tuttavia, l’espediente non servì a molto, in quanto oggi è comune riferirsi ai vari brani della raccolta usando il loro titolo, piuttosto che il numero d’ordine.

    Il secondo libro dei Préludes richiese, a differenza del primo scritto in soli due mesi, una lunga meditazione, essendo stato composto nell’arco di due anni (1911-1912).

    Questa seconda parte seguì in ogni modo il destino della prima e non conobbe mai un esecuzione integrale durante la vita di Debussy. Il 5 aprile 1913, alla Société Nationale de Musique, vennero eseguiti il 4°, 7° e il 12° preludio, mentre il 10° fu eseguito il 19 giugno. Tutti gli altri, infine, furono eseguiti insieme l’1 marzo.

    Nel complesso, l’opera si caratterizza per la maggiore complessità tecnica e per la sua minore immediatezza rispetto alla precedente e, tra l’altro, risente di varie suggestioni esotiche. Anche in questo caso, come in Images, il compositore si avvale di tre pentagrammi anziché due per scrivere i brani, in modo da enfatizzare la ripartizione delle voci nei differenti registri, risaltandone spesso una principale ornata da vari abbellimenti, eseguiti dapprima da una mano e poi dall’altra.

    L’ultimo “preludio”, Feux d’artifice, presenta come indicazione di tempo “Modérément animé, léger, égal et lointain”. La tonalità d’impianto è Fa maggiore, mentre il metro è 4/8.

    Come nel primo libro, anche in questo caso Debussy chiude la raccolta con un pezzo dalle sonorità potenti e incisive (si contano trenta tra forte e fortissimo).

    La tecnica pianistica esplora anche le più remote possibilità dello strumento, il cui timbro viene sfruttato nei modi più disparati per rendere simbolicamente ogni aspetto della festa, culminante in maestosi fuochi artificiali.

    Ancora una volta, il simbolismo musicale è solo un pretesto o, meglio ancora, una giustificazione per l’esplorazione dei timbri pianistici, anzi dei rumori ottenuti suonando lo strumento: si qualifica rumore il lungo fruscio iniziale, nonché la cadenza terminante con il glissando a due mani.

    In questi momenti, Debussy rasenta il limite di sfruttamento delle possibilità pianistiche, un limite superato soltanto quindici anni più tardi dal compositore americano Henry Cowell, con il passaggio da un’esecuzione sulla tastiera a un’esecuzione sulla cordiera.

    Il pezzo, nei suoi aspetti premonitori, anticipa il glissando sulla cordiera nel suo grande glissando a due mani, nonché il pizzicato sulla cordiera, intravedibile negli ultimi suoni della mano destra.

    La rappresentazione della festività, da individuare con tutta probabilità nel 14 luglio, è chiaramente suggerita verso la fine con la citazione di un accenno della Marsigliese.

    L’esecuzione, altamente virtuosistica, è al pari di alcuni dei maggiormente difficili Études debussiani e riporta anche ad alcune pagine lisztiane, per esempio per gli arpeggi velocissimi che toccano l’intera tastiera o gli enfatici glissando a due mani. Si possono notare anche tratti del raveliano Gaspard de la nuit il quale, a sua volta, si rifà alla tecnica di Liszt, ripensandola in termini nuovi sotto certi aspetti.

    Secondo la critica, il brano è “Brillante e poetico, il più sviluppato del secondo libro e conclude la raccolta nel fulgore dei suoi spruzzi di luce, un vero e proprio spettacolo pirotecnico. Come apoteosi dei due libri, è uno dei pezzi di Debussy più apprezzati dai virtuosi. È davvero un incanto di virtuosismo evocativo. Vapori dormienti di fiamme del Bengala da cui spiccano scintille solitarie, razzi scoppiettanti, lente discese paraboliche di stelle, soli fusa, abbaglianti bouquet multicolori, tutto ciò che scintilla e brilla nella notte, l’intero incanto della luce, è in questa musica”. E, con la civetteria di un pittore che cura la sua impaginazione, Debussy infila, nelle ultime battute, alcune note della Marsigliese, che sono tutta la poesia popolare delle polverose serate del 14 giugno“

    Il brano, suddiviso in dodici sezioni, inizia con un vociare confuso, il quale ricorda l’inizio di Brouillards, il primo pezzo della seconda serie dei preludi per pianoforte di Debussy. Seguono un glissando vertiginoso (i primi razzi) e un rapido trillo (le prime scintille).

    È il turno di arpeggi luminosi che introducono il motivo conduttore del tardo, una sorta di motivo caratterizzato da un salto di quinta. Più avanti, arriva un breve momento altamente emotivo,nella tonalità di Fa# minore, con un “canto” altamente disilluso, sostenuto da arpeggi provenienti da un arpa (le ultime micce).

    Dopodiché, arriva una coda su un tremolo quasi impercettibile, formando un pedale di Re bemolle, mentre risuona in lontananza il frammento della Marsigliese, nella tonalità di Do maggiore, iniziante con un semitono sgranato con la punta delle dita (“Formez vos battaillons… Marchons, marchons”). A questo si aggiunge una ripresa del motivo principale, prima della malinconica conclusione.

    Felice giornata e ancora auguri, alla prossima!

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a pensierini Cancella risposta