12 pensieri riguardo “Padre nostro

  1. Buongiorno e buon inizio di settimana, caro Claudio, grazie mille per aver portato questo delizioso preludio corale 😊

    Scheidemann viene ricordato come uno dei maggiori compositori per organo della Germania del Nord del XVII secolo, nonché come importante precursore dei compositori Dietetrich Buxtehude e Johann Sebastian Bach.

    Figlio di un organista, il giovane iniziò la sua formazione musicale dapprima con il padre David e poi la proseguì ad Amsterdam con il famoso compositore Jan Pieterszoon Sweelinck, studiando con questi dal 1611 al 1614. Fu, indubbiamente, uno dei suoi allievi preferiti, dato che il compositore olandese gli dedicò un canone, prima del ritorno di Scheidemann in patria.

    All’epoca, la formazione con Sweelinck era considerata molto importante e i musicisti meno abbienti venivano addirittura finanziati con una borsa di studio (nel caso di Scheidemann, questa fu fornita dalla Congregazione della Chiesa di Santa Caterina di Amburgo). Questo perché tutte le principali chiese della città desideravano che i loro futuri organisti ricevessero una formazione completa da parte di un musicista e compositore altamente rinomato.

    A partire dal 1629 (forse anche prima), invece, Scheidemann iniziò a lavorare come organista presso la Chiesa di Santa Caterina di Amburgo, succedendo al padre e mantenendo questa posizione per oltre trent’anni, fino alla sua morte nel 1663 a causa di un’epidemia di peste.

    L’ampia diffusione delle sue composizioni dimostra la sua grande fama di organista e compositore e di lui sopravvivono più opere per organo rispetto a qualsiasi altro suo contemporaneo. Soprattutto ad Amburgo, la sua reputazione raggiunse livelli elevatissimi e fu considerato non solo un eccellente insegnante di organo, ma anche un esperto esaminatore di organi.

    Importante è stata anche la sua attività di organaro, tanto da fargli guadagnare l’appellativo di “organaro di Amburgo”. A lui si deve, in collaborazione con l’organaro di corte di Dresda Gottfried Fritzsche, la ricostruzione dell’organo della Chiesa di Santa Caterina, ampliato con un quarto manuale che permetteva di suonare meglio con livelli sonori diversi, intercambiando i vari manuali (per esempio, per realizzare effetti di eco).

    Il compositore viene considerato un importante rappresentante della scuola organistica della Germania del Nord. Il suo stile è una commistione tra lo stile di Sweelinck e quello dei fondatori della scuola organistica della Germania Settentrionale (Hieronymus Praetorius, Michael Praetorius, Johann Steffens, ecc.).

    Accanto ad altri allievi di Sweelinck, come Jacob Praetorius, Samuel Scheidt e Melchior Schildt, viene annoverato tra i più grandi compositori per organo della Germania del Nord della sua generazione. Tra l’altro, insieme a Schildt, viene considerato l’allievo più innovativo di Sweelinck.

    Secondo gli studiosi, in particolare, Scheidemann fu maggiormente determinante per lo sviluppo dello stile organistico nella Germania Settentrionale, più del suo contemporaneo Jacob Praetorius. A differenza di questi che scrisse prevalentemente composizioni contrappuntistiche a cinque parti, Scheidemann si limitò a massimo quattro parti, poco enfatizzate, in favore di un’impostazione melodicamente più accattivante.

    La sua produzione musicale annovera in gran parte pezzi organistici, a differenza di altri compositori tedeschi del primo barocco che scrissero anche musica nei generi e negli stili maggiormente diffusi all’epoca. Accanto a questi, rimangono anche alcune canzoni e alcuni pezzi per clavicembalo.

    I pezzi per organo di Scheidemann possono essere suddivisi in cinque categorie: la prima annovera gli arrangiamenti di corali su cantus firmus (un primigenio preludio corale, dove il corale è impostato senza ornamenti in valori di note lunghe contro una o più controvoci più veloci), mentre la seconda comprende gli arrangiamenti di corali “monodici” (nello stile della monodia accompagnata).

    La terza, invece, raggruppa i corali per organo con cantus firmus colorato (una variante della prima tipologia, sempre da suonare in quattro parti, con un corale ornato da suonare su un manuale separato).

    La quarta ricomprende varie ed elaborate fantasie corali (un genere di nuova invenzione, più ampio e libero, basato sullo stile tastieristico di Sweelinck e sull’uso di tutte le risorse dell’organo barocco tedesco in corso di sviluppo, dove ogni linea corale subisce arrangiamenti diversi). La quinta, infine, annovera diversi ricercari corali (un genere musicale, sempre a quattro voci, dove ognuna esegue fugalmente una linea corale in ogni sezione).

    Queste ultime due categorie, per la loro strutturazione libera, sono difficili da ricondurre al genere della musica da chiesa o della musica da camera, poiché vari lavori sono anche eseguibili per strumenti a tastiera a corde, almeno come seconda scelta.

    Non meno importanti, sono gli arrangiamenti del Magnificat, realizzati in più parti e in forma ciclica, da suonare durante la liturgia in alternanza con il coro durante i Vespri. Questa tecnica di costruzione musicale in più movimenti rimase in voga per tutto il periodo barocco, scemando durante il periodo classico e venendo ripresa soltanto nel XIX secolo.

    Da segnalare anche diversi praeambula, coloriture di mottetti e pezzi autonomi in forma di danza: in particolare, i primi si caratterizzano per la presenza di sezioni fugali intermedie, di estensione maggiore rispetto alla sezione finale, tanto da essere considerati un anticipazione della forma del preludio con fuga.

    I secondi, invece, sono stati recentemente riscoperti come grandi capolavori molto personali, ideali per l’esecuzione in concerto, a differenza degli anni passati, quando venivano considerati delle semplici sostituzioni del canto cantoriale, con l’aggiunta di abbellimenti a modelli già esistenti.

    Buona Epifania e a domani!

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Ashley Cancella risposta