Elfrida Andrée (1841 - 11 gennaio 1929): Sinfonia n. 2 in la minore-maggiore (1879). Stockholm Symfoniorkester, dir. Gustaf Sjökvist.
- Moderato – Allegro agitato
- Andante [11:23]
- Scherzo: Presto [16:01]
- Allegro risoluto [21:31]

Elfrida Andrée (1841 - 11 gennaio 1929): Sinfonia n. 2 in la minore-maggiore (1879). Stockholm Symfoniorkester, dir. Gustaf Sjökvist.

Buongiorno e buon sabato, caro Claudio, grazie mille per aver condiviso questa deliziosa sinfonia 😊
Compositrice svedese, Andrée nacque in una famiglia politicamente liberale, dove il padre Andreas, medico di quartiere della città di Visby, era molto attento alla situazione delle giovani svedesi. Ciò lo porto a dare alle sue figlie un’educazione di stampo classico-borghese, con elementi di radicalismo socio-politico.
Tra l’altro, Andrea aveva visitato la Grande Esposizione di Londra del 1851 e aveva conosciuto di persona diverse giovani donne in carriera, le quali suonavano l’organo e gestivano da sole intere stazioni telegrafiche. Ispirato da ciò, si impegnò affinché sua figlia potesse avere lo stesso destino.
La giovane iniziò la sua formazione musicale all’età di 14 anni, recandosi a Stoccolma per studiare organo alla Kungliga Musikaliska Akademien, riuscendo a conseguire il diploma di organista due anni più tardi.
Lo fece come studentessa privatista, prendendo lezioni di organo e canto con insegnanti privati, in quanto alle donne non era concessa l’iscrizione all’accademia, qualificandosi come la prima donna in Svezia ad aver conseguito il diploma di organista presso la celebre accademia.
Dopo aver sostenuto un altro esame, riuscì a studiare composizione al Musikkonconservatoriet con Ludvig Norman e, nel 1861, riuscì a diplomarsi nuovamente, ottenendo un titolo di più ampio respiro e con votazione molto elevata.
Dopo aver terminato gli studi, Andréé chiese al governo un permesso speciale per richiedere e ottenere un incarico di organista, ma la sua richiesta venne respinta. La ragazza, affranta, si rivolse al padre per cercare un sostegno, scrivendogli queste parole:
“Quindi noi ragazze dobbiamo essere oppresse in ogni modo. A parte diventare sarte o insegnanti, il palcoscenico è l’unica occupazione aperta a noi. Io voglio lavorare e perseguire un obiettivo, ma cosa si può fare quando c’è un campo così piccolo in cui lavorare? Papà, non puoi trovare qualcos’altro…“
Sempre nello stesso periodo, il suo insegnante di organo l’aveva ingaggiata come organista della Chiesa di San Giacomo a Stoccolma, ma il clero non le permise mai di suonare.
Le motivazioni erano che “la vista di una donna sullo sgabello dell’organo [sarebbe stata] indecorosa e avrebbe disturbato la devozione” e che “Paolo ha detto: Le donne tacciano nelle chiese”.
Sempre nel 1861, la giovane iniziò a muoversi per far ottenere maggiori diritti alle donne, come la possibilità di richiedere e ottenere incarichi di organista e di essere assunte come operatrici telegrafiche.
Il mutato quadro legislativo le permise, già nel maggio dello stesso anno, di ottenere un posto come organista nella Chiesa Finlandese di Stoccolma. Quattro anni più tardi, invece, la giovane riuscì a ottenere un incarico come assistente telegrafica presso il Telegrafverket.
Parallelamente, Andrée diede inizio alla sua attività compositiva, scrivendo diverse composizioni di musica cameristica, tra le quali un quintetto per pianoforte. Dopo averlo sottoposto, in forma anonima, alla Musikaliska Konstföreningen (la Società Svedese di Musica d’Arte), riuscì a farlo accettare e pubblicare nel 1865.
Grande fu la sopresa nello scoprire che l’autore della composizione era una donna e non un uomo e ciò le permise di inserirsi nell’élite dei compositori svedesi, una cerchia completamente dominata da uomini.
Anche come compositrice, la giovane fu una pioniera, in quanto riuscì a scrivere una composizione di rilievo in un’epoca nella quale le donne si erano limitate a scrivere delle semplici canzoni.
Nel 1867, con il sostegno del padre, Andrée riuscì a diventare organista della Cattedrale di Göteborg. Otto anni più tardi, riuscì anche a diventare direttrice del coro, qualificandosi come la prima donna svedese a ottenere questo incarico.
Nello stesso periodo, la giovane riuscì a inserirsi nei circoli culturali più esclusivi di Göteborg, riuscendo a ottenere l’amicizia del commerciante Carl Levgren, abile violinista, il quale teneva un salotto musicale nella sua abitazione.
Ciò permise ad Andrée di farsi conoscere ulteriormente dal pubblico svedese, eseguendo qui diverse composizioni cameristiche tra gli anni Settanta e Ottanta del XIX secolo.
Nel 1869, tra l’altro, era riuscita a ottenere un altro traguardo, con l’esecuzione della sua Sinfonia n° 1 in Do maggiore all’Hammars Teater di Stoccolma. A proposito della serata, nel suo diario scrisse che i musicisti avessero “suonato male di proposito” e che, sdegnata, se ne andò con la sorella quando iniziò l’esecuzione dell’ultimo movimento e i primi violini erano una battuta indietro rispetto al resto dell’orchestra.
La ragazza stese male per circa tre giorni non solo per l’affronto subito, ma anche per la recensione del critico Wilhelm Bauck, il quale non esitò a stroncarla completamente, definendo la composizione al di sotto dell'”imperfezione” e concludendo la sua recensione con queste parole: “Notate questa verità aurea: l’originalità consiste nell’invenzione, non nell’anormale e meno che mai nelle forme orrende”.
La recensione scosse l’intera famiglia, la quale intimò Andrée di scrivere solo canzoni e piccoli pezzi per pianoforte, ma la ragazza la pensava diversamente ed era interessata a farsi un nome come compositrice cameristica, come si nota da una lettera scritta al padre:
“Quante volte non ho provato risentimento quando è stato scritto o detto, e in verità, che non si possono fare nomi femminili quando si tratta di composizioni musicali serie. […] Non si vedranno per prime le mie canzoni, perché di canzoni, anzi di belle canzoni, ce ne sono molte di mie parenti che scrivono. Opere di musica da camera […] questo è l’inizio che desidero. Sarebbe più facile strappare un pezzo alla roccia che strappare a me la mia idea ideale: l’elevazione del genere femminile!“
L’anno successivo, la compositrice si recò a Copenaghen per incontrare il famoso compositore Niels W. Gade e mostrargli alcune sue composizioni, fra le quali una sonata per pianoforte, la sua prima sinfonia e un quartetto per pianoforte.
Nonostante Gade la sminuì, affermando che potesse suonare come organista solo in una piccola chiesa, non poté però negare la sua bravura come compositrice e ciò fece ritornare la ragazza a Göteborg con un nuovo umore e nuove idee, come scrisse al padre:
“Voglio continuare ad andare avanti, voglio essere veramente utile e volevo diventare qualcosa di più di quello che sono!”
Nel 1872, invece, la compositrice si recò a Lipsia tentando di tenere, senza successo, un recital organistico. Ritornata in patria, iniziò a gestire una scuola di musica e a organizzare piccole serate musicali con i suoi allievi. Accanto a queste attività, non smise di trascurare la composizione, scrivendo vari pezzi per pianoforte, per coro con e senza orchestra e due grandi opere orchestrali.
Cinque anni più tardi, Andrée noleggiò un’orchestra e tenne un concerto privato nella sala Lilla Börssalen a Göteborg mentre, poco tempo dopo, tenne un concerto orchestrale di grande successo alla cattedrale locale, la quale si riempì completamente, dirigendo personalmente la sua Ouverture da concerto e un Andante.
Verso il 1880, la compositrice era molto nota sulla scena musicale svedese e alcune delle sue migliori opere risalgono a questo decennio, come il Trio per pianoforte in Sol minore (1883), il Quartetto d’archi (1887, il primo dei Paesi nordici composto da una donna ed eseguito da sole donne) e la Fritjofs Saga (1895, la prima grande opera svedese nello stile wagneriano).
Nell’autunno del 1897, Andrée fu incaricata dell’organizzazione dei concerti popolari tenuti dall’Arbetareinstitutet di Göteborg, incarico mantenuto fino a poco prima della sua morte.
Tali concerti furono concepiti per creare un nuovo pubblico per i grandi concerti sinfonici, un genere musicale sviluppatosi in Svezia a partire dal 1900 circa. Essi erano accessibili con biglietti a basso costo e i loro programmi annoveravano pezzi pianistici, canzoni, composizioni corali, musica da camera e musica sinfonica.
Questa poliedrica donna lavorò anche come insegnante ed esaminatrice della Kunglinga Musikaliska Akademien di Göteborg, contribuendo alla formazione di numerose organiste negli anni successivi.
Nei suoi ultimi anni, influenzata dalle tesi del filosofo inglese John Stuart Mill sull’emancipazione femminile e forte del suo motto “L’elevazione del genere femminile”, Andréé si impegnò molto per i diritti delle donne e, grazie al suo impegno, le stesse videro un grande cambiamento nella loro posizione giuridico-finanziaria, riuscendo ad avere un’ampia gamma di impieghi e il diritto di voto.
Come compositrice, la sua produzione musicale annovera oltre 100 composizioni e può essere suddivisa in tre differenti periodi.
Il primo periodo comprende le sue opere giovanili, tra le quali si distinguono per importanza il Trio per pianoforte in Do minore, il Quartetto per archi in La minore, l’Ouverture in Sol minore per orchestra, il Quintetto per pianoforte in Mi minore e il Quartetto per pianoforte in La minore.
Queste composizioni, caratterizzate da grande lucidità formale, si ispirano allo stile del suo ex maestro Ludvig Norman, ma anche alla musica di Beethoven e ai pezzi da camera di Schubert e Mendelssohn.
Il secondo periodo inizia con il trasferimento a Göteborg nel 1867 e la sua prima composizione a rientrare in questa fase fu la Sinfonia n° 1 (1869), nella quale Andrée indirizzò il suo stile compositivo generale verso lo stile orchestrale di Weber e Mendelssohn, accanto a lunghe sezioni melodiche che ricordano il primo Brahms.
In questi anni, la compositrice ampliò la sua gamma di generi musicali, scrivendo canzoni, pezzi pianistici e musica cameristica, sempre in stile tedesco. All’interno di questa estesa produzione, spiccano la Sinfonia n° 2 (1879) e il Trio per pianoforte in Sol minore (1883).
L’ultimo periodo, iniziato dopo il 1890, comprende varie composizioni in stile mendelssohniano con tocchi di stile francese (come la Sinfonia per organo in Si minore, 1890), in stile wagneriano (come la Fritiofs Saga) e in stile mendelssohniano-faureiano (come nelle due Messe svedesi).
Oggi Andrée viene ricordata non solo per essere stata una delle prime donne a intraprendere con grande successo la carriera di musicista e di compositrice professionista, ma anche per essere stata tra le prime compositrici svedesi a scrivere una nutrita quantità di opere orchestrali.
In particolare, la sua Sinfonia n° 2 in La minore fu scritta a partire dagli anni Settanta del XIX secolo, portandola a completamento nell’agosto del 1879. In reazione all’esecuzione approssimativa della sua Sinfonia n° 1 da parte dell’Orchestra di Stoccolma, la compositrice decise stavolta di rivolgersi all’Orchestra di Göteborg per l’esecuzione.
Tuttavia, a causa dello scioglimento della formazione nell’ottobre del 1879, la compositrice dovette aspettare ben quattro anni per assistere all’esecuzione della sua nuova sinfonia.
L’accoglienza del pubblico fu abbastanza calorosa ma, anche in quest’occasione, Andrée fu umiliata, in quanto non solo non gli fu permesso di farsi avanti per ricevere un riconoscimento (a causa di una regola che vietava alle donne di salire sul podio), ma ricevette anche il rifiuto del direttore d’orchestra di ripetere un movimento, come desiderato dal pubblico.
L’opera, un’interessante mistura di stile classico e di stile mendelssohniano, rivela anche una mutata comprensione sotto il profilo armonico, aggiornandosi alle ultime tendenze stilistiche sorte durante gli anni Settanta del XIX secolo.
Le melodie sono ben curate, caratterizzate da notevole lunghezza e lirismo, nonché da un graduale crescendo emotivo-musicale. Anche l’orchestrazione è ben fatta e si distingue per il suono orchestrale insolitamente colorato.
La compositrice, infatti, riuscì ad acquisire una notevole conoscenza degli strumenti a fiato nel corso della sua vita, grazie all’amicizia con alcuni membri della banda del Reggimento di Artiglieria Gota, di stanza a Göteborg, nonché alla pratica decennale dell’orchestrazione nell’ambito della musica da chiesa.
Il primo movimento si caratterizza per la presenza di due temi musicali quasi opposti, uno molto vivace e l’altro più calmo e rilassato. Il secondo movimento, invece, è molto più melodico, mentre il terzo si distingue per il suo carattere danzante, di chiara ispirazione mendelssohniana. L’ultimo movimento, infine, si distingue per la sua grande brillantezza e conclude in maniera spettacolare la composizione.
Buona giornata e a domani!
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Bravo, Pierfrancesco, e grazie. A domani 🙂
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Ma che fatica, per affermarsi!
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Ciao. Ho avuto il tempo di ascoltare: mi è piaciuto. Mi pare di aver sentito, ma questo è l’idea di una perfetta ignorante in materia, l’influenza di Beethoven e lo stile di quegli anni che , in qualche modo mi pare riconoscibile. Grazie. Buona domenica.
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Grazie! Buona domenica anche a te 🙂
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Pezzo molto espressivo, ben eseguito. Grazie per la proposta!
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Non c’è di che 😉
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