Vítězslava Kaprálová (24 gennaio 1915 - 1940): Vojenská symfonieta op. 11 (Sinfonietta militare, 1936-37). AUniversity of Michigan Symphony Orchestra, dir. Kenneth Kiesler.

Vítězslava Kaprálová (24 gennaio 1915 - 1940): Vojenská symfonieta op. 11 (Sinfonietta militare, 1936-37). AUniversity of Michigan Symphony Orchestra, dir. Kenneth Kiesler.

Militare ma anche , come dire, Hollywoodiana. Il fine settimana inizia composto.🙂
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sono io l’anonimo!
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Ogni tanto WordPress ci impone l’incognito 🙄
Sto aggiungendo composizioni di Kaprálová alla discoteca, mi pare una compositrice molto interessante. Buona giornata 🙂
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grazie. buona giornata a te.🙂
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Buon pomeriggio, caro Claudio, grazie mille di aver portato questa deliziosa sinfonia, davvero un’interpretazione fantastica quella della University of Michigan Symphony Orchestra 😄
Eccellente compositrice del Novecento ceco-slovacco, Kaprálová nacque in una famiglia borghese dedita alla musica e crebbe in una cerchia di amici piuttosto colta, comprendente alcuni dei migliori musicisti e studiosi della nuova Repubblica Cecoslovacca.
Grazie all’offerta musicale della sua città natale, Brno, la giovane poté iniziare a sviluppare il suo precoce talento musicale, riconosciuto ben presto anche dai suoi genitori.
La madre Vítězslava Uhlířová era un’ottima insegnante di canto, mentre il padre Václav Kaprál era un famoso pianista, insegnante, direttore di coro e critico musicale, nonché uno dei pochi ex allievi del compositore Leoš Janáček che riuscirono ad avviare una promettente carriera compositiva.
Questo fertile terreno musicale permise a Kaprálová di esprimere liberamente la sua creatività musicale e, a soli nove anni, iniziò a dedicarsi alla composizione. Tre anni più tardi, invece, scrisse la sua prima opera di rilievo, un Valse triste in stile chopiniano.
Sotto l’influenza materna, la ragazza si appassionò anche al canto, scrivendo una notevole quantità di musica vocale che unisce una profonda identificazione con la voce cantata a un grande amore per la poesia, un altro interesse di Kaprálová, la quale scrisse egli stessa buoni versi.
Nonostante il grande supporto genitoriale nei confronti del grande interesse compositivo della figlia, i genitori avevano in mente un destino piu pratico per lei, in quanto avrebbe dovuto prendere le redini della scuola musicale privata di famiglia.
La ragazza, però, rimase ferma sui suoi passi, avendo già in mente una doppia carriera nell’ambito della composizione e della direzione d’orchestra e decise di perseguire questa aspirazione scegliendo di iscriversi al Conservatorio di Brno, all’età di soli 15 anni, diventando la prima donna dell’istituto a diplomarsi.
Qui Kaprálová ebbe come insegnanti Vilém Petrželka (composizione), Max Koblížek e Jaroslav Kvapil (armonia), Zdeněk Chalabala (direzione d’orchestra), Vilém Steinman (direzione di coro), Osvald Chlubna (strumentazione), Gracian Černušák (storia della musica), Ludvík Kundera (estetica musicale) e Anna Holubová (esecuzione pianistica).
Durante i suoi anni al Conservatorio di Brno, la giovane continuò a dedicarsi alla composizione, scrivendo ottimi lavori come una Suite per pianoforte (1931, un’opera già impegnata e altamente matura emotivamente, caratterizzata da una notevole tecnica pianistica e da un linguaggio armonico colorato dal sapore orchestrale). La composizione fu orchestrata quattro anni più tardi con il titolo di Suite en miniature e si trattò della sua prima opera numerata.
Seguirono altri pezzi degni di nota, come i Due pezzi op. 3 (1932) per violino e pianoforte, i cicli di canzoni Dvě písně, op. 4 (“Due canzoni”, 1932) e Jiskry z popele op. 5 (“Scintille dalle ceneri, 1932-1933), nonché la canzone Leden (gennaio 1933) per voce acuta, flauto, due violini, violoncello e pianoforte, su testo del poeta Vítězslav Nezval.
Queste opere. nonostante la loro ottima fattura e la notevole maturità artistica, furono tuttavia considerate leggermente inferiori dalla ragazza rispetto a quelli che considerava i suoi due più grandi capolavori giovanili, ossia la Sonáta Appassionata in due movimenti op. 6 (1933, un’opera altamente virtuosistica) e il Concerto per pianoforte e orchestra in Re minore op. 7 (1934-1935, il suo lavoro di diploma).
Quest’ultimo mostra eccellentemete il versatile talento musicale di Kaprálová, evidente nella grande energia e passione che emana, nonché nella sua spontaneità e disciplina, sapientemente condite con un ottimo lirismo e umorismo.
La sua prima esecuzione al concerto di diploma della ragazza ricevette pareri entusiasmanti dai giornali regionali e dai maggiori quotidiani esteri, tra i quali il giornale tedesco “Prager Tagblatt”, sul quale un recensore rimase amareggiato per la decisione dell’istituto di non eseguire integralmente l’opera, limitandosi solo al primo movimento.
Nel 1935, invece, Kaprálová entrò nella Scuola di Perfezionamento del Conservatorio di Praga, dove ebbe come insegnanti Vítězslav Novák (composizione) e Václav Talich (direzione d’orchestra). Essendo i migliori insegnanti del paese, l’ammissione ai loro corsi fu davvero selettiva e competitiva, con soli otto studenti ammessi alla classe del primo e cinque studenti ammessi alla classe del secondo.
L’ambiente scolastico e culturale praghese furono un grande stimolo per il talento compositivo della ragazza, unito alla maturazione di una forte etica del lavoro.
In questo periodo, Kaprálová divenne membro di Přítomnost (“Presente”), una società di nuova musica presieduta dal compositore avanguardistico Alois Hába. Partecipò anche con regolarità ai martedì musicali di Umělecká beseda (“Forum artistico”) del compositore Silvestr Hippmann, avvicinandosi alla nuova musica contemporanea nazionale e internazionale.
Durante la sua permanenza al Conservatorio di Praga, la compositrice scrisse alcuni dei suoi pezzi più famosi, come il ciclo di canzoni Navždy op. 12 (“Per sempre”, 1936-1937) e la canzone d’arte Sbohem a šáteček op. 14 (“Saluto d’addio”, 1937), poi successivamente orchestrata a Parigi in collaborazione con il compositore Bohuslav Martinů.
Si ricordano anche la Groteskní passacaglia (“Passacaglia grottesca”), il Quartetto per archi op. 8 e i Dubnová preludia op. 13 (“Preludi d’aprile”, 1937) per pianoforte, dedicati al compositore e pianista ceco-statunitense Rudolf Firkušný.
Tuttavia, la composizione che la consacrò definitivamente come compositrice nei confronti del pubblico praghese ed estero fu la Vojenská symfonieta op. 11 (“Sinfonietta militare”, 1936-1937), la sua opera di diploma, eseguita in prima assoluta dalla Filarmonica Ceca il 26 novembre 1937 a Praga, sotto la direzione della compositrice stessa.
L’anno successivo alla prima, precisamente il 19 giugno 1938, l’opera fu eseguita anche all’estero, durante la serata inaugurale del 16° Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea di Londra. La prima britannica, durante la quale Kaprálová diresse la BBC Symphony Orchestra, venne trasmessa anche negli Stati Uniti dalla CBS.
Anche qui la ragazza ottenne pareri entusiasti, non soltanto per il buon risultato ottenuto al festival e per essere stata la star del concerto di apertura, ma anche per la bellezza e l’eleganza del suo lavoro. Tra le varie recensioni, Kaprálová apprezzò molto quella del suo collega Havergal Brial che, nella relazione del festival scritta per la rivista “Musical Opinion”, affermò:
“La prima opera suonata e trasmessa al recente festival, una Sinfonietta militare della signorina Vítězslava Kaprálová della Cecoslovacchia, si è rivelata un pezzo sorprendente di scrittura orchestrale; era anche un progetto logico e ben bilanciato”
La ragazza si recò all’evento partendo da Parigi, dove si era già stabilita a partire dall’ottobre 1937 per perfezionare la sua formazione musicale all’École Normale de Musique, sperando di continuare i suoi studi con Charles Munch (direzione d’orchestra) e con Nadia Boulanger (composizione).
Purtroppo, a causa della sua limitata conoscenza della lingua francese, non fu accettata nella classe della Boulanger e dovette limitarsi agli studi con Munch, dal quale venne accettata volentieri perché conosceva il tedesco.
Parallelamente agli studi presso l’istituto, la compositrice prese lezioni private da Bohuslav Martinů, ormai un compositore di fama internazionale, con il quale intraprese anche una relazione amorosa.
Purtroppo, il rapido peggioramento del clima politico e la separazione da Martinů, spinsero la ragazza a ritornare in patria, dove continuò a scrivere la sua Partita per archi e pianoforte op. 20 (1938-1939) e iniziò la Suita rustica op. 19 e il Concertino per violino, clarinetto e orchestra op. 21 (1939), completandoli poco tempo dopo.
Durante il primo periodo parigino (1937-1938), durato soli due anni, la Kapralová sperimentò uno sviluppo creativo paragonabile ai sette anni trascorsi nel suo paese natale. A questo periodo, risalgono le Variazioni del Carillon e un incompiuto trio per strumenti ad ancia.
Durante il suo secondo periodo parigino (1939-1940), la ragazza conobbe un periodo creativo ancora più fecondo, scrivendo un Elegia per violino e pianoforte e il melodramma Karlu Čapkovi (“A Karel Capek”) per voce recitante, violino e pianoforte, su testi di Nezval, entrambi composti in onore dello scrittore ceco Karel Čapek, scomparso nel giorno di Natale del 1938.
Nel 1939, con l’occupazione tedesca di Praga, Kaprálová cercò sempre più rifugio nella musica e il risultato fu il Concertino op. 21 per violino, clarinetto e orchestra, il suo ultimo lavoro importante, carico di idee audaci e di un linguaggio musicale moderno. Accanto a questo, per importanza, si collocano soltanto il ciclo di canzoni Zpíváno do dálky, op. 22 (“Cantata in lontananza”, 1939) e le Deux ritournelles pour violoncelle et piano op. 25 (1940), la sua ultima composizione.
Durante questo periodo, la compositrice si ritrovo senza stipendio e senza aiuto finanziario della famiglia e, di conseguenza, dovette dedicare gran parte del suo tempo a piccole commissioni per mantenersi. Una di queste fu il Prélude de Noël (1939), una miniatura per orchestra scritta per un programma natalizio della Radio PTT di Parigi.
Fallita la speranza di ottenere una borsa di studio alla Juillard School per emigrare negli Stati Uniti con Martinů, la compositrice decise di unirsi ad alcuni amici per sopravvivere e, tra questi, vi era il suo futuro marito Jiří Mucha. Tra l’altro, si unì anche alla comunità ceca per il sostegno allo sforzo bellico, contribuendo a fondare un coro e scrivendo recensioni per il settimanale “La cause Tchecoslovaque”, nonché componendo musica per la radio, per il teatro e per la televisione.
Nell’ultimo anno di vita, Kaprálová riprese gli studi all’École Normale de Musique e, nel mese di aprile, sposò Mucha, poco prima della sua morte a causa di una malattia terminale.
Nel 1946, sei anni dopo la sua morte, l’Accademia Ceca delle Scienze e delle Arti gli conferì postuma l’onorificenza di membro in memoriam, l’unica musicista a ricevere questo riconoscimento in quegli anni.
Con la sua Vojenská symfonieta, Kaprálová dimostrò la grande padronanza della forma orchestrale di grande respiro, sulla base del successo ottenuto con il suo Concerto per pianoforte. L’opera venne dedicata al secondo presidente della Repubblica Cecoslovacca, Edvard Beneš.
La prima si tenne in occasione di un concerto di gala presso l’illustre Lucerna Hall di Praga, sotto il patrocinio del presidente stesso. L’evento fu organizzato dal Consiglio Nazionale delle Donne e vide la partecipazione di numerose compositrici, tutte di origine ceca.
La direzione del concerto, affidata alla compositrice stessa, la elevò a prima donna del paese a dirigere la Filarmonica Ceca, un grande successo festeggiato insieme agli amici a casa del direttore d’orchestra Karel Ančerl.
Anche la successiva prima britannica, sempre diretta dalla Kaprálová, la elevò a prima donna a dirigere la BBC Symphony Orchestra. Non solo diresse la sua musica, ma anche quella di importanti compositori d’avanguardia dell’epoca, come Bartók, Britten, Copland, Hindemith, Webern e altri.
La Sinfonietta militare non è solo un condensato di vigore, sensibilità, orchestrazione colorata, raffinata maestria e alla passione, ma anche un’importanza testimonianza delle inquietudini dell’epoca, precedenti di poco l’accordo di Monaco e le dimissioni del presidente Beneš.
La compositrice stessa descrisse questa composizione usando queste parole:
“La forma finale della Vojenská symfonieta emerge gradualmente dai primi temi musicali del maggio 1936 alla partitura orchestrale del gennaio [sic, gennaio-febbraio] 1937. In essa la compositrice usa il linguaggio della musica per esprimere il suo rapporto emotivo con le questioni dell’esistenza nazionale… un argomento che permeava la coscienza della nazione in quel momento… La composizione non rappresenta un grido di battaglia, ma raffigura il bisogno psicologico di difendere ciò che è più sacro per la nazione. L’atmosfera è creata all’inizio dal suono del piccolo tamburo che precede una breve fanfara di tromba. L’aggressivo tema principale, nel modo eolico, viene suonato in diverse variazioni ripetute e raggiunge il culmine, che si interrompe in un tenero tema canoro delicatamente accentato da ritmi morbidi. Il tema conclusivo sottolinea con ancora più forza il carattere combattivo della composizione, basandosi sulle fragili armonie quartali. Al termine dell’esposizione, emergono lentamente le profonde voci canore dei bassi e dei violoncelli, che rappresentano il movimento lento, il cui andamento è interrotto a intervalli da un ritmo di danza. Nella parte centrale della composizione l’esecuzione del tema costruito a partire dal precedente materiale tematico dell’esposizione culmina nel canto delle trombe in un gioioso accordo di sei-quattro sulla radice in Fa maggiore. La ricapitolazione prosegue sullo stesso tono emotivo, plasmando anche il motivo canoro nel carattere del tema principale. Il tema conclusivo conserva solo l’intervallo di quarta, che viene utilizzato nell’ampia coda, che culmina nel climax esplosivo dell’intera orchestra e nell’esultanza maestosa e vittoriosa delle ultime note“.
Quando la Kaprálová fu scelta per dirigere la BBC Symphony Orchestra, le fu chiesto di presentare il suo curriculum vitae per la menzione nella brochure del Festival. In esso, presentò un elenco di sue opere, inclusa una raccolta di canzoni orchestrali non chiaramente indicate.
La compositrice scrisse un totale di 33 canzoni d’arte, molte delle quali si collocano all’apice della produzione musicale cecoslovacca e considerate tra i più grandi successi della canzone d’autore. Data la sua naturale abilità di orchestratrice, non c’è da stupirsi come abbia creato tali successi in quest’ambito.
Buona serata e a domani!
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Molto bene, Pierfrancesco, grazie. Buona notte e a domani 🙂
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Mi ero accinta ad ascoltare con qualche perplessità, dato il titolo bellico, invece mi è piaciuta.
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Mi fa piacere 🙂
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