Adagietto – II: alla gondoliera

Daniele Zanettovich (26 gennaio 1950): Concerto per flau­to e archi detto Il Casanova (2004). Enzo Caroli, flauto; Orchestra Sinfonica Adriatica, dir. Paolo Pessina.

  1. Allegro
  2. Adagietto alla gondoliera – Un poco più mosso, ma molto liberamente (Il canto dell’usignolo) – Tempo I [5:47]
  3. Presto [12:27]

6 pensieri riguardo “Adagietto – II: alla gondoliera

  1. Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie mille per aver condiviso questo splendido concerto per flauto, davvero un’ottima interpretazione ☺️

    Nato a Trieste nella famiglia del famoso violinista Renato Zanettovich, il giovane compie la sua formazione musicale presso il locale conservatorio, dove ha avuto come insegnanti Dario De Rosa (pianoforte, timpani e strumenti a percussione) e Giulio Viozzi (composizione, musica corale e direzione di coro).

    Al termine degli studi, Zanettovich inizia una carriera musicale come pianista (nel corso della quale, ha anche vinto, nel 1963, la IV Rassegna Nazionale Allievi Pianisti di La Spezia), per poi dedicarsi in seguito all’attività compositiva.

    In quest’ambito, si è inizialmente affermato con tre diplomi di ammissione alla lettura finale al Concorso Internazionale di Composizione “Giovanni Battista Viotti” di Vercelli (1967, 1968 e 1969), vincendo negli stessi anni anche il “premio del pubblico” nelle prime due edizioni del Concorso Nazionale di Composizione “Riccardo Zandonai” di Rovereto.

    Durante l’ultimo anno di studi, il giovane si affaccia già alla composizione, scrivendo l’atto unico Celine, rappresentato nell’ottobre 1971 al Teatro “Donizetti” di Bergamo.

    Questo lavoro, vicino ai canoni della tradizione melodrammatica italiana, è stato elogiato dal Giornale di Bergamo “per la sicurezza con cui il suo autore maneggia non sono l’orchestra ma il discorso musicale. È già un forte uomo di teatro…”.

    Il Giornale di Brescia, invece, ne ha tessuto le lodi affermando che “… per essere alla sua prima esperienza teatrale [Daniele Zanettovich] ha dimostrato un talento spiccatissimo, senso del teatro molto evidente, capacità di strumentatore decisamente fuori dal comune, acume per le sue proporzioni…”

    Il suo successivo lavoro, invece, è stato E&FFlauto-Concerto (1972), insignito del primo premio al Concorso Internazionale di Composizione “Prix Prince Pierre de Monaco” e lodato con parole entusiasmanti dal compositore francese Georges Auric, presidente della giuria, il quale ebbe modo di dire: “Al primo turno, è stata raggiunta l’unanimità, cosa rara… [Il “Concerto per flauto e orchestra”] ci ha rivelato una grande tecnica superiore a quella degli altri concorrenti. Anche questa maturità è sorprendente in un compositore così giovane”.

    Sempre nello stesso periodo, Zanettovich scrisse alcuni lavori basati su pezzi di musica popolare, come il Concerto di Materada per mezzosoprano, quartetto d’ottoni, archi e voce recitante – su un frammento dell’ononimo romanzo di Fulvio Tonizza e su melodie della liturgia istriana – e I Canti della pace per mezzosoprano, fagotto e piccola orchestra, su temi popolari cecoslovacchi.

    Al 1975, invece, risale Coréographies pour orchestre, insignito del primo premio al XII Concorso Internazionale di Composizione Sinfonica “Premio Città di Trieste”, all’interno della quale risalta la componente gestuale, con alcuni strumenti trasformati in veri e propri “personaggi” (da qui il titolo della composizione).

    Simile è l’Invenzione sopra un tritono (1975), insignita del primo premio al XVI Concorso Nazionale di Composizione Pianistica di Treviso.

    I successivi Estadio Nacional: Lager 1973 per flauto, archi e tamburo e la Passio Prophana, entrambi del 1977, appartengono già a una nuova fase compositiva, caratterizzata dall’utilizzo di una forte tecnica coloristica, frutto di ricerche ed esperimenti personali di Zanettovich. Tuttavia, emergono reminescenze della fase precedente, in quanto il finale della Passio è costruito su un frammento di musica popolare, reso tramite l’eco di un canto partigiano.

    Nello stesso filone, è possibile annoverare anche gli Appunti in un cimitero di guerra per flauto e percussione, Contraciudad, … in illam requiem per voci e percussioni e altri lavori minori.

    Nel 1978, Zanettovich è insignito di un secondo “Prix Prince Pierre de Monaco”, per la sua opera Monumentum a Luigi Dallapiccola per baritono e orchestra, costruita sapientemente secondo una logica seriale, all’interno della quale frammenti testuali latini e spagnoli, riferiti a forme “siderali”, nonché tenui punteggiati coloristici evocano memorie care al compositore.

    Negli anni successivi, dopo lo spostamento definitivo ad Aquileia, il compositore inizia a scrivere diverse composizioni basate sulla liturgia aquileiese medievale, trattando il “cantus firmus” secondo canoni di reminescenza fiamminga e inserendo sequenze timbriche di grande contrasto.

    Primi esempi di questa nuova fase sono le prime due Symphoniae super tenor aquileiensis, la Symphonia tertia per ottoni e percussione e la Sinfonia sopra un discanto aquileiese.

    Nel 1981, invece, Zanettovich viene insignito del primo premio al Concours International de Composition Musicale “Opéra et Ballet” di Ginevra, per l’opera La donna verde, uno “spettacolo da danzare e mimare nelle sue parti suonate, cantate e recitate” per due voci obbligate e sei percussionisti.

    Pur costituito in “forma chiusa” (ossia formato da “episodi” eseguibili come parti autonome), ogni componente segue un’unica logica costruttiva, la quale si ritrova anche nei dettagli più minuti e nei principi di base dell’opera.

    A partire dal 1982, il compositore prosegue la serie delle Symphoniae, applicando la sua tecnica costruttiva a piccoli e insoliti organici da camera: la Symphonia quarta (1985) è stata composta per flauto e contrabbasso, la Symphonia sexta (1985) per percussione e frequenza, la Symphonia septima (1986) per flauto, flauto contralto e frequenza e, infine, la Symphonia nona (1987) è stata scritta per oboe, pianoforte preparato e frequenza.

    Due anni più tardi, Zanettovich presenta alla Settimana Musicale “Gaudeamus” di Amsterdam la Symphonia quarta e l’Aire de nocturno, un pezzo musicale il cui “disegno” melodico ricalca una serie di costellazioni come in un immaginario planetario sonoro. Tale opera sarà riscritta dal compositore per vari organici.

    Accanto all’attività compositiva, Zanettovich si è dedicato alla direzione d’orchestra e all’attività didattica, proponendo varie composizioni per principianti e un apprezzato trattato di armonia in due volumi, intitolato Appunti per il corso di armonia principale, in uso ancora oggi.

    Come docente, ha insegnato al Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine (1973-2008), ricoprendo le cattedre di teoria musicale e solfeggio (1968-1973) e di armonia, contrappunto, fuga e composizione (1973-2008).

    Buona giornata e a presto!

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