Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij (14 febbraio 1813 - 1869): Малороссійскій Козачёкъ (Kozačok piccolorusso), fantasia sopra una danza cosacca per orchestra (1868). Orchestra sinfonica di Stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.

Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij (14 febbraio 1813 - 1869): Малороссійскій Козачёкъ (Kozačok piccolorusso), fantasia sopra una danza cosacca per orchestra (1868). Orchestra sinfonica di Stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.

Spero tu stia bene . Grazie del pensiero. ❤️🐶
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Va abbastanza bene, grazie, ma Puck mi manca moltissimo.
Voi come state?
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Non ho osato chiedertelo ma certamente non posso non associarti aPuck. Si parla di amore oggi e chi più di loro può essere destinatario di questo spesso bistrattato sentimento❤️🐶
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Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo splendido pezzo orchestrale, davvero un’ottima interpretazione e… bellissimi costumi 😊
Dargomyžskij viene oggi ricordato come importante contribuitore allo sviluppo della musica russa ottocentesca, nonché uno dei maggiori rappresentanti del periodo compreso tra Glinka e il Gruppo dei Cinque. Tra i suoi contributi, si ricorda anche la creazione del movimento realista all’interno della musica russa, una tendenza assai seguita da molti compositori successivi.
Nella sua autobiografia, afferma di essere nato nel villaggio di Troitskoye, nella contea di Belevsky, in provincia di Tula. Tuttavia, la ricerca musicologica ha stabilito che tale villaggio, all’epoca, ancora non esisteva e che, invece, Dargomyžskij nacque nel villaggio di Voskresenskoye, nella contea di Cherny, sempre in provincia di Tula.
Nato in una famiglia nobile, il piccolo trascorse la sua infanzia tra la tenuta di famiglia a Tverdunovo e le città di Smolensk e di San Pietroburgo e, durante questo periodo, ebbe modo di avvicinarsi alla musica popolare russa.
Durante la sua permanenza a San Pietroburgo, il giovane ricevette un’ottima educazione musicale, studiando privatamente con Louise Wolgeborn e Adrian Danilevsky (pianoforte), nonché con Frank Schauberlechner (composizione).
In parallelo, Dargomyžskij iniziò a esibirsi come pianista in concerti di beneficenza e incontri privati, iniziando anche a studiare canto con Benedikt Zeibig. Dal 1822, invece, si dedicò al violino e iniziò a suonare in vari quartetti, ma presto perse interesse verso questo strumento.
All’epoca, infatti, si era già fatto una certa nomina come compositore, avendo scritto e pubblicato varie composizioni per pianoforte, diverse romanze e numerose altre opere.
Nell’autunno 1827, seguendo le orme paterne, il giovane entrò nel servizio civile, facendo una rapida carriera. Durante questi anni, tra l’altro, suonava spesso in casa e si recava a teatro per assistere alle rappresentazioni di opere italiane.
Nella primavera del 1835, Dargomyžskij incontrò Glinka, con il quale strinse subito una grande amicizia e con il quale iniziò a suonare il pianoforte, ad analizzare le composizioni di Beethoven e Mendelssohn e a perfezionarsi nella teoria musicale.
Dopo aver assistito alle prove dell’opera del suo amico Una vita per lo zar, il compositore decise di lavorare a una sua opera, su soggetto hughiano. Fu così che, nel 1841, nacque Esmeralda, messa in scena al Teatro Bolshoi di Mosca, senza molta fortuna.
Sentitosi scoraggiato, Dargomyžskij decise di abbandonare momentaneamente il teatro per dedicarsi all’insegnamento privato del canto e alla composizione di romanze per voce e pianoforte di grande successo, fra le quali si ricordano Il fuoco del desiderio brucia nel sangue…, Sono innamorato, fanciulla bella, Lilleta, Zefiro notturno e Sedici anni.
A partire dal 1843, invece, il compositore iniziò a compiere una serie di viaggi in Europa, durante i quali incontrò diversi membri dell’intellighenzia musicale dell’epoca, come il musicologo François-Joseph Fétis, il violinista Henri Vieutant e i compositori Gaetano Donizetti, Fromental Halévy, Daniel Aubert e Giacomo Meyerbeer.
Tornato in patria due anni dopo, Dargomyžskij iniziò un appassionato studio della musica popolare russa, la cui influenza si denota chiaramente nelle romanze e nelle canzoni di questo periodo, come La fanciulla Dushechka, Likhoradushka e Melnik, nonché nell’opera Rusalka, iniziata nel 1848 e finita sette anni più tardi.
L’opera, basata sull’omonima tragedia dello scrittore russo Alexander Puškin, fu rappresentata nel maggio 1856 a San Pietroburgo, venendo subito ben accolta. Il maggiore critico musicale del tempo, Alexander Serov, la elogiò addirittura con un ampio articolo sul Theatrical and Musical Bullettin, permettendo all’opera di rimanere in repertorio a lungo.
Poco dopo, Dargomyžskij si avvicinò al Circolo Democratico degli Scrittori, partecipando anche alla pubblicazione della rivista satirica “Iskra” e scrivendo diverse canzoni su poesie di uno dei maggiori membri del circolo, il poeta Vasily Kurochkin.
Nel 1859, invece, il compositore fu nominato presidente della neonata Società Musicale Russa e, durante il suo mandato, ebbe modo di conoscere un gruppo di giovani compositori vicini a Mili Balakirev, i quali formeranno il futuro Gruppo dei Cinque.
Negli anni successivi, Dargomyžskij iniziò a lavorare su una nuova opera su soggetto di Puškin ma, a causa di una crisi creativa dovuta al ritiro di Rusalka dal repertorio e al disprezzo dei suoi colleghi più giovani, la scrittura procede lentamente. Così, il compositore decise di fermarsi e di recarsi di nuovo in viaggio in Europa. Durante questo periodo, fece eseguire con successo alcuni suoi lavori e, rimasto contento, poté ritornare a scrivere con nuovo vigore.
L’opera, battezzata Il convitato di Pietra, fu quasi completamente basata su recitativi melodici con un semplice accompagnamento accordale e questa scelta lo rese il primo compositore russo a scrivere un’opera del genere.
Nelle intenzioni dell’autore, questo tipo di linguaggio doveva riflettere la “verità drammatica” e riprodurre, tramite la musica, il parlato umano con tutte le sue sfumature e inflessioni. Tali principi sono stati poi fatti propri da Musorgsky e incarnati nelle sue opere Boris Godunov e Khovanshchina.
Tuttavia, l’enorme carico di lavoro come presidente della Società Musicale Russa e l’insuccesso della sua opera Il Trionfo di Bacco (1848) lo debilitarono notevolmente, portandolo alla morte qualche anno più tardi.
L’opera rimase incompiuta ma, come stabilì nel suo testamento, fu completata da Cui e orchestrata da Rimsky-Korsakov.
Grazie ai suoi due capolavori teatrali, Dargomyžskij apportò un enorme contributo allo sviluppo della cultura musicale russa la quale, molto probabilmente, non si sarebbe mai sviluppata adeguatamente.
Anche le sue opere minori, come Bolero, Baba Yaga, Cosacca e la Fantasia di Chukhon, sono molto importanti, in quanto continuatrici della tradizione musicale sinfonica glinkiana e pilastri del ricco patrimonio musicale orchestrale creato dai compositori successivi. Nonostante la loro scrittura originale e la buona orchestrazione, oggi rimangono poco attenzionate.
Le sue romanze, infine, furono elogiate per il grande lirismo e per il sapiente utilizzo degli elementi della musica popolare russa. In particolare, gli ultimi lavori del compositore nel genere si distinguono per la loro profonda drammaticità, per la grande passione e per la notevole veridicità espressiva, costituendo a pieno titolo dei precursori della musica vocale di Musorgsky.
Nel corso del XX secolo, l’interesse per la musica di Dargomyžskij si è ravvivato: le sue opere sono entrate a far parte in pianta stabile del repertorio, i suoi pezzi orchestrali sono stati inseriti nell’Antologia della musica sinfonica russa registrata da Svetlanov e, infine, le sue romanze sono diventante parte integrante del repertorio dei maggiori cantanti russi.
Buona giornata e a presto!
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Grazie mille, Pierfrancesco. Buona serata e a domani 🙂
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