8 pensieri riguardo “Una Suite del Caro Sassone

    1. Bach era poco noto all’epoca in cui morì (1750): la sua riscoperta si deve principalmente a Mendelssohn, che nel 1829 diresse la Matthäuspassion a Berlino suscitando l’interesse del mondo musicale, non solo tedesco, per l’opera bachiana. Händel invece era celeberrimo già in vita, grazie alla posizione di prestigio che si era conquistata presso la corte britannica. Sicché Mozart e Beethoven conoscevano poco di Bach, considerato un bravo contrappuntista e basta, mentre veneravano in Händel il più formidabile compositore di tutti i tempi. Nel Requiem K 626 — che, non dimentichiamolo, è un lavoro scritto su commissione: al contrario di quello che molti pensano, Mozart non vi si impegnò più di tanto — ci sono ampi passaggi contrappuntistici tratti da composizioni di Händel; secondo me, il salisburghese non si fece il benché minimo scrupolo nel copiare la musica del Maestro di tutti 🙂

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  1. Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questa splendida perla barocca e… complimenti anche a De Luca per la magnifica interpretazione! 😊

    La maggior parte delle composizioni tastieristiche di Haendel, compresa questa suite, appartengono ai suoi anni giovanili, poiché sono molto rari i pezzi composti esclusivamente per il cembalo dopo il 1715-1720. Secondo gli studi, gran parte di questa produzione risale al lungo periodo trascorso ad Amburgo o al breve soggiorno trascorso a Hannover.

    Nonostante si tratti di una parte minoritaria della sua produzione musicale, queste composizioni già mostrano l’eccellente padronanza tecnico-espressiva del compositore, nonché la sua stupefacente capacità di assimilazione e rielaborazione degli stili preesistenti, simile a quella di Mozart.

    Per esempio, la Suite in Re minore, specialmente nell’ouverture, mostra la probabile influenza del compositore operistico tedesco Reinhard Keiser, facendo pensare a un inevitabile collegamento con l’atmosfera respirabile all’Opernhaus am Hagenmarkt di Amburgo dell’epoca.

    Buona giornata e alla prossima!

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