Maurice Ravel (7 marzo 1875 - 1937): Menuet antique per pianoforte (1895). Samson François.
Lo stesso brano nella trascrizione orchestrale completata da Ravel nel 1929. Orchestre symphonique de Montréal, dir. Charles Dutoit.

Maurice Ravel (7 marzo 1875 - 1937): Menuet antique per pianoforte (1895). Samson François.
Lo stesso brano nella trascrizione orchestrale completata da Ravel nel 1929. Orchestre symphonique de Montréal, dir. Charles Dutoit.

Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver portato questo meraviglioso pezzo raveliano, entrambe stupende interpretazioni! 😊
La gestazione di quest’opera iniziò subito dopo che Ravel, all’epoca studente del Conservatorio di Parigi, fu allontanato all’istituto poiché ne aveva violato i regolamenti interni in quanto, per tre anni consecutivi, non aveva ottenuto alcun diploma o menzione d’onore. Nonostante tutto, il giovane non si arrese e continuò a dedicarsi ardentemente alla composizione.
Il suo primo lavoro importante fu il Menuet antique il quale, a detta dell’autore, fu anche la sua prima composizione pubblicata, dopo aver firmato il suo primo contratto con l’editore Wilhelm Enoch il 22 dicembre 1897, ottenuto grazie alla raccomandazione del compositore André Gedalge
Il brano fu scritto per omaggiare il connazionale Emmanuel Chabrier, il quale aveva accolto favorevolmente i primi lavori di Ravel, contribuendone a stabilire la notorietà nei circoli musicali del paese. Ravel, in segno di ringraziamento, decise di ispirarsi al Menuet pompeux (1885) di Chabrier per scrivere un’opera assolutamente originale.
Il pezzo fu dapprima concepito in una versione per pianoforte, eseguita in prima assoluta in maniera privata nel gennaio 1898 dal compositore e pianista di origini spagnole Ricardo Viñes, amico fraterno di Ravel e dedicatario della composizione. L’esecuzione pubblica, invece, avvenne il 18 aprile presso la Salle Érard, sempre eseguita da Viñes.
Ecco qui un commento di un critico dell’epoca:
“[…] il Menuet antique per pianoforte, composto nello stesso anno, il 1895 […] prolunga a suo modo, che è brillante e leggero, il conflitto tra severità scolastica e ricerca audace. È infatti ancora una volta il conflitto tra ordine e avventura che questo brano, il cui titolo stesso è un paradosso, si propone di risolvere nell’unità di una forma chiara. Uno scolaro si destreggia nella forma come un maestro. L’eleganza accademica, accentuata da un tocco di arcaismo, è sollevata da dissonanze acidule – noni e settimi del secondo tipo, il cui gioco rilassato ritroveremo nella Sonatina del 1905. Abbiamo qui una copia dedicata del Menuet antico dall’edizione del 1898. In essa, Ravel offre al suo vecchio insegnante Henry Ghys, non senza umorismo, “quest’opera un po’ antiquata”.
Nel 1929, invece, fu il turno della versione orchestrale, la quale venne eseguita per la prima volta in pubblico l’11 gennaio dell’anno successivo presso la Salle Gaveau, da parte dell’Orchestre Lamoreux, sotto la direzione dello stesso Ravel.
Nell’orchestrare l’opera, Ravel fu mosso da una richiesta del suo editore, mentre era impegnato in una tournée negli Stati Uniti da gennaio ad aprile 1928. Da New York, l’8 marzo dello stesso anno, il giorno successivo al suo 53° compleanno, Ravel accettò e scrisse a Enoch:
“Ho trovato la sua gentile lettera mentre tornavo a New York. Naturalmente non potrò lavorare all’orchestrazione del Minuetto antico fino al mio ritorno, verso la fine di maggio. Allora potrà essere pronto per la prossima stagione invernale“.
Anche in questo caso, il pezzo fu accolto calorosamente, come evidenzia questo commento di un critico del tempo:
“Per quanto riguarda il Menuet antico, in cui si riflettono alcune delle influenze che in passato hanno così felicemente fecondato le doti di Maurice Ravel, si tratta solo di un intrattenimento, ma di un intrattenimento scelto. Il luccicante gioco dei timbri ha cambiato la colorazione; la sostanza è rimasta la stessa di prima, e ora possiamo misurare tutte le promesse che conteneva nel suo piccolo volume”.
Strutturalmente, il pezzo è in forma tripartita, con la prima parte indicata con “Majesteusement” e rappresentata dal minuetto, seguita dal Trio (“Doux”) e, infine, dalla ripresa della prima parte.
Ispirato dalla musica di Chabrier, Ravel diede notevole importanza al ritmo che, nella prima parte, è ben marcato, con sonorità acute che conferiscono al pezzo grande leggerezza e brillantezza, anche grazie all’uso massiccio di staccati. Il trio, più calmo ritmicamente, ha una sonorità più arcaicizzante, dovuta essenzialmente a una sapiente intonazione modale.
Ravel fu particolarmente affezionato al Menuet antique, come testimoniano l’orchestrazione del 1929 e il fatto che, l’anno precedente, suonò il pezzo nella sua versione per pianoforte in occasione delle sue tournée negli Stati Uniti e nella penisola iberica.
Buona giornata e a presto!
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Buona giornata, caro Pierfrancesco. A presto 🙂
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e questo suonato da Samson François… me lo sono lasciato per ultimo che, come tu sai, adoro il suo modo di suonare sia Ravel che, soprattutto, Debussy! Buona serata Claudio!
… e grazie!
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Sapevo che l’avresti apprezzato. Buona serata a te 🙂
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È meraviglioso! Buona serata anche a te!🤗
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