Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (18 marzo 1844 - 1908): Shahrazād (Шехерезада), suite sinfonica op. 35 (1888). Radio Filharmonisch Orkest, dir. Vasilij Petrenko.
- Il mare e la nave di Sindbad
- Il racconto del principe Kalender [9:45]
- Il giovane principe e la giovane principessa [21:35]
- Festa a Baghdād – Il mare – Naufragio della nave sulle rocce sormontate da un guerriero di bronzo [31:53]
Come disse una volta il prof. Basso, nessuno è bravo quanto i compositori russi a raccontar fiabe in musica. Da Glinka a Čajkovskij a Prokof’ev, le favole musicali più avvincenti e colorite sono nate sulle rive del Don, della Volga e della Neva. A Rimskij-Korsakov dobbiamo una vasta antologia di miti, leggende e racconti della nonna, russi e no, narrati con vivida fantasia, impreziositi da una vena melodica che pare inesauribile e da una rara maestria nella difficile arte dell’orchestrazione.
Detto questo, se vi è piaciuta Shahrazād nell’interpretazione del Radio Filharmonisch Orkest non potrete non apprezzare la versione dei fantastici Melodica Men 🙂

Grande la prima. Divertente la seconda LOL.
Il prof Basso ha sicuramente ragione, ma da orecchiante italiano mi corre l’obbligo di menzionare La sonnambula (Bellini) e Turandot (Puccini). Modestamente, si capisce…
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In quella occasione il professore si riferiva a composizioni concepite espressamente per un pubblico… minorenne. Poi il discorso si può estendere fino a prendere in considerazione lavori di vario genere, principalmente opere e balletti, che traggono spunto da fiabe per bambini. Ogni nazione ha il proprio repertorio, ovviamente, ma bisogna ammettere che quello russo è particolarmente ricco e vanta autori di primo piano, come appunto Rimskij-Korsakov, Čajkovskij, Stravinskij e Prokof’ev, oltre a numerosi altri.
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Forse viene anche in mente il “colore” slavo di Mussorgsky (per gli adulti).
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Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo magnifico capolavoro della letteratura arabo-russa, davvero un’ottima interpretazione! Molto piacevole e divertente la breve interpretazione dei Melodica Men 😊
L’opera è una delle più popolari di Rimsky-Korsakov e combina due caratteristiche tipiche della musica russa in generale e di quella del compositore in particolare, ossia l’orchestrazione assai brillante e colorata e l’interesse per l’Oriente e per l’orientalismo in generale. Il titolo di questa composizione si rifà al personaggio principale omonimo della celebre raccolta araba di fiabe Le mille e una notte.
Definita suite, è considerabile piuttosto un poema sinfonico, in quanto trasposizione musicale di una opera letteraria, con i suoi quattro movimenti vividamente descrittivi.
Durante l’inverno del 1887, mentre Rimsky-Korsakov stava completando l’opera incompiuta Il principe Igor di Borodin, decise di concentrarsi anche su un pezzo orchestrale che avesse per soggetto alcune immagini de Le mille e una notte, realizzando una serie di episodi autonomi non legati tra loro. Dopo aver formulato alcuni schizzi del nuovo lavoro, il compositore si trasferì con la sua famiglia alla dacia Glinki-Mavriny, a Nyezhgovitsy, sulle rive del lago Cherementets.
Nel corso dell’estate, in particolare tra il 4 giugno e il 7 agosto 1888, Rimsky-Korsakov completò l’opera, insieme all’ouverture La grande Pasqua russa. Dapprima, il compositore volle battezzare i movimenti della composizione come “Preludio, Ballata, Adagio e Finale” ma, dopo aver ascoltato le opinioni di alcuni suoi colleghi, optò per titoli più programmatici, ispirati ai racconti de Le mille e una notte.
Rimsky-Korsakov scelse appositamente dei titoli vaghi, in modo che non fossero associati a specifici racconti o viaggi del marinaio Sinbad anche se, nell’epigrafe al finale, si fa riferimento all’avventura del principe Ajib. In un’edizione successiva, invece, il compositore rimosse ogni titolo, poiché desiderva che l’ascoltatore percepisse l’opera solo come musica sinfonica di sapore orientale che evocasse un senso di atmosfera fiabesca. Egli affermò:
“Tutto ciò che desideravo era che l’ascoltatore, se gli fosse piaciuto il mio pezzo come musica sinfonica, portasse con sé l’impressione che si trattasse senza dubbio di una narrazione orientale di numerose e svariate meraviglie fiabesche e non semplicemente di quattro pezzi suonati uno dopo l’altro e composti sulla base di temi comuni a tutti e quattro i movimenti”.
Il compositore concepì una breve introduzione da allegare al programma e allo spartito per la prima:
“Il Sultano Schahriar, convinto che tutte le donne siano false e infedeli, giurò di mettere a morte ciascuna delle sue mogli dopo la prima notte di nozze. Ma la Sultana Scheherazade salvò la sua vita intrattenendo il suo signore con racconti affascinanti, narrati seriatim, per mille e una notte. Il Sultano, divorato dalla curiosità, rimandò di giorno in giorno l’esecuzione della moglie, e alla fine ripudiò completamente il suo giuramento sanguinario”.
La prima, tenutasi a San Pietroburgo il 28 ottobre 1888 sotto la direzione di Rimsky-Korsakov stesso, ebbe un grande successo, anche grazie ad alcune peculiarità della composizione, come i ricchi colori orchestrali, le melodie fresche e argute, la grande vitalità ritmica e la notevole immediatezza espressiva.
Nel XX secolo, l’opera fu riadattata in forma di balletto dal coreografo Michel Fokine, su libretto di Fokine stesso e di Léon Bakst. La prima si ebbe all’Opéra Garnier di Parigi il 4 giugno 1910 a cura della compagnia dei Ballets Russes. Anche in questo caso, il successo fu assicurato, poiché quest’adattamento era caratterizzato da costumi molto sfarzosi, da scenografiche opulente e da una narrativa e una coreografia erotiche, raramente presenti nei balletti dell’epoca.
Si ritiene che l’esecuzione e l’accoglienza del balletto nella Parigi dell’epoca abbia cambiato radicalmente la concezione di questo genere. Questo perché i suoi costumi e le sue scenografie ispirarono diverse mode e diversi compositori successivi.
Il debutto avvenne a Parigi perché i teatri conservatori russi non avrebbero permesso o sostenuto una rappresentazione così spinta. Non mancarono però le critiche, come quella della moglie di Rimsky-Korsakov, la quale si indignò per lo stravolgimento della musica del marito in questo dramma coreografico.
Nel 2009, per il centenario del Monaco Dance Forum Festival dei Ballets Russes, il coreografo Alonzo King propose una nuova versione del balletto, in collaborazione con il compositore Zakir Hussain, il quale scrisse una colonna sonora che univa strumenti tradizionali orientali con le melodie della suite originale.
Nello stesso anno, il direttore artistico del festival, Jean-Christophe Maillot, realizzò un altro adattamento del balletto originale, il quale fu rappresentato al Grimaldi Forum di Monaco. La sua coreografia onora quella originale, ma fu modernizzata con movimenti contemporanei di ispirazione jazzistica.
In ambito strettamente musicale, invece, si ricordano una Fantasia su Scheherazade (1926) per pianoforte – scritta da Sergei Prokof’ev e registrata su rullo di pianoforte – e un arrangiamento per violino e pianoforte di Fritz Kreisler del secondo e terzo movimento, ribattezzati in questa versione rispettivamente Danse Orientale e Chanson Arabe.
L’opera di Rimsky-Korsakov si caratterizza per la presenza di due leitmotiv, uno legato alla principessa Sheherazade e l’altro al sultano Sahariar, i quali ritornano ricorrentemente in tutto il pezzo, a mo’ di elemento di raccordo a tutti i movimenti.
I due temi sono introdotti nel primo movimento. Dapprima entra quello del sultano (Largo e maestoso), di carattere imperioso e minaccioso, affidato a un pesante unisono degli strumenti orchestrali gravi poi, dopo alcuni leggeri accordi dei legni, entra il tema della principessa (Lento), di carattere sinuoso e sensuale, esposto dal violino solista accompagnato dall’arpa, nel tempo libero di un recitativo.
I due temi ricompaiono nella successiva esposizione, la cui prima parte è dominata dal primo tema che, con successive aggiunte strumentali e un continuo crescendo, portano a un climax che si risolve in un nuovo tema di carattere contrastante (Tranquillo), il quale funge da transizione al secondo tema.
Quest’ultimo, assai statico, è affidato a un sottofondo del violoncello solista che sostiene il dialogo dei legni, mentre fra gli arabeschi del flauto e dell’oboe si inseriscono i lontani richiami del corno che fanno eco al tema del sultano.
Nella seconda parte, invece, ritorna il tema di Sheherazade, dapprima esposto in una versione ritmica rigorosa dal violino solo e poi dall’intera orchestra. Dopo un fortissimo, inizia la ripresa, nella quale si intrecciano i due temi e, al termine di questa, ritorna il tema del sultano, ora più morbido e melodicamente espansivo.
La melodia dei legni, sorretta dal sottofondo dei bassi, conduce alla fine del movimento, quasi a voler sottolineare la metamorfosi del carattere del terribile sultano. Col suo racconto, infatti, la principessa ha saputo stornare il sultano dal suo orribile proposito.
Nel secondo movimento, viene dapprima introdotto il racconto della principessa, affidato al suo tema sinuoso esposto dal violino solista. Il tema principale (Andantino), invece, è affidato al fagotto sostenuto dalle note lunghe e statiche di quattro contrabbassi. Il tema, malinconico e di spiccato sapore orientale, è ripreso prima dall’oboe e poi dagli archi. Ritorna il tema della principessa (Più tranquillo), esposto da vari strumenti, a chiusura della prima parte del movimento.
Dopo uno stacco brusco, inizia la seconda parte (Allegro molto), la quale si caratterizza per la presenza di nuovo tema, assai vigoroso, simile a quello del sultano, dapprima esposto da trombone e tromba e poi ripreso dall’orchestra che lo porta quasi al culmine. Interviene un cambio di atmosfera (Moderato assai) con il clarinetto che si lascia andare a una cadenza morbida e flessuosa ispirata al tema di Sheherazade, sostenuto dagli archi in pizzicato.
Ritorna il tema del sultano (Allegro molto), sviluppato ampiamente, dopodiché il fagotto (Moderato assai) riprende la cadenza precedente con un’aggiunta (Allegro molto e animato), in un suggestivo dialogo tra i legni.
La ripresa della prima parte (Con moto) si caratterizza per l’elaborazione del materiale tematico, portando a nuove variazioni e strumentazioni del tema principale e delle cadenze, quasi a voler suggerire i colori cangianti di una città araba affollata e vivace.
Nella coda, ritornano i temi principali più tranquilli e rilassati in una formazione cameristica e, prima del crescendo finale, i bassi in pizzicato espongono il tema del sultano, il quale ha nuovamente abbandonato i suoi propositi, stregato dal racconto della principessa.
Il terzo movimento si caratterizza per un tema principale lirico e arioso, di andamento leggero simile a un valzer, dapprima esposto dagli archi e poi ripreso dall’oboe, dal corno inglese e dal clarinetto con volate dei legni. Dopo una transizione, entra il secondo tema (Pochissimo più mosso), sviluppato con un motivo grazioso e quasi danzante del clarinetto, sull’ostinato ritmico del tamburo a tempo di una marcia militare.
Nella ripresa, dopo la ripresa del primo tema da parte degli archi, ritorna improvvisamente il tema della principessa, dapprima all’oboe e poi al violino solista sugli accordi dell’arpa. Si prosegue con una nervosa cadenza del violino, accompagnato dall’orchestra (Allargando assai) e da ampi glissandi dei legni e dell’arpa. La ripresa poi precede regolarmente fino alla coda finale.
L’ultimo movimento inizia (Allegro molto) con l’alternarsi del tema del sultano e del tema di Sheherazade al violino solista (Lento), nonché del tema del sultano fattosi nuovamente nervoso e minaccioso, affidato all’orchestra (Allegro molto e frenetico) e del tema della principessa al violino (Lento).
L’esposizione, invece, inizia con un ostinato ritmico delle viole (Vivo), sul quale il flauto presenta il primo tema rapido e vorticoso. Il secondo tema è identico al secondo tema del movimento precedente. Dopo un episodio conclusivo, si ha lo sviluppo del materiale tematico finora introdotto.
Nella ripresa, la dinamica cresce progressivamente e la frenesia giunge al massimo e, in fase di epilogo (Allegro non troppo e maestoso), ricompare solenne il tema del sultano agli ottoni. Diventa più dolce poi sui violini nel registro acuto (Poco più tranquillo), a segnare la definitiva metamorfosi del personaggio. Risuona, infine, un lento recitativo nel tema morbido e languido della principessa.
Buona giornata e a domani!
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Grazie mille, Pierfrancesco. A domani 🙂
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La versione dei Melodica ha più di 13.000 like, quella di Petrenko meno di 500. Tanto per chiarire la scala di valori 😀
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Many happy memories
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prescindendo dal fatto che adoro questa suite… quei due sono uno schianto!
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Bravissimi 🙂
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finalmente mi concedo a fine giornata la versione della filarmonica… Buona serata e buona notte Claudio 🙂
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Ciao, Daniela. Buona notte 🙂
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