14 pensieri riguardo “What is that you’re playing, Schroeder?

  1. Buongiorno e buona domenica, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo sublime preludio con fuga. Un’interpretazione lodevole anche se, secondo la mia modesta opinione, Gould e Koopman sono imbattibili nelle esecuzioni dei pezzi bachiani 🙂

    Questo famosissimo pezzo è il primo brano del primo libro de Il Clavicembalo ben temperato e la sua fama si deve al compositore francese Charles Gounod, il quale scrisse la melodia della sua celebre Ave Maria sovrapposta al preludio, nella versione modificata dal compositore e pianista tedesco Christoph Friedrich Gottlob Schwenke.

    Questi fu uno dei primi editori a pubblicare la famosa raccolta bachiana e, in uno dei manoscritti da lui realizzati, aggiunse una misura tra la 22 e la 23. Non è nota con certezza la motivazione dietro a questa modifica né se egli abbia preso ispirazione da una fonte a oggi perduta. Nonostante tutto, la nuova misura fu ribattezzata “Battuta di Schwenke” e fu integrata in tutte le edizioni successive de Il Clavicembalo ben temperato.

    Anche se non vi è alcuna certezza in merito, gli studiosi oggi ritengono che la modifica in questione fu effettuata nel tentativo di correggere quella che Schwenke o qualche suo collega consideravano una professione “difettosa”, anche se questo artificio era piuttosto diffuso in epoca barocca.

    Un’altra ipotesi, invece, propende per l’opinione che la modifica possa essere stata integrata in alcuni manoscritti accidentalmente corrotti, associati successivamente a Schwenke per dargli un minimo di notorietà. Quest’ultimo, infatti, era un musicista e compositore davvero fine ed esperiente e, nella sua modestia, non aveva la minima intenzione di cambiare una sola virgola del lavoro di Bach.

    Nella battuta 22, in particolare, si ritrova un Fa# al basso che salta a La♭ nella battuta seguente, dando vita a una terza diminuita. La battuta aggiunta da Schwenke, invece, presenta un Sol nel basso di un accordo minore in secondo rivolto, avente come fondamentale la nota Do, presa in prestito dalla relativa minore. Il La♭ si può considerare come l’enarmonico di Sol#, creando un intervallo di seconda maggiore con Fa#, permettendo una modulazione fluida.

    Gli studiosi, a oggi, sono concordi nell’attribuire questa elaborazione al pianista tedesco Frank Kroll, il quale potrebbe essere stato il primo a mettere in discussione la presunta “difettosità” della misura originale e a modificarla nel 1862. Un altro critico della vituperata misura fu il compositore e teorico musicale August Halm, il quale ne mise in discussione la logica nel 1905.

    Con tutta probabilità, c’è da ritenere che l’aggiunta fu realizzata molto tempo dopo l’epoca di Bach, in quanto la misura in questione non compare nemmeno nella copia manoscritta del 1725 dell’allievo di Bach Heinrich Gerber.

    Il preludio, della lunghezza di 35 battute, si caratterizza per la sua melodia in accordi spezzati, la quale dà al pezzo un andamento maestoso e solenne e, allo stesso tempo, dolce e pacato. Armonicamente, il pezzo è strutturato in diverse varianti e numerosi cambi di tonalità, terminando con un solo accordo di Do maggiore.

    La fuga, invece, è lunga 27 battute e presenta diverse entrate del soggetto (precisamente 24), facendo un allusione alle 24 tonalità che l’intera raccolta intende esplorare. Questa fuga è piuttosto peculiare per la continua formazione di stretti fra le varie voci e, di conseguenza, ogni voce espone il soggetto prima che un altra abbia terminato. Anche questa parte si caratterizza per le numerose modulazioni e per la fine nella tonalità di impianto.

    L’inizio è affidato al contralto, mentre la prima voce ad aggiungersi è il soprano, con una risposta in Sol maggiore (dominante). La risposta viene poi ripresa dal tenore e dal basso. Successivamente, le varie voci ripropongono più volte il soggetto, modulando in tonalità affini. Nelle battute 14 e 15, in particolare, si forma un canone a 4 voci.

    Una versione precedente di questo pezzo, contrassegnata come BWV 846A, fu inserita da Bach nel suo Klavierbüchlein für Wilhelm Friedemann Bach (1720), un insieme di pezzi per tastiera scritti dal famoso compositore tedesco per il fratello maggiore Wilhelm Friedemann.

    Ispirato al preludio bachiano è il Credo di Arvo Pärt, prima svelato attraverso una parte cacofonica e dodecafonica e poi fatto riemergere al pianoforte con il coro e l’orchestra che eseguono l’imponente finale.

    Anche la musica popolare ha tratto ispirazione da questo pezzo, con il brano Repent Walpurgis del gruppo rock progressivo Procol Harum, contenente un arrangiamento del preludio a opera di Gary Brooker, leader della band. Accanto a questo brano, si ricorda anche Fromage Frais del gruppo di musica trance Union Jack, consistente in un arrangiamento acid trance del preludio in questione.

    Buona giornata e a domani!

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      1. I must have been about 12 years old! The opening of Fur Elise, also! My older sister was having piano lessons with a teacher not far from home. Then on a holiday at my Gran’s near Manchester my mother found her brother’s violin and of course yours truly was given beginners lessons in violin. I hated them, absolutely hated them and gave up after a couple of months! Then I became a teenager! Say no more! 😉🤣

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