Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo frizzante e sbarazzino ragtime e un grande applauso a Rifkin per aver eseguito magistralmente il pezzo! 😊
Questa composizione fu scritta da Joplin quando già aveva una certa notorietà come pianista rag e fu pubblicata nel 1902 dall’editore John Stark & Son (anche se alcune fonti riportano erratamente il 1903 come data della prima pubblicazione). Nelle intenzioni del “Re del Ragtime”, la parola “Elite” presente nel titolo del pezzo suggerisce la sua aspirazione a elevare il genere del ragtime a una forma artistica raffinata e riconosciuta.
Anche la copertina dello spartito originale, la quale mostra in primo piano un uomo e una donna ben vestiti e seduti su un pentagramma in chiave di violino mentre guardano un cherubino con in mano dei cimbali, riflette chiaramente il titolo della composizione e il tipo di pubblico alla quale è rivolta.
L’opera segue una struttura tipica del ragtime classico, derivata dalla forma della marcia, secondo il seguente schema: Intro – A – A – B – B – A – C – C – D – D. Come si può notare, questa struttura multi-tematica presenta sezioni ripetute, con il ritorno della prima sezione subito dopo la fine della seconda sezione. Seguono poi le rimanenti due sezioni, ciascuna esposta sempre due volte.
Il pezzo inizia nella tonalità di Fa maggiore, mantenendo questo impianto per l’introduzione e per le prime due sezioni, compresa la ripetizione della prima. La terza sezione (spesso chiamata “Trio” nella forma della marcia) sposta il centro tonale alla sottodominante, Si bemolle maggiore, tonalità alla quale il pezzo rimane fino alla fine. Questa particolare modulazione è una peculiarità tipica di questo genere musicale, nonché della forma della marcia.
L’elemento maggiormente distintivo di questo ragtime è la sincope, assai evidente alla mano destra. Essa, con lo spostamento degli accenti ritmici dai tempi forti a quelli deboli della misura, contribuisce a creare un effetto “frastagliato” e vivace.
La mano sinistra, invece, fornisce una base ritmica costante e regolare, secondo il pattern “oom-pah” (nota singola sul primo e terzo tempo, accordo sul secondo e sul quarto), creando un certo contrasto con la melodia sincopata. Anche il titolo stesso del pezzo indica come il brano ponga una notevole enfasi sulla sincope.
Le melodie delle varie sezioni sono molto orecchiabili e ben strutturate, come avviene in molti altri pezzi del celebre compositore afroamericano. Qui Joplin impiega elementi della scala pentatonica, derivati dalla musica folk afroamericana, anche se non solo. Sono altresì presenti, anche se su tempi ritmicamente deboli, anche il quarto e il settimo grado della scala e ciò fa sì che questi fungano più da note di passaggio, allo scopo di rendere la linea melodica più fluida.
Alcune sezioni, come la prima, presentano un certo grado di cromatismo e, in generale, il ritmo e la melodia contribuiscono al carattere energico e allegro di questo pezzo. Questo viene reso dal punto di vista armonico con l’uso di tonalità maggiori e impiegando la progressione fondamentale I-V-I (Tonica-Dominante-Tonica), tipica della musica tonale occidentale.
A questa base, Joplin aggiunge diversi accordi di settima e dominanti secondarie, specialmente alla fine di ogni frase, allo scopo di enfatizzarne le cadenze. Sono occasionalmente presenti anche degli accordi di sesta aumentata, i quali aggiungono colore e complessità armonica al pezzo.
Tutti questi espedienti armonici usati dal compositore contribuiscono a riflettere la grande influenza della musica del continente europeo su Joplin, nonché la sua formazione di stampo classico.
Nel complesso, questo ragtime vivace ed energico si contraddistingue non solo per la sua apparente leggerezza, ma anche per la sofisticatezza compositiva di Joplin, unendo in un solo posto le forme e le armonie tipiche della musica europea con i ritmi propri della musica afroamericana.
È considerato un brano di media-alta complessità esecutiva (“rather difficult to play”, come Joplin stesso descrive il ragtime di alta classe), richiedendo una notevole indipendenza delle mani e una grande precisione ritmica. Alcuni studiosi, addirittura, lo definiscono di complessità superiore alla media per quanto riguarda accordi, melodia e interazioni melodia-basso.
Nel 1974, il British Royal Ballet – sotto la direzione di Kenneth MacMillan – creò il balletto dal titolo omonimo, basandosi su musiche di Joplin e di altri compositori dell’epoca.
Sì, il migliore interprete della musica di Joplin è un gentile signore che in precedenza era diventato famoso quale direttore delle cantate di Bach 🙂
Buona serata, Luisa.
Right! Who’s feet aren’t tapping? Honestly, who can resist. Anyone want to dance? As long as you don’t mind me taking a break every now and then! 👣👣👣 I think I’ll play it again, it is so good…perhaps it has something to do with spring…it’s certainly in my step today! 🐏
Contemporaneamente frizzante e tranquillante!
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Superdelizioso e mi piace molto anche la stampa d’epoca. Grazie e buona giornata Claudio 🙂
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Buona giornata a te. A proposito, la discoteca è di nuovo online 🙂
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Lavori in corso terminati…bene. Grazie Claudio
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posso esprimermi liberamente? ADOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
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Certo che puoi.
Buona giornata, Lucia 🙂
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buona giornata Claudio!
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Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo frizzante e sbarazzino ragtime e un grande applauso a Rifkin per aver eseguito magistralmente il pezzo! 😊
Questa composizione fu scritta da Joplin quando già aveva una certa notorietà come pianista rag e fu pubblicata nel 1902 dall’editore John Stark & Son (anche se alcune fonti riportano erratamente il 1903 come data della prima pubblicazione). Nelle intenzioni del “Re del Ragtime”, la parola “Elite” presente nel titolo del pezzo suggerisce la sua aspirazione a elevare il genere del ragtime a una forma artistica raffinata e riconosciuta.
Anche la copertina dello spartito originale, la quale mostra in primo piano un uomo e una donna ben vestiti e seduti su un pentagramma in chiave di violino mentre guardano un cherubino con in mano dei cimbali, riflette chiaramente il titolo della composizione e il tipo di pubblico alla quale è rivolta.
L’opera segue una struttura tipica del ragtime classico, derivata dalla forma della marcia, secondo il seguente schema: Intro – A – A – B – B – A – C – C – D – D. Come si può notare, questa struttura multi-tematica presenta sezioni ripetute, con il ritorno della prima sezione subito dopo la fine della seconda sezione. Seguono poi le rimanenti due sezioni, ciascuna esposta sempre due volte.
Il pezzo inizia nella tonalità di Fa maggiore, mantenendo questo impianto per l’introduzione e per le prime due sezioni, compresa la ripetizione della prima. La terza sezione (spesso chiamata “Trio” nella forma della marcia) sposta il centro tonale alla sottodominante, Si bemolle maggiore, tonalità alla quale il pezzo rimane fino alla fine. Questa particolare modulazione è una peculiarità tipica di questo genere musicale, nonché della forma della marcia.
L’elemento maggiormente distintivo di questo ragtime è la sincope, assai evidente alla mano destra. Essa, con lo spostamento degli accenti ritmici dai tempi forti a quelli deboli della misura, contribuisce a creare un effetto “frastagliato” e vivace.
La mano sinistra, invece, fornisce una base ritmica costante e regolare, secondo il pattern “oom-pah” (nota singola sul primo e terzo tempo, accordo sul secondo e sul quarto), creando un certo contrasto con la melodia sincopata. Anche il titolo stesso del pezzo indica come il brano ponga una notevole enfasi sulla sincope.
Le melodie delle varie sezioni sono molto orecchiabili e ben strutturate, come avviene in molti altri pezzi del celebre compositore afroamericano. Qui Joplin impiega elementi della scala pentatonica, derivati dalla musica folk afroamericana, anche se non solo. Sono altresì presenti, anche se su tempi ritmicamente deboli, anche il quarto e il settimo grado della scala e ciò fa sì che questi fungano più da note di passaggio, allo scopo di rendere la linea melodica più fluida.
Alcune sezioni, come la prima, presentano un certo grado di cromatismo e, in generale, il ritmo e la melodia contribuiscono al carattere energico e allegro di questo pezzo. Questo viene reso dal punto di vista armonico con l’uso di tonalità maggiori e impiegando la progressione fondamentale I-V-I (Tonica-Dominante-Tonica), tipica della musica tonale occidentale.
A questa base, Joplin aggiunge diversi accordi di settima e dominanti secondarie, specialmente alla fine di ogni frase, allo scopo di enfatizzarne le cadenze. Sono occasionalmente presenti anche degli accordi di sesta aumentata, i quali aggiungono colore e complessità armonica al pezzo.
Tutti questi espedienti armonici usati dal compositore contribuiscono a riflettere la grande influenza della musica del continente europeo su Joplin, nonché la sua formazione di stampo classico.
Nel complesso, questo ragtime vivace ed energico si contraddistingue non solo per la sua apparente leggerezza, ma anche per la sofisticatezza compositiva di Joplin, unendo in un solo posto le forme e le armonie tipiche della musica europea con i ritmi propri della musica afroamericana.
È considerato un brano di media-alta complessità esecutiva (“rather difficult to play”, come Joplin stesso descrive il ragtime di alta classe), richiedendo una notevole indipendenza delle mani e una grande precisione ritmica. Alcuni studiosi, addirittura, lo definiscono di complessità superiore alla media per quanto riguarda accordi, melodia e interazioni melodia-basso.
Nel 1974, il British Royal Ballet – sotto la direzione di Kenneth MacMillan – creò il balletto dal titolo omonimo, basandosi su musiche di Joplin e di altri compositori dell’epoca.
Buona giornata e alla prossima!
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Grazie, Pierfrancesco. Buona giornata anche a te, a domani 🙂
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Bravissimo!!!!!
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Sì, il migliore interprete della musica di Joplin è un gentile signore che in precedenza era diventato famoso quale direttore delle cantate di Bach 🙂
Buona serata, Luisa.
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Grazie per questa integrazione, cara Claudio
Buona serata a te💮🌹💮
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Right! Who’s feet aren’t tapping? Honestly, who can resist. Anyone want to dance? As long as you don’t mind me taking a break every now and then! 👣👣👣 I think I’ll play it again, it is so good…perhaps it has something to do with spring…it’s certainly in my step today! 🐏
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I’m not good at dancing: my sister inheredited all our family’s choreographic skills 🙂
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👣👣👣👣👣
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