Paul Creston (nome d’arte di Giuseppe Guttoveggio; 10 ottobre 1906 - 1985): Sinfonia n. 2 op. 35 (1944). Detroit Symphony Orchestra, dir. Neeme Järvi.
- Introduction and Song: Slow, with deep émotion
- Interlude and Dance: Moderatly slow [11:42]

Paul Creston (nome d’arte di Giuseppe Guttoveggio; 10 ottobre 1906 - 1985): Sinfonia n. 2 op. 35 (1944). Detroit Symphony Orchestra, dir. Neeme Järvi.

Heinrich Picot de Peccaduc, Freiherr von Herzogenberg (1843 - 9 ottobre 1900): Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore op. 70 (1889). Sinfonieorchester Sankt Gallen, dir. Henrik Nanasi.

Ignacy Feliks Dobrzyński (1807 - 9 ottobre 1867) : Sinfonia n. 2 in do minore op. 15, Symfonia charakterystyczna w duchu muzyki polskiej (Sinfonia caratteristica nello spirito della musica polacca; 1831, rev. 1862). Narodowa Orkiestra Symfoniczna Polskiego Radia, dir. Łukasz Borowicz.
I. Andante sostenuto – Allegro vivace
II. Elegia: Andante doloroso ma non troppo lento [13:35]
III. Minuetto alla Mazovienna: Allegro ma non troppo [19:32]
IV. Finale alla Cracovienna: Vivace assai – Presto – Prestissimo [28:15]
Sir Charles Hubert Hastings Parry (1848 - 7 ottobre 1918): Sinfonia n. 3 in do maggiore, The English (1889). London Philharmonic Orchestra, dir. Matthias Bamert.

Georges Onslow (1784 - 3 ottobre 1853): Sinfonia n. 3 in fa minore (orchestrazione del Quintetto op. 32, 1826). Sinfonieorchester des Norddeutschen Rundfunks, dir. Johannes Goritzki.

Woldemar Bargiel (3 ottobre 1828 - 1897): Sinfonia in do maggiore op. 30 (1864). Orchestra sinfonica siberiana, dir. Dmitrij Vasil’ev.
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Paul Dukas (1º ottobre 1865 - 1935): Sinfonia in do maggiore (1896). BBC Philharmonic Orchestra, dir. Yan Pascal Tortelier.
I. Allegro non troppo vivace, ma con fuoco
II. Andante espressivo e sostenuto
III. Allegro spiritoso

Sir Charles Villiers Stanford (30 settembre 1852 - 1924): Sinfonia n. 3 op. 28, Irish Symphony (1887). Ulster Orchestra, dir. Vernon Handley.

Valentyn Syl’vestrov (30 settembre 1937): Terza Sinfonia, Эсхатофония (Escatofonia, 1966). Dir. Bruno Maderna, Darmstadt 1968.
Con il termine escatofonia l’autore intende far riferimento al desiderio di unire la musica all’escatologia, cioè la riflessione sul destino ultimo dell’essere umano e dell’universo.

Sigurd Lie (1871 – 30 settembre 1904): Sinfonia in la minore (1903). Kristiansand Symfoniorkester, dir. Terje Boye Hansen.

Philip Cipriani Hambly Potter (1792 - 26 settembre 1871): Nona ovvero Settima oppure Quarta Sinfonia in re maggiore op. 29 (1834); è cronologicamente l’ultima delle dieci sinfonie di Potter, numerate dall’autore secondo criteri imperscrutabili. BBC Ulster Orchestra, dir. Hilary Davan Wetton.
I. Moderato assai – Allegro
II. Andante [7:34]
III. Scherzo: Allegro [15:48]
IV. Finale: Presto [20:01]

Dmitrij Šostakovič (25 settembre 1906 - 1975): Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 (1945). Wiener Philharmoniker, dir. Leonard Bernstein.
Bernstein soleva dire che la Nona è la più leggera e la più haydniana delle quindici sinfonie di Šostakovič.

Andrzej Panufnik (24 settembre 1914 - 1991): Sinfonia n. 5, Sinfonia di sfere (1974-75). Konzerthausorchester Berlin, dir. Łukasz Borowicz.

Johann Joseph Abert (20 settembre 1832 - 1915): Sinfonia n. 3 in la maggiore (1856). Nordwestdeutsche Philharmonie, dir. Reinhard Peters.

Evgen Stankovyč (19 settembre 1942): Sinfonia n. 1, Sinfonia larga (1973). Orchestra sinfonica nazionale dell’Ucraina, dir. Theodore Kuchar.

Cornelis Dopper (1870 - 18 settembre 1939): Terza Sinfonia, Rembrandt (1892, rev. 1904; eseguita per la prima volta nel trecentesimo anniversario della nascita di Rembrandt, 1906). Residentie Orkest dell’Aia, dir. Matthias Bamert.

Cornelis Dopper (1870 - 18 settembre 1939): Seconda Sinfonia in si minore, Scottish Symphony (1903). Residentie Orkest dell’Aia, dir. Matthias Bamert.

Anton Webern (1883 - 15 settembre 1945): Sinfonia op. 21 (1927-28). Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, dir. Paul Hindemith (dal vivo: 14 aprile 1961).


Ernst Pepping (12 settembre 1901 - 1981): Seconda Sinfonia in fa minore (1942). Nordwestdeutsche Philharmonie, dir. Werner Andreas Albert.

Friedrich Gernsheim (1839 - 10 settembre 1916): Sinfonia n. 3 in do minore op. 54, Mirjam (1887). Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz, dir. Siegfried Köhler.

Akio Yashiro (10 settembre 1929 - 1976): Sinfonia (1958). Ulster Orchestra, dir. Takuo Yuasa.
Urmas Sisask (9 settembre 1960 - 2022): Universumi hääled (Voci dell’universo), sinfonia per 4 pianoforti a 8-16 mani op. 88 (2002). Nata-Ly Sakkos, Toivo Peäske, Piret Väinmaa, Lauri Väinmaa, Kai Ratassepp, Mati Mikalai, Piret Habak e Reet Ruubel, pianoforti; Urmas Sisask, grancassa e tamburo sciamanico.

Sir Henry Walford Davies (6 settembre 1869 - 1941): Seconda Sinfonia in sol maggiore op. 32 (1911). BBC Concert Orchestra, dir. Martin Yates.

Evgenij Fëdorovič Svetlanov (6 settembre 1928 - 2002): Sinfonia in si minore op. 13 (1956). Orchestra sinfonica accademica di stato dell’URSS diretta dall’autore (1975).
Ignaz Fränzl (1736 – 3 settembre 1811): Sinfonia n. 5 in do maggiore. Concerto Köln, dir. Werner Ehrhardt.
Otto Olsson (1879 - 1° settembre 1964): Sinfonia in sol minore op. 11 (1902). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Stig Westerberg.

Vagn Holmboe (1909 - 1° settembre 1996): Sinfonia n. 8 op. 56, Sinfonia boreale (1952). Aarhus Symfoniorkester, dir. Owain Arwel.

Paul von Klenau (1883 - 31 agosto 1946): Sinfonia n. 5, Triptikon (1939). Odense Symfoniorkester, dir. Jan Wagner.

Nodar Gabunija (1933 - 31 agosto 2000): Terza Sinfonia (Sinfonia Gioconda) per orchestra da camera (1988). Orchestra da camera di Stato della Georgia, dir. Lijana Isakadze.

Félicien David (1810 - 29 agosto 1876): Le désert, ode-symphonie in 3 parti per voce recitante, tenore, coro maschile e orchestra, testo poetico di Auguste Colin (1844). Olivier Pascalin, recitante; Bruno Lazzaretti, tenore; Chor der St.-Hedwigs-Kathedrale Berlin; Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, dir. Guido Maria Guida.
Questa composizione è il frutto (maturato oltre dieci anni dopo) del viaggio in Egitto e in Medio Oriente compiuto da David nel 1833, all’epoca della sua adesione al sansimonismo. Il testo narra il percorso di una carovana attraverso il deserto del Sahara: affronta una tempesta di sabbia, fa sosta per la notte, riprende il cammino al levar del giorno rendendo omaggio a Allah. L’ode è articolata in 3 parti a loro volta suddivise in scene fra loro indipendenti:
PARTE I, L’entrée au désert. L’orchestra evoca l’immensità silente del deserto; si ode la preghiera di un coro di pellegrini che rende omaggio a Allah; dopo, in lontananza, si avverte il rumore della carovana (Marche de la caravane), dapprima sommesso, poi sempre più forte man mano che questa si avvicina. Si leva una forte tempesta di sabbia (Le simoun), amplificata dalla disperata supplica del coro che invoca Allah affinché abbia pietà dei credenti. Tornata la calma, la carovana può riprendere il cammino.
PARTE II, La nuit [22:26]. Il coro intona un cantico alla notte; seguono due brani strumentali, la Fantaisie arabe («air syrien») e la Danse des almées, che richiamano remote atmosfere orientali. Si celebra la vita libera del deserto in contrapposizione a quella civilizzata (La liberté au désert); l’episodio si conclude con una Rêverie du soir fondata sopra una melodia orientale udita da David al tempo del suo soggiorno in Egitto. Il silenzio, immobile, si distende nuovamente sul deserto.
PARTE III, Le lever du soleil [35:09]. Il sole si alza sul deserto e lo inonda di luce e di amore; solo il canto del muezzin (Chant du muezzin) increspa l’atmosfera immobile del Sahara. La carovana si rimette in cammino (Le départ de la caravane). L’ode si conclude con un omaggio corale a Allah.
