Nello spirito della musica polacca

Ignacy Feliks Dobrzyński (1807 - 9 ottobre 1867) : Sinfonia n. 2 in do minore op. 15, Symfonia charakterystyczna w duchu muzyki polskiej (Sinfonia caratteristica nello spirito della musica polacca; 1831, rev. 1862). Narodowa Orkiestra Symfoniczna Polskiego Radia, dir. Łukasz Borowicz.

    I. Andante sostenuto – Allegro vivace
   II. Elegia: Andante doloroso ma non troppo lento [13:35]
  III. Minuetto alla Mazovienna: Allegro ma non troppo [19:32]
  IV. Finale alla Cracovienna: Vivace assai – Presto – Prestissimo [28:15]

Ignacy Feliks Dobrzyński

Allegro impetuoso – II

Georges Onslow (1784 - 3 ottobre 1853): Sinfonia n. 3 in fa minore (orchestrazione del Quintetto op. 32, 1826). Sinfonieorchester des Norddeutschen Rundfunks, dir. Johannes Goritzki.

  1. Largo – Allegro espressivo
  2. Allegro impetuoso [10:04]
  3. Andante soave [15:19]
  4. Finale: Allegro agitato [24:10]

Onslow

Escatofonia (Syl’vestrov 85)

Valentyn Syl’vestrov (30 settembre 1937): Terza Sinfonia, Эсхатофония (Escatofonia, 1966). Dir. Bruno Maderna, Darmstadt 1968.

Con il termine escatofonia l’autore intende far riferimento al desiderio di unire la musica all’escatologia, cioè la riflessione sul destino ultimo dell’essere umano e dell’universo.

Una Sinfonia di Cipriani Potter

 
Philip Cipriani Hambly Potter (1792 - 26 settembre 1871): Nona ovvero Settima oppure Quarta Sinfonia in re maggiore op. 29 (1834); è cronologicamente l’ultima delle dieci sinfonie di Potter, numerate dall’autore secondo criteri imperscrutabili. BBC Ulster Orchestra, dir. Hilary Davan Wetton.

    I. Moderato assai – Allegro
   II. Andante [7:34]
  III. Scherzo: Allegro [15:48]
  IV. Finale: Presto [20:01]

La più leggera

Dmitrij Šostakovič (25 settembre 1906 - 1975): Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 (1945). Wiener Philharmoniker, dir. Leonard Bernstein.

  1. Allegro
  2. Moderato [5:24]
  3. Presto [14:40]
  4. Largo [17:45]
  5. Allegretto [21:54]

Bernstein soleva dire che la Nona è la più leggera e la più haydniana delle quindici sinfonie di Šostakovič.

Sinfonia di sfere

Andrzej Panufnik (24 settembre 1914 - 1991): Sinfonia n. 5, Sinfonia di sfere (1974-75). Konzerthausorchester Berlin, dir. Łukasz Borowicz.

  1. Poco andante
  2. Poco allegro [5:28]
  3. Poco andante (Tempo I) [7:12]
  4. Andante (più lento) [12:31]
  5. (n.31) [15:31]
  6. (n.44) [18:07]
  7. Molto allegro [21:07]
  8. Molto andante [23:17]
  9. Molto allegro [30:21]

Sinfonia Rembrandt

Cornelis Dopper (1870 - 18 settembre 1939): Terza Sinfonia, Rembrandt (1892, rev. 1904; eseguita per la prima volta nel trecentesimo anniversario della nascita di Rembrandt, 1906). Residentie Orkest dell’Aia, dir. Matthias Bamert.

  1. Adagio ma non troppo – Allegro con brio
  2. Andante [12:32]
  3. Allegro [18:44]
  4. Allegro [22:34]

Voci dell’universo

Urmas Sisask (9 settembre 1960 - 2022): Universumi hääled (Voci dell’universo), sinfonia per 4 pianoforti a 8-16 mani op. 88 (2002). Nata-Ly Sakkos, Toivo Peäske, Piret Väinmaa, Lauri Väinmaa, Kai Ratassepp, Mati Mikalai, Piret Habak e Reet Ruubel, pianoforti; Urmas Sisask, grancassa e tamburo sciamanico.

Lento mistico & Allegretto felice

 
Sir Henry Walford Davies (6 settembre 1869 - 1941): Seconda Sinfonia in sol maggiore op. 32 (1911). BBC Concert Orchestra, dir. Martin Yates.

  1. Largo maestoso – Allegro energico – Lento maestoso
  2. Romanza: Allegretto felice sempre teneramente ed espressivo [14:58]
  3. Lento espressivo [20:08]
  4. Lento mistico – Allegro vivace [29:29]

Sinfonia Gioconda

Nodar Gabunija (1933 - 31 agosto 2000): Terza Sinfonia (Sinfonia Gioconda) per orchestra da camera (1988). Orchestra da camera di Stato della Georgia, dir. Lijana Isakadze.

  1. Quasi danza
  2. Tempo molto rubato, come improvvisazione
  3. Intermedio: Moderato quasi cembalo
  4. Tempo molto rubato

Il deserto

Félicien David (1810 - 29 agosto 1876): Le désert, ode-symphonie in 3 parti per voce recitante, tenore, coro maschile e orchestra, testo poetico di Auguste Colin (1844). Olivier Pascalin, recitante; Bruno Lazzaretti, tenore; Chor der St.-Hedwigs-Kathedrale Berlin; Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, dir. Guido Maria Guida.

Questa composizione è il frutto (maturato oltre dieci anni dopo) del viaggio in Egitto e in Medio Oriente compiuto da David nel 1833, all’epoca della sua adesione al sansimonismo. Il testo narra il percorso di una carovana attraverso il deserto del Sahara: affronta una tempesta di sabbia, fa sosta per la notte, riprende il cammino al levar del giorno rendendo omaggio a Allah. L’ode è articolata in 3 parti a loro volta suddivise in scene fra loro indipendenti:
PARTE I, L’entrée au désert. L’orchestra evoca l’immensità silente del deserto; si ode la preghiera di un coro di pellegrini che rende omaggio a Allah; dopo, in lontananza, si avverte il rumore della carovana (Marche de la caravane), dapprima sommesso, poi sempre più forte man mano che questa si avvicina. Si leva una forte tempesta di sabbia (Le simoun), amplificata dalla disperata supplica del coro che invoca Allah affinché abbia pietà dei credenti. Tornata la calma, la carovana può riprendere il cammino.
PARTE II, La nuit [22:26]. Il coro intona un cantico alla notte; seguono due brani strumentali, la Fantaisie arabe («air syrien») e la Danse des almées, che richiamano remote atmosfere orientali. Si celebra la vita libera del deserto in contrapposizione a quella civilizzata (La liberté au désert); l’episodio si conclude con una Rêverie du soir fondata sopra una melodia orientale udita da David al tempo del suo soggiorno in Egitto. Il silenzio, immobile, si distende nuovamente sul deserto.
PARTE III, Le lever du soleil [35:09]. Il sole si alza sul deserto e lo inonda di luce e di amore; solo il canto del muezzin (Chant du muezzin) increspa l’atmosfera immobile del Sahara. La carovana si rimette in cammino (Le départ de la caravane). L’ode si conclude con un omaggio corale a Allah.