Pietro Alessandro Guglielmi (9 dicembre 1728 - 1804): Sonata in do maggiore op. III n. 1 (c1770). Enrico Barbagli, clavicordo.
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Pietro Alessandro Guglielmi (9 dicembre 1728 - 1804): Sonata in do maggiore op. III n. 1 (c1770). Enrico Barbagli, clavicordo.
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Pietro Morandi (1745 - 8 dicembre 1815): Sonata per organo moderno. Ljerka Očić all’organo Girardi (1864) della Chiesa dei santi Vito, Modesto e Crescenzia in Grožnjan/Grisignana (Croazia).

Johann Friedrich Agricola (1720 - 2 dicembre 1774): Sonata in fa maggiore per clavicembalo (1762). Gregor Hollmann.

Gaetano Donizetti (29 novembre 1797 - 1848): Sonata in do minore-maggiore per flauto e pianoforte (1819). Maxence Larrieu, flauto; Jean-Jacques Balet, pianoforte.

Aleksandr Gol’denvejzer (1875 - 26 novembre 1961): Sonata-fantasia (Скорбная песнь, Canto funebre) per pianoforte op. 37 (1957-59). Jonathan Powell.
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Il dipinto nel video è Composizione VII (1913) di Vasilij Kandinskij.
Sandro Fuga (26 novembre 1906 - 1994): Sonata per violoncello e pianoforte n. 1 (1936). Massimo Macrì, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte.

Emma Lou Diemer (24 novembre 1927): Sonata n. 3 per pianoforte (1996-99). Jeong-In Kim.
Francesco Cilea (1866 - 20 novembre 1950): Sonata in re maggiore per violoncello e pianoforte op. 38 (1888). Massimo Macrì, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte.

Jean-Baptiste Loeillet, detto «Loeillet di Londra» (18 novembre 1680 - 1730): Triosonata in fa maggiore op. 2 n. 2 (1725). Ensemble Pro Musica Antiqua.
Jean-Baptiste Loeillet, detto «Loeillet di Gand» (1688 - c1720): Triosonata in la minore op. 1 n. 1 (1710). Daniel Rothert, flauto dolce; Vanessa Young, violoncello; Ketil Haugsand, clavicembalo.
I due Jean-Baptiste erano cugini di primo grado. In passato l’omonimia creò qualche problema di attribuzione: nel 1909 il compositore francese Alexandre Béon (1862 - 1912) arrangiò per violino, violoncello e pianoforte una triosonata del Loeillet di Londra e l’attribuì al Loeillet di Gand. L’arrangiamento in questione è molto bello; eccolo nell’interpretazione dell’Eroica Trio:

Biagio Marini (1594 - 17 novembre 1663): Sonata variata in la minore per violino e basso continuo (pubblicata in Sonate, symphonie, canzoni, etc. op. VIII, 1626, n. 58). Ensemble Helianthus: Olivia Centurioni, violino; Evangelina Mascardi, tiorba.

Charles-Antoine Campion (Carlo Antonio Campioni; 16 novembre 1720 - 1788): Sonata in sol minore per 2 violini e basso continuo op. 4a n. 2 (c1770). The Vivaldi Project: Elizabeth Field e Allison Edberg Nyquist, violini; Stephanie Vial, violoncello.

Johann Nepomuk Hummel (14 novembre 1778 - 1837): Sonata n. 2 in mi bemolle maggiore per pianoforte op. 13, Alleluja (c1804). Vincenzo Balzani.
« Nel primo movimento il primo tema, molto incisivo e accompagnato da un basso staccatissimo, è indicato nella sua ultima apparizione con “Alleluja”. Può darsi, ma non si è trovata fino ad ora la fonte, che si tratti di una citazione da una messa o da un oratorio, ma comunque sia il tono di giubilo dell’Alleluja percorre tutto il primo movimento. Il secondo movimento, in forma bitematica tripartita, è una vera e propria scena lirica intensamente patetica, e il terzo movimento riunisce i caratteri dello scherzo e della marcia in quello che in realtà è un vero e proprio concertato operistico » (Piero Rattalino).
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Nikolaj Karlovič Metner (o Medtner; 1880 - 13 novembre 1951): Sonata n. 13 in fa minore per pianoforte op. 53 n. 2, Sonata minacciosa (1931-32). Geoffrey Tozer.

Samuel Capricornus (Bockshorn; 1628 - 10 novembre 1665): Sonata a 8 in la minore per 3 violini, 2 viole, 2 viole da gamba, basso di viola, basso continuo. Ensemble ACRONYM.

Jean-Baptiste Bréval (6 novembre 1753 - 1823): Sonata in sol maggiore per violoncello e basso op. 12 n. 5 (1793). Claudio Ronco e Emanuela Vozza.

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Sonata per violoncello e pianoforte n. 2 in re maggiore op. 58 (1843). Mischa Maisky, violoncello; Sergio Tiempo, pianoforte.
Particolarmente interessante il III movimento, Adagio, che testimonia l’ammirazione di Mendelssohn per Bach, con il suo svolgimento in forma di corale, affidato al pianoforte, sul quale il violoncello si produce in una sorta di recitativo che riporta alla mente diverse composizioni del Kantor di Lipsia: alcune arie con violoncello concertante incluse in oratori e cantate, ma anche la Fantasia cromatica BWV 903.
Nella parte finale del medesimo movimento, mentre il pianoforte riprende la melodia precedentemente esposta dal violoncello, a quest’ultimo è affidato un effetto singolare: a un prolungato SOL grave eseguito con l’archetto si sovrappone lo stesso SOL ripetuto per dodici volte in pizzicato. Ritenendo, a torto o a ragione, che si trattasse di una rappresentazione dei dodici rintocchi della mezzanotte, analoga a quelle di molte musiche ottocentesche d’ambientazione notturna, all’inizio del XX secolo l’Adagio venne pubblicato come brano a sé stante, appunto con il titolo di Mezzanotte.

Simon Molitor (3 novembre 1766 - 1848): Grande sonata in fa maggiore per violino e chitarra op. 5 (1806). Francesca Giordanino, violino; Fabio Rizza, chitarra.

František Kočvara (c1750 - 1791): Sonata n. 6 in do maggiore per 2 viole e basso continuo (c1777). Membri del Soijka Quartet.

Domenico Scarlatti (26 ottobre 1685 - 1757): Sonata in re maggiore K 29. Gianandrea Pauletta, clavicembalo.

Samuel Arnold (1740 - 22 ottobre 1802): Sonata in sol maggiore per clavicembalo op. 10 n. 1 (1775). Christine Sartoretti.

Baldassare Galuppi detto il Buranello (Burano, 18 ottobre 1706 - 1785): Sonata in sol minore per organo o clavicembalo. Falerno Ducande alias Fernando De Luca, clavicembalo.
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Johann Nepomuk Hummel (1778 - 17 ottobre 1837): Sonata per pianoforte n. 5 in fa# minore op. 81 (1819). Constance Keene.

Domenico Zipoli (17 ottobre 1688 - 1726): Sonata in la minore per violino e basso continuo. Luigi Cozzolino, violino; Bettina Hoffmann, violoncello; Gian Luca Lastraioli, tiorba; Alfonso Fedi, clavicembalo.

Sylvius Leopold Weiss (12 ottobre 1686 - 16 ottobre 1750): Sonata (Suite) per liuto in la minore WeissSW 29, L’Infidèle. Eugen M. Dombois.

Sotto il ritratto di Weiss si può leggere « Es soll nur Sylvius die Laute spielen », soltanto Sylvius dovrebbe suonare il liuto.
Jean-Joseph Cassanéa de Mondonville (1711 - 8 ottobre 1772): Sonata in sol maggiore per violino e basso continuo op. 3 n. 5 (c1734). Simon Standage, violino; Lars Ulrik Mortensen, clavicembalo.
I. Allegro
II. Aria [4:13]
III. Allegro [6:14]

Johann Mattheson (28 settembre 1681 - 1764): Sonata in sol maggiore per violino e basso continuo, n. 2 della raccolta Der brauchbare Virtuoso (1717, pubblicata nel 1720). Trio Corelli: Elisabeth Schneider, violino; Viggo Mangor, arciliuto; Ulrik Spang-Hanssen, organo.

Alexander Reinagle (1756 - 21 settembre 1809): Sonata in re maggiore per pianoforte (c1790). William Grant Naboré.
La famiglia di Reinagle annovera numerosi musicisti e pittori di vaglia. Figlio di Joseph Reinagle, un virtuoso di tromba austroungarico che si era stabilito a Portsmouth, e di Annie Laurie, scozzese, nel 1786 Alexander Reinagle si trasferì negli Stati Uniti, fissando la propria residenza prima a New York e poi a Filadelfia: quivi fu attivo come insegnante e concertista, influenzando profondamente la vita musicale cittadina. Fra i suoi ammiratori vi fu George Washington: quando questi morì, nel 1799, Reinagle compose una Monody on the Death of George Washington.
La Sonata in re maggiore, la prima di un gruppo di quattro talvolta chiamate Philadelphia Sonatas, comprende nel II movimento quattro variazioni sul tema dell’Andante della Sinfonia n. 53, L’Impériale, di Franz Joseph Haydn.

Lazar (Larry) Sitsky (10 settembre 1934): Sonata per pianoforte n. 1, Retirer d’en bas de l’eau (2009). Edward Neeman, pianoforte.
Il retirer d’en bas de l’eau è uno dei principali riti vudù, il richiamo dell’anima di un defunto, un anno e un giorno dopo la morte, dalle acque dell’abisso, il mondo degli Invisibles.

Willem Pijper (8 settembre 1894 - 1947): Sonata per pianoforte (1930). Ronald Brautigam.
Elisabetta de Gambarini (7 settembre 1731 - 1765): Sonata in do maggiore op. 1 n. 5 (1748). Paule van Parys, clavicembalo.