Constant Lambert (23 agosto 1905 - 21 agosto 1951): Concerto per pianoforte e 9 strumenti (1931). Alessandro De Curtis, pianoforte; Harmonia Ensemble, dir. Giuseppe Grazioli.
Jan Křtitel Vaňhal (Johann Baptist Wanhal; 1739 - 20 agosto 1813): Concerto in mi bemolle maggiore per contrabbasso e orchestra. Scott Pingel, contrabbasso; San Francisco Academy Orchestra, dir. Andrei Gorbatenko.
Johann Carl Friedrich Rellstab (1759 – 19 agosto 1813): Sonata in re maggiore per organo o clavicembalo op. 39 (c1790). Michael Seibel all’organo Ehrlich (1749–52) della Dominikanerkirche in Bad Wimpfen (Baden-Württemberg).
Claudin de Sermisy (c1490 - 1562): Las! je m’y plains, chanson a 4 voci (pubblicata in Trente et sept chansons musicales a quatre parties, 1528, n. 36). Ensemble «Clément Janequin».
Las! Je m’y plains, mauldicte soit fortune,
quant pour aimer je n’ai que desplaisir.
Venez, regretz, venez mon coeur saisir,
et le monstrez a ma dame importune.
Francesco Canova, detto Francesco da Milano, Francesco del Liuto e il Divino (18 agosto 1497 - 1543): Las! je m’y plains di Sermisy intavolata per liuto (1536). Valéry Sauvage.
Jean Barraqué (1928 - 17 agosto 1973): Sonata per pianoforte (1950-52). Roger Woodward (registrazione del 1972 realizzata in presenza dell’autore).
La Sonata di Barraqué, unanimemente considerata un capolavoro del serialismo, si evolve in un unico movimento, suddiviso in due sezioni: la seconda, Lent, ha inizio a 19:16.
Jean Barraqué (1928 - 17 agosto 1973): Chant après chant per voce, 6 percussionisti e pianoforte (1965-66), testi di Barraqué e Hermann Broch. Jamie Jordan, soprano; University of South Florida Percussion Ensemble: Jacob Dike, Armando Ayala, Kevin Cross, Beran Harp, Amanda Dezee e Christopher Herman; Corey Merenda, pianoforte; dir. Robert McCormick.
Samuel Coleridge-Taylor (15 agosto 1875 - 1912): Ouverture per The Song of Hiawatha, trilogia corale op. 30 (1901) su testi di Henry Wadsworth Longfellow. RTÉ Concert Orchestra, dir. Adrian Leaper.
Agli interessati YouTube offre la possibilità di ascoltare l’intera trilogia. Nato a Holborn, Londra, da padre creolo originario della Sierra Leone e madre inglese, Samuel Coleridge-Taylor fu così chiamato in onore del poeta Samuel Taylor Coleridge. Affermatosi quale compositore e direttore d’orchestra, nei primi anni del ‘900 si recò in tournée negli Stati Uniti, ottenendo un grandissimo successo; l’appellativo di «Mahler africano» gli fu assegnato dai membri (bianchi) di un’orchestra newyorkese da lui diretta nel 1910. Morì a 37 anni di polmonite.
Samuel Sebastian Wesley (14 agosto 1810 - 1876): Larghetto in fa diesis minore per organo (da Three Pieces for chamber organ, set 2, 1843, n. 2). Iddo van der Giessen.
Salomon Jadassohn (13 agosto 1831 - 1902): Sestetto in sol maggiore per pianoforte a 4 mani, 2 violini, viola e violoncello op. 100 (1888). Bracha Eden e Alexander Tamir, pianoforte; membri del quartetto d’archi non identificati.
Sostenuto – Allegro ma non troppo vivace
Adagio serioso [10:39]
Finale: Allegretto grazioso, ma un poco vivo – Più mosso [16:44]
Jacopo Peri detto Zazzerino (20 agosto 1561 - 12 agosto 1633): Tu dormi, e ‘l dolce sonno. Ellen Hargis, soprano; Paul O’Dette, chitarrone; Andrew Lawrence-King, arpa; Hille Perl, lirone.
Tu dormi, e’l dolce sonno
Ti lusinga con l’ali, aura volante,
Né mov’ombra già mai tacite piante.
Io, che non ho riposo,
Se non quando da’ lumi
Verso torrenti e fiumi,
Esc’al notturno sol a me gioioso.
Tu lo splendor degl’argentati rai
Non rimiri, e tu stai
Sord’al duol che m’accora;
Io sent’e veggio ogn’hor l’aura e l’aurora.
Tu dormi, e non ascolti
Me che prego e sospiro, e piango e bramo,
E nell’alto silentio hora ti chiamo.
Ben ha profond’oblio,
Filli, sepolt’i tuoi sensi vitali,
E prov’invano
Destar in te pietà d’alma che more.
Non è Febo lontano,
Vien l’alba rugiadosa,
Ma che, dorm’e riposa,
Non piang’indarno i suoi torment’il core;
E se non senti tu, mi sent’amore.
Tu dormi, et io pur piango,
O bella, o del mio cor dolce tormento,
E col mio pianto io mir’il ciel intento.
Entro piume d’odori
Tu ripos’il bel fianco;
Io, fra mille dolori,
Sento senza pietà venirmi manco.
O sonno, o tu che porti pace ai cori,
E le menti egre conforti,
Te non chiamo già mai, ma sol desio
Che nei sospir’aquet’il morir mio.
Heinrich Ignaz Franz von Biber (12 agosto 1644 - 1704): Missa salisburgensis a 53 voci (1682). Musica Antiqua Köln, dir. Reinhard Goebel; Gabrieli Consort & Players, dir. Paul McCreesh.
Krzysztof Meyer (11 agosto 1943): Sinfonia n. 6 op. 57, Symfonia polska (1982). Polska Orkiestra Radiowa Kraków, dir. Antoni Wit.
Adagio
Allegro molto [18:55]
Andante con moto [26:15]
Allegro – Largo [36:32]
Meyer iniziò a comporre la Sesta Sinfonia subito dopo la proclamazione della legge marziale in Polonia (13 dicembre 1981) e la completò nell’aprile successivo. Il titolo di Sinfonia polacca è dovuto alle numerose citazioni di melodie tradizionali polacche in essa contenute, ma anche al desiderio di attirare l’attenzione sulle circostanze storiche e politiche che l’hanno ispirata.
Aleksandr Konstantinovič Glazunov (10 agosto 1865 - 1936): Из средних веков (Dal Medioevo), suite sinfonica op. 79 (1902). Orchestra sinfonica della Radio di Mosca, dir. Vladimir Fedoseev.
Bernd Alois Zimmermann (1918 - 10 agosto 1970): Photoptosis, preludio per grande orchestra (1968). WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Jukka-Pekka Saraste.
Il titolo è composto dai termini greci phòtos = luce e ptòsis = caduta: si riferisce alla luce incidente e ai cambiamenti cromatici che essa comporta, qui relativi ai “colori” strumentali, cioè ai timbri. Nella composizione sono presenti varie citazioni, in particolare della Nona Sinfonia di Beethoven.
Nicolas Bochsa (9 agosto 1789 - 1856): Concerto pour la harpe principale in re minore op. 15 n. 1 (c1813). Lily Laskine (1893-1988), arpa; Orchestre de l’Association des Concerts Lamourex, dir. Jean-Baptiste Mari (registrazione del 1964).
Francis Pilkington (c1565 - 1638): Rest, sweet nymphs, ayre (dal First Book of Songs or Airs of Four Parts, 1605, n. 6).
– versione per 1 voce e liuto: Valeria Mignaco (soprano) e Alfonso Marin;
– versione a 4 voci a cappella: Laudantes Consort.
Rest, sweet nymphs, let golden sleep
Charm your star brighter eyes,
While my lute the watch doth keep
With pleasing sympathies.
Lulla, lullaby. Lulla, lullaby.
Sleep sweetly, sleep sweetly,
Let nothing affright ye,
In calm contentments lie.
Dream, fair virgins, of delight
And blest Elysian groves,
While the wandring shades of night
Resemble your true loves.
Lulla, lullaby. Lulla, lullaby.
Your kisses, your blisses,
Send them by your wishes,
Although they be not nigh.
Thus, dear damsels, I do give
‘Good night’, and so am gone:
With your hearts’ desires long live,
Still joy, and never moan.
Lulla, lullaby. Lulla, lullaby.
Hath pleased you and eased you,
And sweet slumber seized you,
And now to bed I hie.
Daniel Börtz (8 agosto 1943): Dubbelkonsert för en per violino e viola (un solo esecutore) e orchestra (2019–20). Malin Broman, violino e viola; Norrköpings Symfoniorkester, dir. Simon Crawford-Phillips. Registrazione della 1ª esecuzione, 23 marzo 2023.
David Popper (1843 - 7 agosto 1913): Requiem per 3 violoncelli e pianoforte op. 66 (1892). Rajan Krishnaswami, Brian Wharton e Jonathan Salman, violoncelli; Mark Salman, pianoforte.
Sir Granville Bantock (7 agosto 1868 - 1946): The Witch of Atlas, poema sinfonico (1902) ispirato dall’omonimo poemetto di Shelley. BBC National Orchestra of Wales, dir. Rumon Gamba.
François Couperin le Grand (1668 - 1733): La Linotte effarouchée, rondeau in re maggiore, n. 2 dell’Ordre XIV (Pièces de clavecin III, 1722). Luc Beauséjour, clavicembalo.
Giuseppe Gherardeschi (1759 - 6 agosto 1815): Sonata IV in mi bemolle maggiore per clavicembalo, violino e basso. Fëdor Stroganov, clavicembalo; Tat’jana Grindenko, violino; Nikita Kočergin, violoncello.
Domenico Zanatta (c1665 - 5 agosto 1748): Gelosia, cantata per voce e basso continuo (da Intrecci armonici diversi… opera quarta, 1696). Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; ensemble Musica Fiorita, dir. Daniela Dolci.
Dimmi, amor, qual pena sia
più maggior di gelosia
ad un cor ch’ama fedel.
Ella sparge dentro al seno
il più perfido veleno
e l’ardore più crudel.
Oh, Dio, quanto tiranna è la tua legge,
o faretrato arcero,
ingiusto è il tuo comando
se a chi vive adorando
decreti che sia il fin de’ suoi contenti
d’un geloso pensier gl’aspri tormenti.
Deh, lasciami in pace,
tiranna de’ cori,
crudel gelosia.
Quest’alma si sface
tra i rigidi ardori
di tua tirannia.
Il mio servir costante,
l’esser fedel amante
fomenta maggior fiamme al seno mio
s’ancor il mio desio
mascherando di gioia i suoi martiri
scuote a rigor di pene anco i sospiri.
Oh, Dio, che acerba pena
è il viver in catena
e aver geloso il cor.
Egl’è un sì fier martire
che l’alma fa languire
in grembo del dolor.