Charles Valentin Alkan (30 novembre 1813 - 1888): Saltarelle per pianoforte op. 23 (1844). Bernard Ringeissen.
Categoria: pianoforte
Slow march tempo
Scott Joplin (1868 - 1917): Gladiolus Rag (1914). Joshua Rifkin, pianoforte.

Andalucía
Ernesto Lecuona y Casado (1895 - 23 novembre 1963): Andalucía, suite spagnola per pianoforte (1932). Thomas Tirino.
- Córdova
- Andaluza [3:38]
- Alhambra [5:49]
- Gitanerías [10:09]
- Guadalquivir [11:54]
- Malagueña [16:02]

Microtoni – V
Alois Hába (1893 - 18 novembre 1973): Sonata per pianoforte a quarti di tono op. 62 (1946-47). Vladimir Koula.
- Allegro agitato
- Andante cantabile [5:41]
- Allegro risoluto [15:02]

Allegro brillante – I
Carl Gottlieb Reißiger (1798 - 7 novembre 1859): Trio n. 7 in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 85 (c1833). Trio Art Nouveau: Orsolya Winkler, violino; György Déri, violoncello; Ervin Nagy, pianoforte.
- Allegro brillante
- Andante [12:19]
- Scherzo: Presto [20:54]
- Rondò: Allegro molto [26:39]

Scherzo-fantaisie
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 6 novembre 1893): Scherzo-fantaisie in mi bemolle minore per pianoforte op. 72 n. 10 (1892-93). Viktorija Postnikova.

L’opera pianistica di Čajkovskij, molto nota in Russia, dove è considerata di altissimo livello qualitativo, è quasi del tutto sconosciuta in Occidente, forse a causa dei giudizi non positivi espressi in passato da autorevoli storici della musica. In effetti ho avuto modo di leggere che le composizioni ciajkovskiane per pianoforte solo non presenterebbero particolari motivi di interesse in quanto non si discosterebbero molto dalla Salonmusik che andava di moda nel secondo Ottocento: si tratterebbe cioè di brani d’occasione, senza pretese, adatti essenzialmente a essere eseguiti dalle fanciulle di buona famiglia borghese per allietare le riunioni conviviali con parenti e amici. Bene, credo che nulla sia lontano da quel genere di musica più di questo Scherzo-fantaisie, che Čajkovskij scrisse circa un anno prima della morte. È un brano nervoso, a tratti aspro, solo apparentemente disteso nella sezione centrale, nella quale è citata – ma resa quasi irriconoscibile – una canzone tradizionale ucraina intitolata La gru (Журавель, Žuravel’), sulla quale Čajkovskij vent’anni prima aveva costruito il movmento finale della Seconda Sinfonia.
Nel 1892 Čajkovskij aveva lavorato fra l’altro a una sinfonia che poi aveva deciso di non portare a termine, ritenendola priva di valore e di significato. Questa sinfonia è stata poi ricostruita dal compositore e musicologo sovietico Semën Bogatyrëv (1890 - 1960) e oggi è nota come Settima Sinfonia in mi bemolle maggiore. Bogatyrëv si avvalse di numerosi abbozzi lasciati da Čajkovskij e da parti dell’opera incompiuta rifuse in altre composizioni; mancava però del tutto il III movimento, sicché Bogatyrëv si risolse a utilizzare in sua vece lo Scherzo-fantaisie, che orchestrò appositamente. L’ascoltiamo interpretato dall’Orchestra di Filadelfia diretta da Eugene Ormandy:
Allegro agitato – III
Hans Bronsart von Schellendorff (1830 - 3 novembre 1913): Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 1 (1856). Gorjan-Trio: Gorjan Košuta, violino; Miloš Mlejnik, violoncello; Rainer Gepp, pianoforte.
- Allegro molto: Maestoso – Appassionato
- Vivace [11:57]
- Adagio ma non troppo [18:44]
- Grave – Allegro agitato [30:13]

Gatti da tastiera
Domenico Scarlatti (26 ottobre 1685 - 1757): Sonata in sol minore K 30, detta Fuga del gatto (pubblicata in Essercizi per Gravicembalo, 1738, n. 30). Veronika Kuzmina Raibaut, pianoforte.
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Per flauto e pianoforte – XIV
Mario Pilati (16 ottobre 1903 - 1938): Sonata per flauto e pianoforte (1922, 1926-27). Emmanuel Pahud, flauto; Francesca Carta, pianoforte.
- Allegro moderato
- Lento e sostenuto [6:54]
- Lievemente mosso [10:22]
Gli sghignazzi di Satana
Johannes Brahms (1833 - 1897): Trio in si maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 8 (1854, seconda versione 1889). Clara-Jumi Kang, violino; Jian Wang, violoncello; Alessandro Taverna, pianoforte.
- Allegro con brio
- Scherzo: Allegro molto [15:50]
- Adagio [22:37]
- Allegro [30:56]
Iniziammo a far musica verso le quattro ed eseguimmo due sonate per violino e pianoforte di Beethoven e un trio di Schubert. Dopo il tè venne finalmente il momento del Trio in si maggiore. Ho un debole per questo trio, soprattutto per l’attacco, di solenne esultanza.
[…]
Il secondo movimento del Trio in si maggiore, i cui ritmi mi hanno tante volte angosciato e scosso: mai sono riuscito a suonarlo fino all’ultima nota senza un profondo abbattimento, pur amandolo di vera passione.
Uno Scherzo, certo. Ma che genere di Scherzo! In esso lievita una terribile allegria, una gaiezza che raggela il sangue. Risa spettrali vorticano nello spazio, un folleggiare cupo, sfrenato e carnascialesco di creature dal piede caprino: questo è l’attacco, così inizia questo Scherzo bizzarro. E all’improvviso dal baccanale d’inferno si libra alta una voce solitaria, la voce di un’anima smarrita, la voce di un cuore straziato dal terrore che confida la sua pena.
Ma ecco nuovamente irrompere gli sghignazzi di Satana, travolgono fragorosi quegli accenti puri e lacerano in mille brani il canto. La voce riprende vigore, incerta e lieve, trova la sua melodia e la trasporta verso l’alto, quasi volesse fuggire in sua compagnia in un mondo diverso.
I diavoli dell’inferno tuttavia prevalgono, si è fatto giorno, l’estremo giorno, il giorno del Giudizio, Satana trionfa sull’anima peccatrice e la voce straziata dell’uomo precipita dalla sublime altezza giù giù nel disperato sghignazzo di Giuda.
Al termine del movimento, rimasi per lunghi minuti silenzioso fra spettatori silenziosi. Poi quell’universo desolato di larve cupe e incalzanti svanì. La visione del Giudizio si dissolse, l’incubo apocalittico si dileguò e mi rese la libertà.
da Leo Perutz, Il Maestro del Giudizio universale (Der Meister des Jüngsten Tages, 1923)
traduzione di Margherita Belardetti
© 2012 Adelphi Edizioni, Milano

Non troppo allegro e poco giocoso
Walter Niemann (10 ottobre 1876 - 1953): Sonata per pianoforte n. 1 op. 60 (1919). Bing Bing Li.
- Allegro moderato. Im romantischen Balladenton
- Poco adagio
- Non troppo allegro e poco giocoso

Dall’Aragona alla Boemia
Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857): Capriccio brillante sopra la «jota aragonesa», ouverture spagnola n. 1 (1845). Orchestra Sinfonica di Stato dell’URSS, dir. Evgenij Fëdorovič Svetlanov (registrazione del 1969).
Franz Liszt (1811 - 1886): Rhapsodie espagnole S.254 (1858). Stephen Hough, pianoforte.
Ferruccio Busoni (1866 - 1924): trascrizione per pianoforte e orchestra della Rhapsodie espagnole di Liszt (1893). Joshua Pierce, pianoforte; Orchestra Filarmonica di Stato di Mosca, dir. Paul Freeman.
Fate attenzione al tema che si presenta al minuto 2:52 nella composizione di Glinka, all’8:14 in quella di Liszt e all’8:40 della trascrizione di Busoni.
In un testo del 1910 [1], così Busoni descrive la composizione di Liszt:
Questa Rapsodia spagnola consta di due parti che portano un nome (Folie d’Espagne – Jota aragonesa), cui fanno seguito un terzo tempo senza titolo e un finale.
Prima di tutto troviamo una cadenza a mo’ di preludio e delle variazioni su un tema lento di danza, tema che, a quanto pare, è di Corelli (…). Questa prima parte è in do diesis minore. La seconda parte, in re maggiore, presenta pure delle variazioni, questa volta su una vivace danzetta di otto battute, in ritmo di 3/8. (Anche Glinka l’ha usata in un pezzo per orchestra.)
Una nuova cadenza, che anticipa il tema, porta al terzo tempo, che è costruito sul tema che segue:
(Incontriamo questo tema nella Terza Sinfonia di Mahler – come vi è arrivato?)
Buona domanda: come vi è arrivato? La melodia dovette compiere un lungo viaggio, dalla valle dell’Ebro alle foreste di Boemia, forse a bordo di una diligenza, insieme con un postiglione che, giunto al termine del percorso, la suonò con la sua cornetta per far danzare gli animali del bosco. I quali poi raccontarono ogni cosa a Gustav Mahler…
[1] Inserito nel programma di sala di un concerto diretto da Arthur Nikisch; ora, con il titolo Valore della trascrizione, in F. Busoni, Scritti e pensieri sulla musica, a cura di Luigi Dallapiccola e Guido Maggiorino Gatti, Milano, Ricordi 1954, pp. 27-30. ↵
Danze romene
Béla Bartók (1881 - 26 settembre 1945): Román népi táncok (Danze popolari romene), versione originale per pianoforte Sz. 56, BB 68 (1915) eseguita da Lily Kraus (registrazione del 1938).
- Joc cu bâtă (Danza con il bastone; da Voiniceni/Mezőszabad): Allegro moderato
- Brâul (Danza della cintura; da Egres/Agriş): Allegro [1:09]
- Pe loc (Danza sul posto; da Egres): Andante [1:41]
- Buciumeana (Danza con bucium, corno delle Alpi; dal comitato di Torda-Aranyos): Moderato [2:27]
- Poargă românească (Polka romena; da Belényes/Beiuș): Allegro [3:14]
- Mărunţel (Minuzia, danza veloce; da Belényes): Allegro [3:44]
La medesima suite trascritta per piccola orchestra da Bartók, con la suddivisione dell’ultimo brano in due, Sz. 68, BB 76 (1917). Budapesti Fesztiválzenekar, dir. Iván Fischer.
- Joc cu bâtă
- Brâul [1:12]
- Pe loc [1:50]
- Buciumeana [2:51]
- Poargă românească [4:34]
- Mărunţel [5:05]
- Mărunţel (dal comitato di Torda-Aranyos): Allegro vivace [5:20]

Allegro maestoso – V
Francesca D’Adda (1794 - 23 settembre 1877): Trio in mi bemolle maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 18 (1842). La Gaia Scienza.
- Preludio: Allegro maestoso
- Andante cantabile [6:39]
- Scherzo [10:41]
- Finale: Allegro moderato [13:48]
Sognando il Sogno
Roman Vlad (1919 - 21 settembre 2013): Sognando il Sogno: variazioni su di una variazione per pianoforte (1971). Carlo Grante.
Il tema variato è tratto dalla celebre Träumerei op. 15 n. 7 di Schumann.

nabikafi (Takahashi 85)
Yūji Takahashi (21 settembre 1938): なびかひ (nabikafi) per pianoforte (2007). Keiko Shichijo.

Andante semplice – II
Madeleine Dring (7 settembre 1923 - 1977): Trio per flauto, oboe e pianoforte (1968). Madison Hardick, flauto; Sophia Maeda, oboe; Barbara Noyes, pianoforte.
- Allegro con brio
- Andante semplice [3:00]
- Allegro giocoso [7:57]
Fa’ quel che vuoi
John Zorn (2 settembre 1953): .˙. (fay çe que vouldras) (2005). Stephen Drury, pianoforte.

Soleils de septembre
Lili Boulanger (1893 - 1918): Soleils de septembre per coro e pianoforte (1912) su testo di Auguste Lacaussade (da Poèmes et Paysages). Friederike Schorling, contralto; Orpheus Vokalensemble, dir. Michael Alber; Antonii Baryshevskyi, pianoforte.
Sous les tièdes rayons des soleils de septembre
Le ciel est doux, mais pâle: et la terre jaunit.
Dans les forêts la feuille a la couleur de l’ambre;
L’oiseau ne chante plus sur le bord de son nid.
Du toit des laboureurs ont fui les hirondelles;
La faucille a passé sur l’épi d’or des blés;
On n’entend plus dans l’air de frémissements d’ailes:
Le merle siffle seul au fond des bois troublés.
La mousse est sans parfum, les herbes sans mollesse;
Le jonc sur les étangs se penche soucieux;
Le soleil, qui pâlit, d’une tiède tristesse
Emplit au loin la plaine et les monts et les cieux.
Les jours s’abrègent ; l’eau qui court dans la vallée
N’a plus ces joyeux bruits qui réjouissaient l’air:
Il semble que la terre, et frileuse et voilée,
Dans ses premiers frissons sente arriver l’hiver.
Ô changeantes saisons! ô lois inexorables!
De quel deuil la nature, hélas! va se couvrir!
Soleils des mois heureux, printemps irréparables,
Adieu! ruisseaux et fleurs vont se taire et mourir.
Mais console-toi, terre! ô Nature! ô Cybèle!
L’hiver est un sommeil et n’est point le trépas:
Les printemps reviendront te faire verte et belle;
L’homme vieillit et meurt, toi, tu ne vieillis pas!
Tu rendras aux ruisseaux, muets par la froidure,
Sous les arceaux feuillus leurs murmures chanteurs;
Aux oiseaux tu rendras leurs nids dans la verdure;
Aux lilas du vallon tu rendras ses senteurs.
Ah! des germes captifs quand tu fondras les chaînes,
Quand, de la sève à flots épanchant la liqueur,
Tu feras refleurir les roses et les chênes,
Ô Nature! avec eux fais refleurir mon cœur!
Rends à mon sein tari les poétiques sèves,
Verse en moi les chaleurs dont l’âme se nourrit,
Fais éclore à mon front les gerbes de mes rêves,
Couvre mes rameaux nus des fleurs de mon esprit.
Sans l’ivresse des chants, ma haute et chère ivresse,
Sans le bonheur d’aimer, que m’importent les jours!
Ô soleils! ô printemps! je ne veux la jeunesse
Que pour toujours chanter, que pour aimer toujours!
Le strofe in corsivo sono omesse nella composizione di Lili Boulanger.

Intermezzo – I
Lucrecia Roces Kasilag (31 agosto 1918 - 16 agosto 2008): Intermezzo per violino e pianoforte. Carmencita Lozada, violino; Carmencita Sipin, pianoforte.
Per clarinetto, corno e pianoforte
Gustav Jenner (1865 - 29 agosto 1920): Trio in mi bemolle maggiore per clarinetto, corno e pianoforte (1900). James Campbell, clarinetto; Martin Hackleman, corno; Jane Coop, pianoforte.
- Moderato
- Adagio
- Presto
- Allegro non troppo
Andante recitando
Constant Lambert (23 agosto 1905 - 21 agosto 1951): Concerto per pianoforte e 9 strumenti (1931). Alessandro De Curtis, pianoforte; Harmonia Ensemble, dir. Giuseppe Grazioli.
- Ouverture: Allegro – Cadenza – Andante espressivo – Coda
- Intermède: Andante recitando – Allegro scherzando – Andante tranquillo – Allegretto non troppo [8:15]
- Finale: Lugubre – Lento [17:51]

Dessins spiritualistes
Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): Deux Arabesques (1888, 1891). Aldo Ciccolini, pianoforte.
« Le dessin arabesque est le plus spiritualiste des dessins. Le dessin arabesque est le plus idéal de tous » (Charles Baudelaire).

Tema e variazioni
Lili Boulanger (21 agosto 1893 - 1918): Thème et variations per pianoforte (1915). Émile Naoumoff.

Très rapide – Lent
Jean Barraqué (1928 - 17 agosto 1973): Sonata per pianoforte (1950-52). Roger Woodward (registrazione del 1972 realizzata in presenza dell’autore).
La Sonata di Barraqué, unanimemente considerata un capolavoro del serialismo, si evolve in un unico movimento, suddiviso in due sezioni: la seconda, Lent, ha inizio a 19:16.

Chant après chant
Jean Barraqué (1928 - 17 agosto 1973): Chant après chant per voce, 6 percussionisti e pianoforte (1965-66), testi di Barraqué e Hermann Broch. Jamie Jordan, soprano; University of South Florida Percussion Ensemble: Jacob Dike, Armando Ayala, Kevin Cross, Beran Harp, Amanda Dezee e Christopher Herman; Corey Merenda, pianoforte; dir. Robert McCormick.
Filtrò poi una luce
Andrea Ferrante (16 agosto 1968): Filtrò poi una luce per viola e pianoforte (2011). Demetrio Comuzzi, viola; Annamaria Curti Giardina, pianoforte.

Sestetto a 4 mani
Salomon Jadassohn (13 agosto 1831 - 1902): Sestetto in sol maggiore per pianoforte a 4 mani, 2 violini, viola e violoncello op. 100 (1888). Bracha Eden e Alexander Tamir, pianoforte; membri del quartetto d’archi non identificati.
- Sostenuto – Allegro ma non troppo vivace
- Adagio serioso [10:39]
- Finale: Allegretto grazioso, ma un poco vivo – Più mosso [16:44]

Želobinskij, opus 20
Valerij Viktorovič Želobinskij (1913 - 13 agosto 1946): 24 Preludi per pianoforte op. 20 (1934). Jeroen Riemsdijk.
- in do maggiore: Allegretto moderato
- in do minore: Vivace [0:32]
- in do diesis maggiore: Allegretto [1:07]
- in do diesis minore: Allegro con brio [2:14]
- in re maggiore: Moderato [2:59]
- in re minore: Allegretto [3:50]
- in mi bemolle maggiore: Lento pesante [4:57]
- in mi bemolle minore: Allegretto con brio [5:33]
- in mi maggiore: Adagio [6:40]
- in mi minore: Adagio [7:24]
- in fa maggiore: Allegro marcato [9:27]
- in fa minore: Pressissimo [10:00]
- in fa diesis maggiore: Andantino [10:39]
- in fa diesis minore: Allegro vivace [11:57]
- in sol maggiore: Largo [12:56]
- in sol minore: Allegro grazioso [14:49]
- in la bemolle maggiore: Moderato [15:38]
- in sol diesis minore: Lento [16:23]
- in la maggiore: Allegro con brio [18:04]
- in la minore: Con moto [18:33]
- in si bemolle maggiore: Larghetto [19:33]
- in si bemolle minore: Andante [20:35]
- in si maggiore: Allegro vivace [21:39]
- in si minore: Adagio [22:18]
Canzona (Krzysztof Meyer 80)
Krzysztof Meyer (11 agosto 1943): Canzona per violoncello e pianoforte (1981). Luca Fiorentini, violoncello; Jakub Tchorzewski, pianoforte.
