Ferruccio Busoni (1866 - 27 luglio 1924): Berceuse élégiaque (Des Mannes Wiegenlied am Sarge seiner Mutter) op. 42, Kind. 252a (1909), versione per orchestra; «In memoriam Anna Busoni, n. Weiss, m. 3.Oct.MCMIX». Radio-Symphonie-Orchester Berlin, dir. Arturo Tamayo.
Epitaffio di Sicilo. Esegue l’Atrium Musicae de Madrid diretto da Gregório Paniagua.
Molto suggestivo: una delle più antiche composizioni musicali che ci siano pervenute complete, databile fra il II secolo a.C. e il I d.C. È incisa su una stele funeraria rinvenuta nel 1883 a Aydın, presso Tralles, dall’archeologo britannico sir William Mitchell Ramsay. Egli pubblicò il testo, ma non si accorse dei segni musicali che l’accompagnano: furono identificati e trascritti dall’illustre papirologo austriaco Carl Wessely nel 1891. La stele, portata nel Museo di Smirne, è ora conservata nel Museo nazionale danese.
Prima dei versi e della melodia, la stele reca incise queste parole:
Finché vivi, splendi.
Non ti affliggere troppo per nessuna cosa:
la vita dura poco,
il tempo reclama la sua fine.
Bruno Maderna (pseudonimo di Bruno Grossato; 1920 - 1973): Composizione n. 2 per orchestra (1950). hr-Sinfonieorchester Frankfurt, dir. Arturo Tamayo.
Il lavoro di Maderna è costruito sulla melodia dell’Epitaffio di Sicilo.
Iannis Xenakis (29 maggio 1922 - 2001): Achorripsis per orchestra (1957). Orchestre philharmonique du Luxembourg, dir. Arturo Tamayo.
Esempio di musica stocastica, in cui le strutture compositive (strumentazione, modalità di emissione, altezze, durate) sono predeterminate in base al calcolo delle probabilità (legge di Poisson). Il brano, il cui titolo letteralmente significa “getto di suono”, si articola in ventotto episodi, caratterizzati ciascuno da combinazioni diverse in sette strati sonori caratterizzati da tre strumenti timbricamente affini.