apothéose (Philip Corner 90)

Philip Corner (10 aprile 1933): apothéose, 2° e ultimo dei Pieces of (Acoustic) reality and ideality, ovvero «two moments from a continuing life-series».
« apothéose” — just the remains, as recorded document, of that afternoon alone in my house in Cavriago, just outside Reggio nell’Emilia…. when i played discreetly on all sorts of objects turning them into a music added to a far-away echo-of-the-past: the forgotten France of Couperin (François)’s Apothéose de lully&npsp;» (Philip Corner).

Barrycate mysteryose


François Couperin detto Couperin le Grand (1668 - 1733): Les Baricades mistérieuses, rondeau in si bemolle maggiore (1717). Scott Ross, clavicembalo, e György Cziffra, pianoforte.


Luca Francesconi (17 marzo 1956): Les Barricades mysterieuses per flauto e orchestra (1982). Karl Bernhard Debon, flauto;
Rundfunk Sinfonieorchester Berlin diretta da Peter Hirsch.


Forqueray, Couperin & Duphly

« J’aime beaucoup mieux ce qui me touche que ce qui me surprend » (François Couperin le Grand).


Antoine Forqueray (1672 - 1745): La Couperin, n. 6 della Suite in re minore per viola da gamba e continuo (Pièces de viole, pubblicate postume dal figlio Jean-Baptiste nel 1747). Il Giardino Armonico: Vittorio Ghielmi, viola da gamba; Luca Pianca, liuto attiorbato.


François Couperin le Grand (1668 - 1733): La superbe, ou La Forqueray, n. 1 dell’Ordre XVII (Pièces de clavecin III, 1722). Gustav Leonhardt, clavicembalo.


Jacques Duphly (1715 - 15 luglio 1789): La Forqueray, rondeau in fa minore (dal Troisième Livre de Pièces de Clavecin, 1756). Gustav Leonhardt, clavicembalo.

La Canarie

Michael Praetorius (ovvero Schultheiß; 1571 - 15 febbraio 1621): La Canarie (da Terpsichore, Musarum Aoniarum, 1612, n. 31). Eduardo Antonello esegue tutte le parti.

Canaria o canario (anche canarie, canary) è una danza rinascimentale ispirata da una forma tradizionale propria delle isole Canarie, probabilmente quella nota come tajaraste. Era molto diffusa in Europa fra Cinque e Seicento, tanto che venne menzionata anche da Shakespeare (in Pene d’amor perdute, in Tutto è bene quel che finisce bene e nelle Allegre comari di Windsor). Di andamento rapido, in ritmo ternario o doppio ternario, soddisfaceva la tendenza esotizzante della società del tempo con la bizzarria dei suoi movimenti, che alternavano saltelli e passi martellati (tacco e punta).
Viene menzionata per la prima volta nel Libro de Música de vihuela (1552) di Diego Pisador, che però non la descrive come una danza bensì come un canto funebre (endecha de canario). I più antichi esempi musicali si trovano nei trattati di danza della fine del Cinquecento. Nel Ballarino (1588) Fabrizio Caroso la pone a conclusione della coppia gagliarda-saltarello (o rotta); ne dà inoltre una descrizione completa, come danza autonoma, articolata in sei mutanze (serie di figure). Tanto Thoinot Arbeau nell’Orchésographie (1588) quanto padre Marin Mersenne nell’Harmonie universelle (1636) ne sottolineano il carattere selvaggio. Compare anche nelle Nuove inventioni di balli (1604) di Cesare Negri.
Caduta in disuso, come danza, nella seconda metà del Seicento, entrò tuttavia a far parte della suite strumentale e fu accolta anche nell’opera: se ne possono trovare esempi in composizioni di Jacques Champion de Chambonnières e di François Couperin, nelle Pièces de clavessin op. II (1669) di Johann Caspar Ferdinand Fischer, nel Suavioris harmoniae instrumentalis hyporchematicae Florilegium (1ª parte, 1695) di Georg Muffat e ancora in lavori di Jean-Baptiste Lully, Johann Kusser, Georg Philipp Telemann e Jan Dismas Zelenka, e inoltre nella semi-opera tragicomica in cinque atti di Henry Purcell The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695).
Occasionalmente, il ritmo e l’andamento propri di questa danza si trovano in composizioni più recenti, come per esempio la suite Ballet de cour (1901-04) di Gabriel Pierné.
(Testo tratto dal Dizionario di musica della Utet [DEUMM], riveduto e ampliato.)