Sinfonia commemorativa

Mikuláš Schneider-Trnavský (24 maggio 1881 - 28 maggio 1958): Sinfonia n. 1 in mi minore, Spomienková (1956). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu v Bratislave (Orchestra sinfonica della Radio slovacca a Bratislava), dir. Ondrej Lenárd.

  1. Allegro moderato
  2. Andante sostenuto quasi adagio [11:23]
  3. Scherzo: Allegro giusto [19:40]
  4. Andante sostenuto – Allegro [23:36]

MST

La muta di Portici

Daniel Auber (29 gennaio 1782 - 1871): Ouverture per l’opera La Muette de Portici (1828). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu v Bratislave (Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava), dir. Ondrej Lenárd.

Per la composizione, Auber si avvalse inizialmente di un libretto di Germain Delavigne intitolato Masaniello, ou la Muette de Portici; il testo fu poi riscritto da Eugène Scribe. Rifiutata in un primo tempo dal «comitato di lettura» dell’Opéra di Parigi (che le preferì Masaniello ou le Pêcheur napolitaine di Michele Carafa), l’opera andò in scena il 28 febbraio 1828 riscuotendo grande successo: nel corso di quell’anno ebbe più di cento repliche.

Sinfonia gotica

Havergal Brian (1876 - 28 novembre 1972): Sinfonia n. 1, Gothic Symphony (1919-27). Eva Jenisová, soprano; Dagmar Pecková, mezzosoprano; Peter Mikulas, tenore; Vladimir Dolezal, basso. Orchestra sinfonica, Orchestra filarmonica e Coro della Radio slovacca di Bratislava, dir. Ondrej Lenárd.
La Gotica di Havergal Brian è la più lunga sinfonia che sia mai stata scritta (e anche una delle più complesse e tecnicamente difficili da eseguirsi), come attesta il Guinness dei primati. Sembra inoltre che su questa composizione aleggi una sorta di maledizione: così racconta un grazioso documentario australiano di pochi anni fa. Ma noi, donne e uomini del XXI secolo, a queste cose ovviamente non crediamo 😉

Parte 1a:

  1. Allegro assai
  2. Lento espressivo e solenne [13:47]
  3. Allegro non troppo [26:14]

Parte 2a:

  1. Te Deum laudamus [39:26]
  2. Judex crederis esse venturus [59:17]
  3. Te ergo quaesumus [1:15:05]

La Dame blanche

François-Adrien Boieldieu (1775 - 8 ottobre 1834): Ouverture per l’opéra-comique La Dame blanche (1825). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu, dir. Ondrej Lenárd.

Il libretto, di Eugène Scribe, si fonda su episodi tratti da non meno di cinque opere di Walter Scott, fra cui i romanzi Guy Mannering (1815), The Monastery e The Abbott (1820).
La vicenda si svolge in Scozia nel 1759. ― ATTO I: il conte e la contessa Avenel sono morti in esilio, lasciando la curatela dei loro averi all’avido Gaveston; l’eredità spetterebbe al figlio dei conti, Julien, ma questi è scomparso senza lasciare traccia. Nelle terre degli Avenel, il fittavolo Dickson e sua moglie Jenny vorrebbero battezzare il loro figlio neonato, ma non hanno nessuno che possa fare da padrino; si offre di assumersi questo compito un giovane di passaggio, George Brown, ufficiale dell’esercito inglese che, a seguito di una ferita rimediata in guerra, ha perso la memoria. Dickson informa George sulle vicende del castello di Avenel, che presto sarà messo all’asta da Gaveston, il quale conta di acquistare il maniero e con esso il titolo nobiliare. Jenny canta una ballata che narra della Dama bianca, il misterioso fantasma che si aggira fra le mura del castello. A sua volta, George racconta di essere alla ricerca della giovane sconosciuta che si era presa cura di lui a Hannover, quando era ferito. ― ATTO II: al castello Anna, un’orfanella che i conti avevano preso sotto la propria tutela, racconta alla governante Marguerite di essersi presa cura di un ignoto soldato ferito che le ricordava molto Julien, del quale era innamorata fin da bambina. George giunge nella dimora degli Avenel e chiede ospitalità per la notte; rimasto solo, intona la cavatina « Viens, gentille dame ». Subito dopo appare Anna nelle vesti del fantasma, un lungo velo bianco che la copre interamente; riconosce immediatamente in George il soldato che aveva curato a Hannover, e gli impone di partecipare all’asta, che si terrà il giorno successivo, insieme con Dickson: i due dovranno fare un’offerta superiore a quella di Gaveston; la somma verrà poi pagata grazie al tesoro degli Avenel, nascosto in un luogo noto solo a Anna. Così avviene: le proprietà degli Avenel sono assegnate a Dickson, il quale ha tempo fino a mezzogiorno per onorare il debito, altrimenti finirà in carcere. ― ATTO III: Anna e Marguerite vanno alla ricerca della statua della Dama bianca, nella quale sono nascoste le ricchezze degli Avenel. Nel frattempo, Gaveston apprende che George Brown è in realtà lo scomparso Julien Avenel, cosa di cui il giovane è tuttora ignaro. Anche Anna apprende la notizia, e elabora un piano. Allo scoccare delle 12, la Dama bianca appare recando lo scrigno del tesoro e salda il debito di Dickson. Contrariato, Gaveston strappa il velo e smaschera Anna; ma questa rivela a tutti che Brown è in realtà Julien, il legittimo erede degli Avenel. I due giovani si sposeranno con grande soddisfazione di tutti, tranne ovviamente Gaveston.

Danze morave

 
Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Lašské tance (Danze dei lachi; 1889). Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Ondrej Lenárd.

Il titolo originale di questa suite era Valašské tance, ossia danze della Valacchia morava, la regione di cui Janáček era originario.

  1. Starodávný I (In stile antico)
  2. Požehnaný (La Benedetta) [6:28]
  3. Dymák (Danza dell’incudine) [8:45]
  4. Starodávný II [10:56]
  5. Čeladenský (Danza del villaggio di Čeladná) [15:22]
  6. Pilky (Danza della sega) [17:17]