Sinfonia per archi – II

Hans Rott (1858 - 25 giugno 1884): Sinfonia in la bemolle maggiore per orchestra d’archi (1874-75). Phil­har­mo­ni­sches Orchester des Staatstheaters Mainz, dir. Enrico Delamboye.

  1. Allegro con fuoco – Agitato e con brio
  2. Grave e largo – Grave [4:20]
  3. Scherzo: Prestissimo – Trio: Innig und Gemuetsvoll [10:08]

17 pensieri riguardo “Sinfonia per archi – II

  1. Uffa. Scusa, con l’iPad e sempre un pò un problema. Più spigolosa. Il contemporaneo, per quel poco che conosco, pensandoci adesso, mi pare sempre più spigoloso, a volte incerto, forse una ricerca esasperata del nuovo? Non so, è un pensiero che mi è sorto, magari è l’infido virus🤭

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    1. La musica (quella “d’arte”, ça va sans dire) è sempre stata ricerca del nuovo. Quando Schoenberg e soci un secolo fa si sono accorti che con le vecchie forme, le vecchie scale e la vecchia armonia non c’era più possibilità di creare nulla di nuovo hanno rivoluzionato tutto inventando la serialità, la dodecafonia, l’atonalità e così via. Boulez negli anni 1970 diceva “Chi compone ancora musica tonale è un morto che cammina”. Del resto, oggi la Sinfonia in sol minore K 550 non ci turba, se non per la sua bellezza, ma all’epoca di Mozart era stata considerata “inascoltabile” per le sue dissonanze. Uno dei compositori che mi sono più cari, il moravo Leoš Janáček (1854-1928), già nei primi anni del ‘900 aveva detto che la storia della musica è la storia della dissonanza, più il pubblico è disponibile a ascoltarne e accettarne di nuove e ardite, più la musica si evolve. Oggi questo ci pare scontato, cent’anni fa lo era decisamente meno.
      Scusa, sono saltato un po’ di palo in frasca inseguendo i miei pensieri, spero che tu non abbia avuto troppa difficoltà a seguirmi 🙂

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      1. Ti ringrazio. Non ho avuto difficoltà a seguirti. No. Sai, meditando si apprende ad osservare il pensiero. E non mi pare tu sia saltato di palo in frasca. Hai seguito un filo logico, emotivo, per fare una specie di sintesi, per me. Grazie.
        p.s. magari la conosco ma andrò a cercare la K550. Di Janáček sapevo, ho ascoltato qualcosa che hai pubblicato. Ma a me non sembri così “ciula”😂😂sai? Parola che qui, nel milanese, credo sia in disuso almeno dal 1980😂)

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        1. La mia mamma è di Novara (c’è ancora, ha 93 anni) e da giovane gravitava su Milano, dove aveva alcune amiche. Poi conobbe mio padre e si trasferì a ovest. Nel paesino di cui mio padre era il medico condotto trascorreva le vacanze una delle amiche milanesi, ospite di una vecchia zia. Io nacqui pochi mesi dopo la figlia dell’amica di mia madre. Superfluo dire che le due strinsero ulteriormente i legami d’amicizia. Anche perché la neonata aveva presto manifestato problemi che, secondo la genitrice, erano stati sottovalutati dal pediatra meneghino, mentre quello torinese (mio padre, ovvio) li prese sul serio e li risolse. Per tutta la vita questa signora ripeté che sua figlia aveva avuto la vita salva grazie a mio padre.
          Scusa la noiosa storiella, era solo per farti sapere che ho una certa consuetudine con la tipica cadenza della parlata milanese, la quale mi ispira istintivo affetto.
          Sicché si può ben affermare che, come ci sono cani e gatti che fanno fra loro amicizia, ci sono anche torinesi che non detestano i milanesi, e viceversa 😀
          Conosco molti altri modi di dire tipicamente lombardi: ciula mi sembrava il più adatto a indicare un cervellino brasato. Se ne trovi di più acconci o alla moda, sostituiscilo pure 😉

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          1. Pippo il nonno materno che non ho mai conosciuto era ingeniere e rimase a Milano. Il fratello, farmacista con suo padre, lo zio Mario ( zio di mio padre) che conobbi, andò a Torino.
            Probabilmente perché la Lomellina, tra Casale, Mortara, Vercelli, è un po’ divisa in due. Alcuni si spostano a Milano ma, forse la maggior parte, vanno a Torino.
            Anche se il bisnonno dal paesello apri una farmacia a Milano, ho ipotizzato che, forse, lo zio Mario era più legato a Torino, forse fece farmacia li, non so.
            Novara mi è sempre piaciuta. Ho anche esposto un paio di volte. Mi piace anche il,lago d’ora e la Val Sesia.
            Amo Casale, meno Vercelli però mi fermo qui perché sono troppo stanca.🙋🏼‍♀️

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      1. Si tu le souhaites, j’ai beaucoup de musique dispo ( classique, jazz, contemporaine ), dont j’ai fait des zips, via mediafire, dont je eux te communiquer les liens ( pour ça il me faut ton adresse mail ).. amicalement RC

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        1. Merci, vous êtes très aimable. Ma discothèque compte plus de 7500 disques (vinyles et CD), tous de musique “classique”, bien sûr , dont beaucoup pourraient être définis comme “rares”.
          Je pense que j’ai tout ce dont j’ai besoin mais, quand je constaterai qu’il me manque quelque chose, je puiserai certainement dans vos ressources 🙂

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