Il modo giusto

Johann Pachelbel (1653 - 3 marzo 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Ecco la composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo an­tecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordi banali, come se igno­rassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero (*).
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale. Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.

(*) In ambito musicale il canone è, nella sua forma più semplice, una composizione polifonica costituita da un’unica idea melodica che viene enunciata da due o più “voci” (per convenzione si usa questo termine anche se si tratta di parti strumentali) diverse, le quali non attaccano simultaneamente ma in successione:

Si tratta dunque di una forma di contrappunto “a imitazione” (imitazione è detta appunto la ripe­ti­zione di una frase melodica eseguita da una voce diversa da quella che l’ha enunciata per prima).
Quello di Pachelbel che si può ascoltare in questa pagina è un canone a 3 voci (i tre violini). Siccome v’è una quarta parte (il basso continuo) che non partecipa al gioco delle imitazioni, si parla in questo caso di “canone misto”.

Canon

8 pensieri riguardo “Il modo giusto

  1. vero, l’ho ascoltata in moltissime versioni, alcune passabili, altre melense, ma il carattere della versione originale era completamente cancellato. In realtà per tali versioni si dovrebbe dire musica ispirata al canone di Pachelbel che in definitiva , per chi ama la barocca, è tutt’altra musica

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