Remember me

Henry Purcell (1659 - 1695): «Thy hand, Belinda», recitativo, e «When I am laid in earth», aria di Didone, dal III atto dell’opera Dido and Aeneas (1688). Jessye Norman (1945 - 30 settembre 2019), soprano; English Chamber Orchestra, dir. Raymond Leppard.

Thy hand, Belinda, darkness shades me,
On thy bosom let me rest,
More I would, but Death invades me;
Death is now a welcome guest.

When I am laid in earth,
May my wrongs create
No trouble in thy breast;
Remember me, but ah! forget my fate.

Jessye

3 pensieri riguardo “Remember me

  1. Buongiorno e buon lunedì, caro Claudio, grazie mille per aver condiviso questa struggente, ma famosa e meravigliosa aria 😊

    Il testo e l’opera in questione si basano sull’Eneide, la leggenda romana del guerriero troiano Enea, in viaggio verso l’Italia dopo la caduta di Troia per stabilirvisi e assicurare la discendenza del figlio Ascanio. Duranta il viaggio, la nave viene spazzata via dalla Sicilia e viene diretta sulle coste del Nord Africa, a Cartagine. Enea si innamora della regina dei cartaginesi, Didone ma, dovendo ripartire, la lascia. Distrutta per il tradimento, ordina di costruire una pira e di bruciarla, in modo da far vedere a Enea dalla sua nave che si è uccisa. Prima di pugnalarsi, però, canta il celebre lamento, mentre Enea salpa.

    Il brano viene introdotto da un basso ostinato cromatico discendente, costruito su un intervallo di quarta giusta (quarta cromatica), conosciuto anche con la denominazione latina di “passus duriusculus” (passaggio difficile).

    Il suo primo utilizzo risale ai madrigali seicenteschi, mentre il nome trova le sue origini nel Tractatus compositionis augmentatus (1648-1649) del compositore tedesco Christoph Bernard, con riferimento al movimento melodico ripetuto per semitoni volto a creare una cascata cromatica.

    Questa costruzione musicale è stata spesso associata al dolore, al lamento o al pianto, anche se non sempre è stato utilizzato in questo modo, come avviene nel Minuetto del Quartetto per archi in Sol maggiore K.387 di Mozart.

    Il recitativo secco iniziale è, invece, accompagnato solo dal continuo e utilizza il cromatismo e la pittura di parole, in particolare sui sostantivi “darkness” e “death”, al fine di simboleggiare la morte e la discesa nella tomba.

    La successiva aria vede la ripetizione per undici volte del “passus duriusculus”, strutturando il pezzo in forma di passacaglia, in tempo di 3/2 nella tonalità di Sol minore. Anche in questo caso, non manca l’utilizzo della pittura di parole, in particolare su “laid”, dove la linea cromatica discendente vuole simboleggiare la morte e l’agonia.

    Un altro passaggio dove viene impiegata la pittura di parole è “remember me”, presentato in forma sillabica e ripetuto più volte, con l’ultima ripetizione che salta di registro con un improvviso crescendo, rappresentante il grido disperato di Didone mentre si prepara al suo ultimo destino, la morte.

    Ancora oggi, questo struggente brano viene eseguito non solo nel repertorio operistico, ma anche in quello bandistico, venendo suonato ogni anno a Londra dalla banda della Guards Division per la parata commemorativa del Cenotafio a Whitehall durante la Remembrance Sunday, la domenica più vicina all’11 novembre, il Giorno dell’Armistizio.

    Buona gionata e a domani!

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